Archivio categorie: Serie TV

Sconfort Zone: quando Marcello Macchia diventa un personaggio di Maccio Capatonda

Maccio Capatonda è uno dei più grandi talenti comici contemporanei italiani. E potrei chiudere qui la parte critica di questo articolo, anche perché la serie in 6 episodi Sconfort Zone conferma questa certezza e rafforza il fatto che Marcello Macchia, vero nome di Maccio, sia un talento a 360° e non solo nell’ambito della risata.

Quella che è stata presentata come una “serie seria”, ma seria non lo è affatto, rappresenta l’occasione per Marcello/Maccio di fare un giretto nel suo “Io” interiore e confrontarsi con le sue insicurezze. Insicurezze come uomo, comico, personaggio e autore. Perché, esattamente come ha fatto (e sta facendo) Carlo Verdone con la serie Vita da Carlo – curiosamente Maccio interpreta un se stesso molto sopra le righe nella terza stagione! – anche Maccio Capatonda è Marcello Macchia in Sconfort Zone partendo da un medesimo assunto: la mancanza d’ispirazione per la realizzazione di una nuova opera.

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Ranma ½: il reboot giusto al momento giusto!

Rumiko Takahashi, “la regina dei manga”, di certo non ha scalato le classifiche dei fumettisti più ricchi di tutti i tempi, piazzandosi in mezzo a maestri del calibro di Akira Toriyama e Eiichiro Odaa, grazie agli occhioni languidi e alle sventurate eroine del genere shôjo. Piuttosto il suo genio ha dato vita a opere che, ancora nel 2025, rimangono insuperate per la versatilità dei generi e soprattutto per la compresenza di toni narrativi molto diversi tra loro. Dal suo calamaio sono usciti gli immortali Maison Ikkoku, Lamù, Inuyasha e, soprattutto, il fenomenale Ranma ½; proprio quest’ultimo è il soggetto del reboot di dodici episodi pubblicato settimanalmente da Netflix a partire dallo scorso 5 ottobre e che si è concluso il 21 dicembre.

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M – Il Figlio del Secolo, la recensione della miniserie su Benito Mussolini

Il Fascismo, una creatura bellissima, fatta di sogni, di ideali, di coraggio, di cambiamento che conquisterà milioni e milioni di cuori. Sono sicuro anche i vostri. Seguitemi, anche voi mi amerete. Anche voi diventerete fascisti!

È con queste parole che termina il bellissimo monologo d’apertura di Luca Marinelli, aka Benito Mussolini, un monologo votato al fomento e recitato direttamente allo spettatore, guardando in macchina, abbattendo dunque quell’immaginaria quarta parete (alla Frank Underwood maniera, ovvero il Kevin Spacey di House of Cards) e invitando pertanto chi guarda a comprendere le ragioni che hanno portato alla nascita del movimento fascista e a subirne il fascino. Si apre così M – Il Figlio del Secolo, l’ultima e attesissima serie di Sky Atlantic, tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati e affidata interamente – 8 puntate da 60 minuti l’una – nelle mani dell’inglese Joe Wright (Espiazione, Anna Karenina, L’ora più buia, Cyrano).

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The Penguin: nessuno può mettere Oz in un angolo!

Il 2019 è stato l’annus mirabilis dei cinecomics poiché, a distanza di pochi mesi, uscirono al cinema Avengers: Endgame di Anthony e Joe Russo e il Joker di Todd Philips, entrambi campioni di incassi; la pluripremiata performance di Joaquin Phoenix (in parte ispirata al The Killing Joke di Alan Moore) ha avuto anche il grande merito di aprire nuove strade ai personaggi simbolo della DC Comics, che dopo i vari flop della Justice League sembravano spacciati.

Ecco, quindi, che nel 2022 arriva anche il The Batman di Matt Reeves, con un Robert Pattinson molto fedele all’Uomo Pipistrello delle origini e, soprattutto, con un Colin Farrel che ha fatto ottenere al personaggio del Pinguino uno spin-off targato HBO, mandando in delirio tutti i fans della vecchia guardia. Gli otto episodi della serie The Penguin sono arrivati in Italia grazie a Sky e da questo novembre sono disponibili anche sul catalogo Now.

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Nobody Wants This: quello che in realtà vogliono tutti

Lo scorso 26 settembre Netflix ha fatto di nuovo uno dei suoi colpacci pubblicando la prima stagione di Nobody Wants This, serie che promette non solo di diventare un cult ma soprattutto di riscrivere i canoni del genere romance.

Questa ventata di freschezza la dobbiamo a quel vulcano di idee che è Erin Foster, evidentemente non paga di aver inventato Bumble, di essere una podcaster di successo, una produttrice, sceneggiatrice e attrice di incredibile bellezza; ringraziamo dunque il suo presumibile complesso di inferiorità nei confronti di Gigi Hadid, sua sorella acquisita, che potrebbe averla spinta a regalarci una nuova (anti)eroina romantica, la versione più smaliziata e più millenials di Bridget Jones.

