Fantafestival 2025. Cronache semi-serie dal pipistrello romano. Giorno 8
Streghe, fumetti, mostri del folklore alpino e sacrifici rituali: ecco il venerdì sera all’inferno del Fantafestival!
Sfidando l’ennesimo sciopero che interessa (anche) i mezzi pubblici nella Capitale, il Fantafestival presenta un’ottavo giorno come una discesa graduale verso l’occulto, con una scaletta che sembra studiata apposta per accompagnare il pubblico, passo dopo passo, dalla nostalgia pop alla dannazione metafisica. Non una semplice giornata di proiezioni, ma una vera e propria iniziazione: prima i mostri rassicuranti dell’infanzia, poi le creature del folklore natalizio, infine il sacrificio.
Ad aprire il pomeriggio i Fantacorti, con la replica dello slot 2, poi la presentazione della collana a fumetti Universal Monsters di Salda Press, che riporta Dracula, Frankenstein e soci nel linguaggio visivo del graphic novel. Non si tratta di semplice operazione nostalgia: il progetto dimostra come questi archetipi reggano ancora benissimo, purché vengano riletti con intelligenza visiva e rispetto per il materiale originario. Il pubblico ascolta, sfoglia, sorride riconoscendo volti familiari e quindi rassicurati: i mostri, quelli veri, devono ancora arrivare.
Alle 18:30 si entra nel territorio della stregoneria con Mother of Flies, film intimista e viscerale diretto a 6 mani da John Adams, Zelda Adams e Toby Poser, che racconta il patto disperato di una donna malata e prossima alla morte con una figura oscura che abita il bosco. La magia qui non è spettacolo ma malattia, il corpo diventa teatro dell’orrore e la natura, anziché salvifica, assume contorni predatori. Il film colpisce per il suo tono crudo, drammatico: niente estetismi gotici, ma una fisicità brutale che rende la visione scomoda nel modo giusto.
Dopo l’oscurità, un’ombra diversa: quella letteraria. Il grande Paolo Di Orazio presenta “La Saponificatrice. Ombre, nebbie e gran bolliti”, in cui cronaca nera, ossessione e grottesco si mescolano fino a creare qualcosa di disturbante e irresistibile. Il pubblico ascolta racconti di corpi che diventano materia: una presentazione decisamente suggestiva.
Alle 21 arriva uno dei titoli più attesi della giornata: l’anteprima italiana di The Krampus Rises, che rilegge il mito del demone del folklore alpino, diventato simbolo natalizio, in chiave monster-movie. I ghiacciai che si sciolgono diventano tombe spalancate e una terrificante maledizione sovrannaturale si appresta a sconvolgere le menti e i corpi di un gruppo di giovani turisti. Il film trova il suo punto di forza nel mescolare folklore ed effetti speciali, offrendo un horror dinamico e sorprendentemente viscerale. Krampus non punisce solo i bambini cattivi, ma l’intera umanità. A presentare il film il regista Andrea Dalfino e buona parte del cast del film, che al termine della proiezione rispondono alle domande del pubblico.
La notte cala sul Fantafestival con El ritual de Lily, che chiude la giornata con un vero e proprio gioiello cinematografico. A presentare il film in anteprima italiana il regista e co-sceneggiatore Manu Herrera. Vi lasciamo una breve recensione del nostro Vincenzo de Divitiis.
El Ritual de Lily si impone come una delle opere più potenti e sorprendenti di questa edizione del Fantafestival 2025. Il pubblico della Kermesse romana, infatti, assiste ad un compendio di tutto ciò che gli appassionati desiderano da un film horror: splatter a volontà, violenza estrema, stregoneria, citazioni di alcuni dei grandi classici del genere e una ferocia inaudita, diretta espressione di un male assoluto e invincibile.
La storia segue 4 ragazze che decidono di regalarsi una piccola vacanza a base di musica rock, trasgressioni e, soprattutto, riti magici che ben presto da semplice gioco tra amiche si trasformano in un tramite per richiamare sulla terra un demone molto feroce: Lilyth. Inizia così una spirale di morte e crudeltà che per una delle protagoniste si rivelerà un’occasione di riscatto e vendetta.
El Ritual de Lily è un film che si prende i suoi tempi, stenta a carburare, ma, dopo una prima metà un pizzico pigra, esplode all’improvviso e spiattella davanti agli occhi dello spettatore sequenze gore oltre i limiti dell’estremo ed effetti visivi realizzati in maniera artigianale che ricordano un certo cinema anni Ottanta –Novanta.
Una menzione speciale, inoltre, per la trasformazione di una delle protagoniste che, per uno strano scherzo del destino, sembra omaggiare il nostrano Demoni di Lamberto Bava, i cui 40 anni vengono omaggiati proprio in questa edizione del Fantafestival. Herrera, dunque, ci offre un lavoro quanto mai adatto per un pubblico settoriale e alfabetizzato col genere, ma che potrebbe comunque non sfigurare agli occhi di un pubblico più generalista, a patto che sopporti sbudellamenti, sangue a fiumi e mutilazioni.
Il Giorno 8 è stato questo: un viaggio che parte da icone pop e finisce nel sangue rituale. Una lunga discesa nell’oscurità con qualche risata nervosa lungo il percorso. Il Fantafestival continua così a dimostrare che l’orrore non è intrattenimento usa e getta, ma un linguaggio capace di raccontare fragilità, colpe e desideri con una sincerità che pochi altri generi osano permettersi.
E a questo punto, dopo streghe, demoni e mostri natalizi, viene spontanea una sola domanda: cosa potrà mai fare il Day 9 per sorprenderci ancora?
La Redazione











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