Fantafestival 2025. Cronache semi-serie dal pipistrello romano. Giorno 9
Siamo ormai vicini alla fine di questa lunga ed emozionante avventura al fianco del Fantafestival, che domenica 30 chiuderà una 45^ edizione davvero imponente ed emozionante. Il sabato e penultimo giorno, si è presentato come il giorno delle liturgie. Quelle blasfeme, quelle nostalgiche… quelle cinematografiche. Una giornata davvero cult che nel culto del grande cinema italiano ha proseguito la sua mission: il culto di Lamberto Bava, quello di Claudio Fragasso, in primis, ma anche quello del cinema pandemico che ha visto l’entrata in scene del secondo ospite internazionale: Adam Mason.
Il pomeriggio inizia con i corti, terreno di addestramento per futuri registi e disturbatori seriali delle nostre notti. Si tratta della replica del terzo slot: titoli provenienti da ogni angolo del mondo costruiscono un mosaico imperfetto e vivo, dove sperimentazione, acerbità e talento si mescolano come ingredienti in una pozione instabile.
Alle 18:00, assistiamo alla presentazione in anteprima della clip di The Nuns – Ancora l’altro Inferno di Claudio Fragasso. Titolo già candidato a diventare cult prima ancora di essere visto, il progetto si inscrive in quella linea di cinema orgogliosamente eccessivo, in cui l’orrore è uno stato mentale prima che un genere. Fragasso, accompagnato dal cast, presenta immagini che promettono suore demoniache, possessioni e atmosfere da exploitation ultraterrena. Il pubblico reagisce con entusiasmo: qui nessuno cerca il minimalismo, si vuole l’apocalisse in formato VHS.
Subito dopo la temperatura sale oltremodo con la masterclass di Lamberto Bava, che diventa, più che una semplice lezione, una confessione pubblica, una mappa emotiva del cinema italiano di genere. Bava ripercorre la sua carriera a partire dai set del padre Mario, passando per gli esordi come aiuto regista con Dario Argento, fino al clamoroso successo internazionale di Dèmoni. Il racconto non è mai nostalgico: è lucido, affettuoso, autoironico.
Sul palco lo affiancano Amedeo Minghi, autore delle musiche di Fantaghirò, e Sergio Stivaletti, artefice delle sue creature più memorabili. Ma il grande Lamberto Bava parla anche di Dèmoni – La rinascita, la raccolta di racconti pubblicata per Cut-Up Publishing che contiene il racconto che fa da sequel ideale al dittico cinematografico di Dèmoni.
Tra una risata e un ricordo, il pubblico assiste a qualcosa di raro: una famiglia artistica che si racconta senza filtri. Il cinema, qui, non è industria. È casa.
Dopo tanto amore per il passato, il presente bussa con toni cupi. È il momento di “Trofeo” di Emanuela Cocco, che con il suo libro porta sul palco un’idea di horror radicalmente diversa: più sociale, più psicologica, più tagliente. Una pausa letteraria che non allenta la tensione, ma la sposta su un altro piano.
Alle 21 arriva Songbird di Adam Mason, una visione che riattiva traumi ancora freschi. Il film racconta un mondo devastato da un virus mutante, in cui l’amore diventa atto di resistenza e ogni bacio è una condanna potenziale. Mason introduce il film con passione, spiegando quanto il progetto sia stato girato in condizioni estreme, e al termine dialoga con il pubblico in un Q&A denso, sincero, umano. Qui la fantascienza non parla di alieni, ma di noi.
E come ogni rito che si rispetti, la giornata si chiude con un sacrificio rituale. La maschera del demonio di Lamberto Bava torna sul grande schermo come un fantasma familiare. Gotico, visionario, sanguigno, a tratti involontariamente ridicolo: il film chiude la giornata come un sigillo infernale, ricordandoci quanto l’horror italiano sappia ancora parlare in una lingua che oggi nessuno osa più usare.
Il Giorno 9 è stato questo: una processione blasfema, un atto d’amore per il cinema che non chiede il permesso, una notte in cui il passato e il presente si sono stretti la mano sotto una luce rossa.
Il Fantafestival non è un evento.
È un’ossessione collettiva!
La Redazione













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