Il Cartaio: il thriller di Dario Argento arriva per la prima volta sul mercato italiano in alta definizione Blu-ray

Nei mesi scorsi, con cadenza più o meno regolare, abbiamo colto l’occasione per tornare a parlare del cinema di Dario Argento. Ma non del suo cinema in generale, bensì di quella parte della sua filmografia considerata minore e che per molti coincide con l’inizio del suo reale decadimento artistico: la fine degli anni ‘90 e i primissimi anni duemila. Vi abbiamo perciò parlato de Il fantasma dell’Opera, di Non ho sonno e de La Terza Madre. Oggi andiamo ad aggiungere un ulteriore piccolo tassello a questo mosaico argentiano e vi parliamo de Il Cartaio, ovvero uno dei titoli più attaccati nella filmografia del regista di Profondo rosso. Interpretato da Stefania Rocca, Claudio Santamaria, Silvio Muccino e Liam Cunningham, Il Cartaio torna finalmente disponibile sul nostro mercato home video e per la prima volta in alta definizione Blu-ray disc, in un’edizione restaurata dall’Istituto Luce-Cinecittà a partire dai negativi originali. 

Di cosa parla Il Cartaio.

Una turista inglese sparisce a Roma senza lasciare tracce. Mentre la polizia della Capitale brancola nel buio, la poliziotta Anna Mari (Stefania Rocca) viene contattata da un misterioso individuo che la sfida ad una partita a poker on-line. L’uomo misterioso si fa chiamare il “Cartaio” e da subito si presenta come il sequestratore della ragazza sparita. Le regole del suo gioco sono semplici, semplicissime: se la polizia vince, la ragazza verrà lasciata in vita e liberata; se la polizia perde, la ragazza sarà brutalmente assassinata e il video dell’esecuzione sarà diffuso sul web. Determinati a non assecondare la follia di questo pazzo, la polizia si rifiuta di giocare e così la ragazza viene uccisa in diretta streaming e il suo corpo viene ritrovato nel Tevere. Ma giorni dopo un’altra ragazza viene rapita e il “Cartaio” torna a sfidare l’agente Mari ad una partita di poker on-line che vede una nuova vita messa in palio. Le regole sono sempre le stesse ma questa volta la polizia non può sottrarsi. Nel frattempo, a Roma giunge anche il detective britannico John Brennan (Liam Cunningham) che, al fianco di Anna Mari, darà la caccia al “Cartaio” sperando che questo possa spargere meno sangue possibile. 

Un giudizio critico.

Nel 2004  – anno di uscita de Il CartaioDario Argento custodiva ancora una buonissima credibilità artistica. Effettivamente non aveva ancora diretto La Terza Madre, Dracula 3D e nemmeno l’orrido Occhiali neri. Eppure aveva già ampiamente scoperto il fianco ponendo la sua firma sui poco esaltanti Trauma, La sindrome di Stendhal e Il fantasma dell’Opera. Giusto Non ho sonno, arrivato pochissimi anni prima, lasciava intravedere ancora una lucida quanto macabra ispirazione artistica. 

Il pubblico aveva perciò avuto modo di fiutare che i tempi erano cambiati, Phenomena o Opera (tanto per non spingerci troppo indietro nel tempo) erano ormai dei ricordi del passato, ma forse nessuno poteva/voleva credere al fatto che il Maestro del Brivido potesse intraprendere una così rapida e chiassosa scivolata lungo il proverbiale viale del tramonto.

All’uscita in sala de Il Cartaio, ben tre anni dopo il buon film con Max von Sydow, gli appassionati di Argento sono rimasti giustamente storditi, confusi, non capendo cosa fosse accaduto al loro guru del macabro (che per moltissimi di loro è ancora il Maestro). Cosa è andato storto per portare il regista di Suspiria a firmare un pastrocchio come questo? 

Nato inizialmente come sequel de La sindrome di Stendhal, Il Cartaio si vede costretto a riorganizzare le proprie mosse in corsa quando la figlia del regista, Asia, rifiuta l’offerta del padre e decide di non tornare come protagonista del film. Cade perciò l’idea di creare un collegamento con il film del 1996 e subito dopo, la produzione, impone al regista un cambio del finale per non mettere troppo in cattiva luce le forze dell’ordine italiane. La sceneggiatura, scritta a quattro mani dallo stesso Argento insieme a Franco Ferrini, viene rimaneggiata quanto basta e senza eccessivo sbattimento: quindi Anna Manni diventa presumibilmente Anna Mari e la nuova identità del killer porta verso un epilogo forzato, poco credibile e capace solo di alimentare alcuni buchi di sceneggiatura che forse si sarebbero fatti notare meno con il finale originariamente pensato per il film.

