Fantafestival 2025. Cronache semi-serie dal pipistrello romano. Giorno 6
La sesta giornata del Fantafestival ha confermato una certezza: il cinema di genere non è un sottoprodotto dell’immaginario contemporaneo, ma una delle sue forme più vitali, consapevoli e produttive. L’intero programma di giornata si è mosso tra progettualità industriale, memoria artigianale e nuove traiettorie di genere, componendo un mosaico vivace e coerente, tra mercato, sperimentazione e visioni radicali.
Ad aprire le danze, nel pomeriggio, la seconda edizione del Fantapitch, il primo format italiano interamente dedicato allo sviluppo di progetti di cinema di genere. Un evento non aperto al pubblico, ma strategico per il futuro del settore: un punto di incontro tra autori, produttori e professionisti, in cui il fantastico diventa non solo espressione creativa, ma concreta prospettiva industriale. Non sappiamo quello che è successo in quelle due ore, ma al nostro arrivo c’era un ricco buffet offerto dal co-direttore artistico Marcello Rossi, vera autorità in quanto a catering.
Alle 18:00 spazio al progetto transmediale A Desconhecida (La Sconosciuta), presentato dall’autore Cristiano Stern (che si trovava in Brasile, quindi ha lasciato un messaggio video) insieme al produttore Stefano Misiani. Un percorso narrativo che attraversa linguaggi e
piattaforme, confermando come il cinema di genere non sia più solo cinema, ma universo espanso, racconto modulare, esperienza immersiva.
Alle 18:30 il cuore cinefilo della giornata ha battuto forte con la proiezione di I tre volti del terrore di Sergio Stivaletti, atto finale della rassegna “Prima del Computer: 5 Capolavori, Effetti Artigianali”. Un vero e proprio manifesto dell’horror fatto con le mani, con la materia, con il trucco prostetico e l’intelligenza del fabbricare mostri senza delegare tutto al digitale.
Stivaletti – maestro riconosciuto del make-up e degli effetti speciali italiani – ha riportato in sala un film che è insieme spettacolo e lezione: un cinema che costruisce l’orrore con la fisicità, con la carne, con la macchina artigianale del terrore. La proiezione de I tre volti del terrore è stata anticipata da una corposa presentazione dello stesso Stivaletti insieme al co-sceneggiatore Antonio Tentori, che hanno raccontato una marea di aneddoti sulla lavorazione del film, alcuni davvero sorprendenti.
La serata è entrata nel vivo alle 20:30 con la presentazione del cortometraggio fuori concorso Vecchi tempi, firmato da Lucrezia Glognoli e Sara Borgh. Prodotto dalla DAM Academy, il corto è stato presentato dalle registe insieme al coordinatore del Dipartimento Cinema & New Media Aldo Iuliano e ai docenti e produttori di Orca Giuliano Giacomelli e Flavia Enchelli.
Un lavoro breve ma emotivamente intenso, che racconta il senso di frustrazione, l’orrore del bullismo ma anche la nostalgia con una sensibilità rara, senza dimenticare creature mostruose e una spruzzata di gore, dimostrando come il fantastico sappia essere potente lavorando sui fantasmi interiori, oltre su gli effetti speciali.
Kopis: l’orrore è tornato a casa!
Alle 21:00, l’evento centrale della giornata: l’anteprima internazionale di Kopis, lungometraggio in concorso diretto da Lorenzo Lepori, affiancato per l’occasione dallo sceneggiatore Antonio Tentori e da un vasto cast presente in sala.
Inserito nella sezione Panoramica Italia, Kopis si è imposto come uno dei titoli più intensi e divertenti del concorso: un horror teso, corporeo, grottesco, che conferma Lepori come una delle voci più personali e sopra le righe del nuovo cinema di genere italiano. Ma nei prossimi giorni vi parleremo nel dettaglio di questo film perché merita maggior spazio d’analisi.
A chiudere l’incontro, la presentazione del trailer di Al termine del sole, prossimo progetto firmato dallo stesso Lepori insieme a Dario Almerighi: un ulteriore segnale di un percorso autoriale in piena evoluzione che stavolta omaggia Fernando Di Leo e il suo cult Avere vent’anni.
Alle 23:30 circa, il Fantafestival ha acceso i motori del fantasy più selvaggio con Curse of Crom 2 di Rob York, anteprima italiana presentata dall’attore Colin Cunningham.
Creature demoniache, giovani vittime sacrificali, trionfo dell’effetto speciale artigianale e del citazionismo anni ’80. Un film perfettamente collocato in chiusura di una giornata che ha alternato artigianato e puro spettacolo.
Il sesto giorno del Fantafestival ha raccontato un cinema che non si limita a esistere, ma si progetta, si costruisce e si rinnova. Dal pitch al set, dalla bottega artigiana all’horror internazionale, il genere non è mai passato di moda: ha solo cambiato pelle.
E se il futuro del fantastico passa da qui, possiamo dirlo con certezza: è in ottime mani.
La Redazione












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Kopis: Un ritorno più che desiderato ! Grazie LL