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Tulsa King: lo spaghetti western in salsa Soprano

Non è un mistero che Taylor Sheridan (Sicario, Soldado) abbia il sogno di riportare in auge il genere western; dopo notevoli lavori, il suo Yellowstone – con un Kevin Costner che non ha alcuna intenzione di uscire dal tunnel di Balla coi lupi – sta cominciando a raggranellare consensi, tanto che Paramount+ gli ha dato carta bianca per la scrittura di un’altra serie tv ambientata nel cuore degli USA, a patto che qualcosa cambiasse. Infatti, grazie ai costanti feedback delle piattaforme, le case di produzione hanno inteso che cowboy e rotolanti balle di fieno non vendono più come un tempo, principalmente perché adottano toni narrativi troppo “solenni” per un pubblico con la soglia di attenzione in caduta libera. I film sui gangster, invece, mantengono il loro fascino “scoppiettante”, ed è grazie alla loro influenza nella cultura contemporanea che nel 2022 è uscita la prima stagione di Tulsa King con un protagonista che è stato “l’Over the top” dei migliori action movie.

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Kaos: il crime mitologico che attendevamo dai tempi di American Gods

Nel 2017 il mondo nerd in tutte le sue svariate ramificazioni (cinefili, bibliofili, fumettari) non stava più nella pelle mentre attendeva l’uscita su Prime Video di American Gods, la serie tratta dall’omonimo romanzo dell’autore di culto Neil Gaiman. Questa frenesia era dovuta al fatto che American Gods, come It e Il Trono di Spade, è scritto in maniera così realistica da riuscire ad affascinare anche coloro che non masticano il genere del fantastico, ed è diventato quindi uno di quei testi-guida che possono aprire le porte della speculative fiction ai più insospettabili lettori.

Purtroppo la serie tv, dopo una meravigliosa prima stagione, esagerò con il simbolismo e fu interrotta al ventiseiesimo episodio, lasciando i pochi fans “appesi” quanto il suo protagonista Shadow Moon. Ma evidentemente Charlie Covell, colei che ci ha regalato quel gioiello di umorismo nero di The End of the f***ing World, aveva bene in mente l’opera originaria di Gaiman ed è riuscita a riformularne al meglio i cardini narrativi, regalandoci la prima stagione di Kaos, uscita su Netflix questo 29 agosto.

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The Decameron: una black comedy più boccacesca che mai

Questo 25 luglio Netflix ha distribuito sulla propria piattaforma gli otto episodi della serie The Decameron, che altri non è che la rielaborazione della rielaborazione del riassunto del soggetto del Decameron di Giovanni Boccaccio.

Nel 2024 possiamo anche lasciarci alle spalle tutti gli accattivanti “liberamente ispirato”, quelli che dopo la visione dei primi trenta minuti del primo episodio ci porterebbero a gridare “La solita americanataaaaa!” e a fare zapping sulla piattaforma. Ci risulterebbe molto più spontaneo invece fare una bella scorpacciata di serie tv/film ispirate alla cultura orientale e poi caricare recensioni entusiaste su Tik Tok. Ordunque, prendendo esempio dagli studenti del liceo classico, che hanno imparato a ingoiare tutti i mielosi, e falsissimi, happy ending dei vari Hercules, Troy, etc., possiamo sguinzagliare il giudizio critico e gustarci questa nuova e bislacca mini-serie.

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Those About to Die: molto più che un preludio a The Gladiator II

La Gladiator Fever in realtà non è scoppiata due settimane fa, quando il trailer de Il Gladiatore II è stato diffuso urbi et orbi, ma nel momento in cui Ridley Scott aveva dato la conferma per girare il sequel del cult anni degli anni Duemila; infatti la notizia di un progetto così “kolossal” ha subito richiamato nell’arena dell’intrattenimento tutte le più grandi case di produzione, per una lotta all’ultimo peplum. Con i dieci episodi della serie Those About to Die usciti questo 20 luglio, Prime Video ha sferrato il primo colpo, forse memore del vecchio detto “chi mena per primo, mena due volte”. Sì, perché quel furbastro di Robert Rodat (Il Patriota, Salvate il soldato Ryan) non solo ha ideato questa prima stagione sfruttando la sete di sangue di tutti i fans di Massimo Decimo Meridio, ma si è addirittura ispirato all’omonimo romanzo Those About to Die di Daniel P. Mannix da cui lo stesso Scott era stato condizionato.

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Agatha All Along: il Marvel Cinematic Universe si tinge di horror nella nuova serie per Disney+

Disney+ ha diffuso il primo trailer e il poster ufficiale di Agatha All Along, la nuova serie live-action Marvel Television che esordirà in streaming il 19 settembre con i primi due episodi. La serie è incentrata sul personaggio di Agatha Harkness, interpretato da Kathryn Hahn, già vista come villain nell’acclamata serie Marvel Studios WandaVision, che intraprende una pericolosa e misteriosa avventura piena di sfide e ostacoli. 

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