Il Cartaio si presenta inoltre con un look televisivo che sembra ereditato direttamente da una puntata di Distretto di Polizia, ha una gestione della suspense completamente sballata e si perde in uno schemino da giallo così elementare ed infantile da sembrare il parto artistico di uno studentello alle prime armi con poca fantasia e tante brutte idee. 

Ma soprattutto, a farsi notare in modo particolare, è la gestione attoriale. Lo sappiamo tutti che Dario Argento non è mai stato un regista capace di distinguersi per la capacità di “guidare” gli attori verso le giuste intenzioni interpretative. Eppure mai prima d’ora si erano raggiunti livelli così bassi, pur avendo a disposizione un cast di attori tutto sommato quotati sul mercato. 

Ne Il Cartaio tutti recitano male, TUTTI! Al punto tale che la cattiva recitazione sembra quasi una precisa richiesta di regia. Tutti gli attori in scena sembrano spaesati, lasciati a briglia sciolta, preda di eccessi continui e di un macchiettismo costantemente fuori luogo. Una recitazione dai connotati quasi parodistici e che raggiunge il suo più elevato visibilio appunto nel finale, privo di logica così come di un movente credibile da parte dell’assassino, in cui l’eccesso si fa maniera e il dramma finisce per abbracciare il ridicolo involontario a tal punto da ricordarci certi scambi tra Roberto Tomba e Michelle Hunziker nel bistrattato Alex l’ariete di Damiano Damiani.

Nel 2004 Il Cartaio diventa immediatamente il punto più basso nella filmografia di un regista che dal 1970 in poi ha saputo riscrivere certi codici del thriller/horror, non soltanto italiano. Ma ciò che è davvero triste è constatare che, alla luce di quanto realizzato da Argento negli anni a seguire (dunque dal 2004 ad oggi), Il Cartaio è ben lontano da essere il punto più basso all’interno della sua filmografia.

L’edizione Blu-ray de Il Cartaio.

Iniziamo con il dire che serviva proprio una nuova edizione home video de Il Cartaio. Fino ad oggi, infatti, esisteva una sola edizione DVD del film di Argento, quella editata da Medusa nello stesso anno d’uscita del film. Un’edizione ormai fuori catalogo e impossibile da trovare regolarmente sul mercato. Per aggiungere alla propria collezione Il Cartaio, fino a poche settimane fa, l’unica soluzione possibile era trovare rifugio in qualche edizione Import tra le tante presenti sul mercato (alcune davvero eccellenti, come quella francese edita da Extralucid Films). Fortunatamente Mustang Entertainment ha posto rimedio a questo problema e, affidandosi ai canali distributivi di Eagle Pictures e potendo contare sul listino Medusa, ha pensato bene di ristampare Il Cartaio portandolo sul nostro mercato home video per la prima volta in alta definizione Blu-ray disc. Per di più, proprio come accaduto con altri titoli riportati di recente sul mercato dalla stessa label, anche Il Cartaio è arrivato in Blu-ray in un’ottima edizione restaurata presso i laboratori digitali dell’Istituto Luce-Cinecittà. Il restauro è stato eseguito a partire dalla scansione 4K del negativo originale 35mm e dal disco magneto-ottico originale Dolby Digital 5.1.

Un’edizione Blu-ray molto buona, dunque, che eccelle sotto il profilo tecnico e che riesce a sfruttare nel modo corretto le potenzialità offerte dal supporto fisico. 

I contenuti speciali sono presenti e, seguendo il trend di molti altri recenti prodotti sempre della label, prevedono una fusione tra materiale d’archivio ed extra realizzati appositamente per questa nuova edizione home video. Tra questi troviamo un’intervista d’epoca a Dario Argento (12 minuti) e due backstage del film, uno realizzato per la promozione italiana (12 minuti) e l’altro per quella internazionale (9 minuti). Ad affiancare questi extra “di recupero”, troviamo anche un’intervista realizzata in videocall tra il critico Claudio Pofi e l’esperto Giacomo Calzoni (Quello che non si vede è la verità, 22 minuti). Per concludere, troviamo un estratto di Goblin Live (esibizione musicale dei Goblin avvenuta presso il Castello Sforzesco il 29 luglio 2025, 5 minuti), il trailer del film e il trailer per il mercato internazionale.

Giuliano Giacomelli

IL CARTAIO di Dario Argento

Label: Mustang Entertainment e Eagle Pictures

Formato: Blu-ray disc 

Video: HD 1920*1080p / 24fps / 1.85:1

Audio: Italiano 5.1 DTS-HD Master Audio / Inglese 5.1 DTS-HD Master Audio

Sottotitoli: Italiano per non udenti

Extra: Intervista a Dario Argento, Backstage, Backstage internazionale, Quello che non si vede è la verità: Incontro con Giacomo Calzoni, Goblin Live, Trailer, Trailer inglese

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