I Play Mother e Le donne al balcone: l’horror europeo che non si accontenta di essere horror
L’horror è un genere trasversale e può essere plasmato e modellato a piacere degli autori che decidono di sperimentarne i codici e i linguaggi. Non sorprende, dunque, veder utilizzati i topoi del cinema dell’orrore in film che, in fin dei conti, horror non sono, o comunque non del tutto. Come è accaduto nel britannico I Play Mother – Il gioco del male (2024) di Brad Watson e Le donne al balcone – The Balconettes (2024) di Noémie Merlant, due film che attraverso i dettami della ghost story o dello splatter grottesco parlano di disagi concreti, di istituzione famigliare e di tematiche sociali complesse e contemporanee come la violenza sulle donne.
I PLAY MOTHER – IL GIOCO DEL MALE
Mia ed Elijah vengono affidati a Michelle e Cyrus dopo che la loro madre è deceduta in circostanze ancora poco chiare. L’impatto nella nuova famiglia non è dei migliori e se Elijah si è chiuso in un mutismo selettivo che rende complicata ogni interazione, Mia sembra più espansiva ma morbosamente legata a un manichino che le ricorda le fattezze della madre. Michelle passa gran parte del tempo a lavoro e tocca a Cyrus fare da “madre” ai due bambini. Ma l’uomo comincia a sospettare che i due figli adottivi siano in contatto con il fantasma della madre biologica…
Seppure Brad Watson giochi tutto il tempo con i codici dell’horror d’atmosfera, a tratti anche con una certa efficacia di suggestione, I Play Mother – Il gioco del male mette subito in chiaro la sua natura ambigua da opera che chiede uno sforzo allo spettatore per leggere tra le righe, per carpire l’essenza metaforica su cui si regge l’intera ossatura.
Ed è proprio in questa ambizione, che in fin dei conti non può permettersi, che I Play Mother inciampa. Se Watson si fosse limitato a fare un “semplice” horror, la riuscita del film sarebbe stata indubbiamente superiore: certo, ci sono cliché, ci sono lentezze nocive per il genere, ma c’è anche una morbosità di base che funziona, soprattutto perché legata all’universo infantile. Invece la sceneggiatura di Libby Adam e Ben Charles Edwards sembra non accontentarsi di amorevoli e vendicativi fantasmi in Muschietti-Style (ricordate La Madre?) e cerca spiegazioni altrove con il paradossale risultato di mostrarsi ben più banale e meno incisivo.
Molto bravi due giovanissimi attori Erin Ainsworth e Jax James, molto meno memorabili gli adulti Subham Saraf e Susanne Wuest.
Uscito al cinema lo scorso luglio distribuito da Adler Entertainment in maniera pressoché invisibile, I Play Mother – Il gioco del male è affidato per l’home video alle competenze distributive di CG Entertainment. Se poco han creduto in questo film per l’uscita in sala, ancor meno ci hanno puntato sulla distribuzione casalinga perché il thriller/horror di Brad Watson arriva solo in DVD in una versione molto, ma molto basic.
Abbiamo riflettuto più volte sul senso di dedicare risorse per stampare un film solo in DVD se quel film è chiaramente indirizzato a quel pubblico che “colleziona”, che esige il supporto fisico, che guarda al prodotto anche per il suo packaging. E siamo già scesi a conclusione che no, non vale la pena distribuire su supporto un prodotto come I Play Mother se si ignora tutto quello che sta attorno al solo film in definizione standard… anzi, in questo caso anche un pochino sotto lo standard, visto che anche a livello video il DVD in questione non sembra eccellere, mostrando una risoluzione mediocre, forse frutto di una compressione eccessiva, che si ripercuote sui contrasti e sui colori.
Dal punto di vista audio, però, c’è una maggiore qualità con doppia traccia italiana e inglese (2.0 e 5.1) in Dolby Digital: dialoghi chiari e attenzione per gli effetti sonori in un prodotto che guarda palesemente all’acquirente non dotato di un impianto audio.
Tra gli extra troviamo il solo trailer. Ma non ci saremmo di certo aspettati di più.
LE DONNE AL BALCONE – THE BALCONETTES
In una torrida estate marsigliese seguiamo le gesta di Ruby, disinibita ed estroversa cam-girl che colleziona amanti, la sua coinquilina Nicole, scrittrice in crisi che cerca ispirazione spiando lo svestito dirimpettaio, ed Élise attrice televisiva che ha appena trovato il coraggio per lasciare il marito possessivo, che però non pare arrendersi. Quando Élise tampona accidentalmente la macchina del dirimpettaio di Nicole, quest’ultimo prende la palla al balzo per invitare tutte e tre le ragazze nel suo appartamento, ma solo Ruby finirà la serata nel letto dell’uomo. Qualcosa di brutto, però, accade perché la mattina dopo Ruby torna a casa sotto shock e tutta ricoperta di sangue.
