Generazione Fumetto, la recensione del documentario di Omar Rashid
Negli ultimi anni il fumetto in Italia ha conosciuto una crescita impressionante, sia in termini di vendite che di partecipazione del pubblico. Secondo i dati AIE, il settore ha superato stabilmente i 100 milioni di euro annui, con picchi significativi trainati da titoli come quelli di Zerocalcare, capace con graphic novel come Quando muori resta a me di vendere centinaia di migliaia di copie. Parallelamente, le fiere di settore sono diventate veri e propri eventi di massa: Lucca Comics & Games ha superato nelle ultime edizioni le 300.000 presenze, confermandosi tra le manifestazioni più partecipate d’Europa, mentre il Napoli Comicon ha raggiunto e superato quota 170.000 ingressi. Numeri che certificano un passaggio ormai definitivo: il fumetto non è più un medium di nicchia relegato a nerd e bambini (come si pensava un tempo), ma un linguaggio mainstream, capace di parlare a un pubblico vasto e trasversale.
È in questo contesto che si inserisce Generazione Fumetto, esordio nel lungometraggio documentario per Omar Rashid, già attivo nel mondo dei cortometraggi e nel VR. Un documentario che si propone di fotografare questo momento storico attraverso sette figure chiave del panorama italiano contemporaneo: Zerocalcare (al secolo Michele Rech), Sio (Simone Albrigi), Rita Petruccioli, Giacomo Bevilacqua, Maicol & Mirco (Michael Rocchetti), Mirka Andolfo e Sara Pichelli.
La struttura è apparentemente semplice: sette blocchi dedicati ai protagonisti, che però si intrecciano progressivamente fino a creare un racconto corale. Le interviste si sovrappongono, dialogano tra loro, costruendo un mosaico che restituisce la complessità del fumetto italiano degli ultimi quindici-vent’anni. Ognuno dei sette autori porta con sé un percorso unico: Zerocalcare, simbolo di una generazione e voce politica e sociale; Sio, volto di una comicità nonsense capace di conquistare il web e i più giovani; Maicol & Mirco, con il suo minimalismo esistenziale e surreale; Mirka Andolfo, artista internazionale che ha sfondato anche nel mercato americano; Giacomo “Keison” Bevilacqua, autore poliedrico che spazia tra la comicità e il fumetto introspettivo; Sara Pichelli, co-creatrice di Miles Morales per la Marvel; Rita Petruccioli, tra le voci più sensibili e autoriali del fumetto contemporaneo. Il documentario li segue dagli esordi ai successi, legando costantemente le loro storie personali all’ascesa del settore.
A rendere ancora più ricco il quadro contribuiscono numerosi interventi esterni: da figure centrali del fumetto italiano come Roberto Recchioni, Barbara Baraldi e Michele Foschini, fino a personalità provenienti da altri ambiti ma profondamente legate a questo mondo, come Gabriele Mainetti, Lillo Petrolo, il comico Stefano Raponi, i Manetti Bros. e il rapper Danno, a cui è affidata una chiusura musicale perfettamente coerente con lo spirito del progetto.
Dal punto di vista formale, Generazione Fumetto si distingue per una cura visiva non scontata per il genere documentario. Rashid non si limita alla classica intervista frontale, ma costruisce un impianto dinamico, con una regia varia, una fotografia attenta e soprattutto un utilizzo intelligente della grafica: le tavole a fumetti vengono animate, prendono vita sullo schermo, creando un dialogo continuo tra linguaggio cartaceo e audiovisivo. Anche la varietà delle location contribuisce a mantenere vivo l’interesse, evitando qualsiasi sensazione di staticità.
Il risultato è un documentario che funziona su più livelli: è un racconto appassionato per chi già conosce questo universo, ma anche una porta d’ingresso efficace per chi vuole avvicinarsi al fumetto contemporaneo italiano. Non tutto viene approfondito con la stessa intensità – inevitabile in un progetto così ampio – ma l’insieme restituisce comunque un quadro chiaro, vivo e stimolante.
Generazione Fumetto è quindi un’opera riuscita, capace di coniugare informazione e intrattenimento, e soprattutto di accendere i riflettori su un settore raramente esplorato dal documentario italiano. Un film che arriva al momento giusto, intercettando un fenomeno culturale ormai sotto gli occhi di tutti e raccontandolo con passione e consapevolezza.
Distribuito come evento speciale nelle sale dall’11 al 13 maggio da Valmyn, il film di Omar Rashid rappresenta un’occasione preziosa per comprendere da vicino una delle evoluzioni più interessanti della cultura contemporanea.
Roberto Giacomelli
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