EIFF 2016: The ReZort

In un mondo reduce dall’apocalisse zombie, ReZort offre a tutti coloro che se lo possono permettere un’imperdibile occasione di sfogo e vendetta contro i mostri che li hanno privati di famiglia e affetti.   Una caccia allo zombie in tutta sicurezza, o quasi.

Ogni festival dovrebbe avere da regolamento in programma almeno uno zombie-movie, se non altro perché finiscono quasi sempre per risultare una delle cose più interessanti presentate.

The ReZort nasce da un’idea tanto geniale quanto semplice, al punto che sembra strano non sia stato   girato prima.

Negli ultimi anni molti tra film e serie tv hanno raccontato in modi diversi il mondo post-apocalisse zombie, come gli esseri umani sopravvissuti cerchino di rielaborare il lutto e a volte, di creare una qualche forma di contatto con gli zombie rimasti. Basta pensare al capolavoro Fido (2006) di Andrew Currie o alla serie In the flesh della BBC, realtà in cui si cerca di curare il virus o di reinserire in qualche modo gli zombie all’interno della comunità. Storie che si contrappongono al filone classico in cui l’unico modo per porre termine all’invasione (quando ci si riesce!) è quello di eliminare fisicamente tutti i mostri.

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The ReZort si pone a metà tra le due visioni, dando uno degli epiloghi più disturbanti quanto probabilmente realistici al post-apocalisse.

Scritto da Paul Gestenberger e ispirato alle opere di Michael Crichton (in particolare Jurassic Park e Westworld), l’idea del safari per ricchi con battuta di caccia al non-morto riporta alla mente tanti horror in cui succedeva una cosa analoga ma con le persone, in genere ad opera di un qualche gruppo criminale che ovviamente agisce illegalmente e in segreto.

ReZort al contrario è perfettamente legale, un business miliardario nato dall’idea della magnate Dr.Wilson che in poco tempo è divenuta una delle donne più ricche del mondo. C’è chi ci va per noia e chi perché ci prova gusto. Ci sono quelli che vanno per affrontare i propri demoni e rielaborare il trauma della perdita dei cari (come la protagonista), e quelli che dopo la guerra vivono solo per uccidere.

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Una perfetta macchina di morte per fare soldi, perché gli zombie non sono esseri umani ma creature prive di diritti che esistono solo per essere massacrati dalle persone che se lo possono permettere. Gli zombie di The ReZort sono una metafora per tutti coloro che la società considera “di serie B”, sacrificabili, gli “invisibili” la cui morte non verrà pianta da nessuno perché questo è ciò che loro sono, nessuno.

Non è un caso che il personaggio più magnetico e intenso del film sia proprio uno zombie. Una donna, (interpretata dalla bravissima Dionne Vincent) che la dottoressa utilizza come esempio di “preda”, schernendola e istigandola, durante la sua presentazione ai nuovi ospiti del ReZort. Pur senza dire una parola, i suoi sguardi e l’urlo che una volta libera lancerà verso la sua aguzzina indicandola, sono sicuramente i momenti di maggior impatto.

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Nonostante questa forte chiave interpretativa il film riesce a non sprofondare nel patetismo gratuito, creando la perfetta condizione per un classico action-movie del genere che riesce fino alla fine a mantenere vivi ritmo e attenzione. Questo non dovrebbe stupire se consideriamo che il regista Steve Barker è alla sua terza (e a detta sua ultima) opera dedicata al genere (dopo Outpost e Outpost: Black Sun).

Un film consigliato agli appassionati del genere e non, dato il contenuto tasso di sangue e la quasi totale assenza di scene realmente paurose, sia come intrattenimento serale, oltre che spunto di riflessione sulla realtà in cui viviamo, che spesso è altrettanto spietata.

Susanna Norbiato

PRO CONTRO
  • Montaggio ritmato e regia sul pezzo.
  • Interessante parallelo tra la condizione degli zombie e quella di alcune realtà della società contemporanea.
  • È un film sugli zombie!
  • I protagonisti umani, con poche eccezioni, sono i soliti prototipi di questa tipologia di film e anche se gli attori fanno un buon lavoro, non lasciano un particolare segno. Una menzione speciale va a Dougray Scott e al suo intrepido Archer.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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EIFF 2016: The ReZort, 8.0 out of 10 based on 1 rating

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