Le donne al balcone – The Balconettes inizia in maniera emblematica mostrandoci un’anziana donna vessata dal marito che trova il coraggio di reagire in maniera estrema, uccidendo l’uomo. Questo accade al piano di sopra della palazzina in cui vivono le nostre protagoniste, che finiscono subito sotto l’occhio libidinoso dei residenti circostanti, attirati immediatamente dalle grazie della ben poco vestita “balconette” Ruby, che di mestiere si spoglia davanti alla web-cam per clienti paganti. Uno sguardo lascivo di cui però è “colpevole” anche Nicole, attratta dal dirimpettaio, il perfetto “uomo-oggetto” interpretato dal Lucas Bravo di Emily in Paris.
L’intento della regista e sceneggiatrice Noémie Merlant è chiaro fin da questi primi minuti: denunciare la mascolinità tossica e l’oppressione che la subordinazione di genere ha avuto negli anni, provando a ribaltarla. La splendida Ruby, interpretata da Souheila Yacoub (Climax, Dune – Parte Due), si muove a seno nudo come testimone di una rinnovata libertà sessuale e la stessa cosa farà, più avanti, Élise – interpretata dalla stessa Merlant – pronta a sganciarsi dall’opprimente àncora del marito possessivo, che pretende l’amplesso e rinfaccia alla donna la sua scelta di non diventare madre.
Ma il cuore de Le donne al balcone è la sua componente pulp estrema, quel turning point che abbraccia il filone rape & revenge, che si inoltra in territori fieramente splatter proprio per descrivere il dramma di essere donna (e attraente) in una società fortemente fallocentrica. Ma la Merlant, che si avvale della collaborazione in scrittura della sua regista in Ritratto della giovane in fiamme Céline Sciamma, utilizza sempre la cifra del grottesco, anche nei momenti più estremi, cercando di stemperare col sorriso a denti stretti anche le sequenze più drammatiche. Lei può permetterselo perché è una donna che parla di donne, l’ironia, in questo caso, non dovrebbe offendere nessuno, anche lì dove sarebbe potuta apparire di cattivo gusto.
Ma come quando ti spiegano una barzelletta annullandone la portata comica, anche un film come Le donne al balcone raggiunge il punto di rottura che lo fa implodere. Per tre quarti della sua durata, la Merlant ha tenuto brillantemente le redini di una storia che oltrepassava i generi per raccontarci il disagio che le donne provano ad essere considerate oggetti da stropicciare, percuotere o guardare con lussuria. Il tutto era tenuto sul filo del rasoio dalla metafora dei fantasmi maschili che infestavano la realtà di Nicole e delle sue amiche. Ma nell’ultimo atto, questa metafora diventa parte integrante della narrazione e si fa talmente urlata e invadente da perdere di efficacia. Così, un film che era intelligentemente parte di un discorso femminista si fa inspiegabilmente goffo e rumoroso manifesto pseudo-femminista, cappottando su se stesso in una serie di scelte di sceneggiatura abbastanza discutibili.
Distribuito in sala da Officine UBU a inizio 2025 dopo essere passato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2024, anche Le donne al balcone arriva nelle nostre case con CG Entertainment solo in DVD. A differenza di I Play Mother, stavolta la qualità del prodotto si alza – pur rimanendo nei limitati di un DVD – e notiamo una maggiore attenzione nel restituire in video il bel lavoro di fotografia (caldissima) voluta dalla Merlant.
Audio nella norma, con doppia traccia come d’abitudine di CG: Dolby Digital 2.0 e 5.1, sia in originale che in italiano. Dialoghi chiarissimi, cotesto sonoro sempre ben calibrato.
Extra ridotti al trailer a una poco utile photogallery.
Roberto Giacomelli
I PLAY MOTHER – IL GIOCO DEL MALE di Brad Watson
Formato: DVD
Label: CG Entertainment
Video: 16/9 2.39:1
Audio: Dolby Digital 2.0 Italiano, Inglese • Dolby Digital 5.1 Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer
Puoi acquistare il DVD di I Play Mother – Il gioco del male cliccando qui.
LE DONNE AL BALCONE di Noémie Merlant
Formato: DVD
Label: CG Entertainment
Video: 16/9 1.85:1
Audio: Dolby Digital 2.0 Italiano, Francese • Dolby Digital 5.1 Italiano, Francese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Trailer, Photogallery
Puoi acquistare il DVD di Le donne al balcone cliccando qui.












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