Il fantasma dell’Opera: l’horror di Dario Argento per la prima volta in alta definizione Blu-ray disc e in versione restaurata
Il mese scorso abbiamo arricchito la nostra rubrica home video parlandovi di quello che, a torto o a ragione, possiamo considerare l’ultimo vero grande film diretto da Dario Argento: Non ho sonno. Ve ne abbiamo parlato in occasione della sua prima uscita in alta definizione (sul mercato italiano) per mano di Mustang Entertainment. Un’uscita che si è fatta parte di un disegno più grande volto ad editare finalmente in Blu-ray disc – e in edizione restaurata! – alcuni film del Maestro usciti tra gli anni ‘90 e i primi anni 2000 (in modo specifico quelli prodotti da Mediaset Group). Prima di Non ho sonno, infatti, Mustang Entertainment aveva già portato in alta definizione Trauma e La Terza Madre. Adesso un nuovo tassello va ad aggiungersi a questo apprezzabile mosaico, Il fantasma dell’Opera, uno dei film produttivamente più sofisticati tra quelli diretti da Dario Argento ma anche uno tra i suoi film più criticati e divisivi. Una rilettura molto libera e personale del celebre romanzo di Gaston Leroux interpretato da Asia Argento e da Julian Sands.
Di cosa parla Il fantasma dell’Opera.
Parigi, fine del XIX secolo. Una serie di sanguinosi omicidi all’interno del Teatro dell’Opera risveglia sinistre voci circa la presenza di un violento fantasma che, secondo un’antica leggenda popolare, si aggirerebbe da tempo immemore nei sotterranei dell’edificio. Il direttivo del Teatro è in subbuglio, la stampa inizia a fare strane domande e la polizia indaga come può. Ma quella del fantasma dell’Opera non è solo una leggenda: nei sotterranei dell’edificio, all’interno di una fittissima rete di gallerie e grotte, vive infatti un uomo bellissimo (Julian Sands) che da piccolo è stato salvato e allevato dai topi. L’uomo, che da tempo si intrufola nel Teatro ed è capace di muoversi nell’ombra, si è perdutamente innamorato di Christine Daaé (Asia Argento), una giovane cantante che sogna di diventare una diva dell’Opera ma vive adombrata dalla ben più celebre Carlotta Altieri (Nadia Rinaldi). Quando l’uomo scopre che la sua amata è corteggiata dal nobile Raoul De Chagny (Alessandro Di Stefano), decide di farsi finalmente avanti e rivelare la sua esistenza in cambio dell’amore di Christine.
Un giudizio critico.
Nel 1916, in piena età del muto, il regista Ernst Matray porta sul grande schermo la prima vera trasposizione cinematografica dell’opera letteraria di Gaston Leroux. Ma senza alcun dubbio è nel 1925, con il film diretto da Rupert Julian e interpretato da un incredibile e spaventoso Lon Chaney, che il romanzo di Leroux prende ufficialmente vita sullo schermo attraverso una trasposizione dal carattere forte e in grado di creare un immaginario destinato a sopravvivere nei decenni successivi.
Da quel momento in poi, infatti, sono stati tantissimi gli autori che hanno sentito il bisogno di cimentarsi con quell’immaginario lì, dunque con quella storia complessa capace di far dialogare letteratura, musica e cinema, ma anche horror e romanticismo.
Tra le trasposizioni più fortunate possiamo ricordare quella del 1943 ad opera di Arthur Lubin, ma anche quella del 1974 riletta in chiave personalissima da Brian De Palma (Il fantasma del palcoscenico), quella in chiave squisitamente horror realizzata nel 1989 da Dwight H. Little e con uno scatenato Robert Englund nei panni del fantasma e quella arrivata nel 2004 per mano di Joel Schumacher e sotto forma di musical.
Nel 1998, dopo una doppietta non troppo esaltante (Trauma e La sindrome di Stendhal), Dario Argento si cimenta con una sfida produttivamente e artisticamente importante: ridare vita al romanzo di Leroux attraverso una lettura assolutamente personale, dunque una visione che desidera discostarsi fortemente da qualsiasi trasposizione preesistente e in cui il grandguignolesco (suo indiscusso marchio di fabbrica) cerca spazio all’interno di un racconto che, in prevalenza, vuole essere una storia d’amore.
E infatti Il fantasma dell’Opera di Dario Argento si pone sin dalla prima sequenza come una lettura cinematografica differente, con il racconto per immagini della genesi del “mostro” che sembra discendere da un fumetto ancor più che da un romanzo, tanto da ricordare l’introduzione di Batman – Il Ritorno di Tim Burton che vedeva il piccolo Oswald Cobblepot essere salvato da alcuni pinguini che ne decreteranno il suo percorso criminale. Nel film di Argento la scena introduttiva è praticamente identica a quella del film di Burton ma con la sostituzione dei topi al posto dei pinguini.
Ma a far prendere le distanze da qualsiasi altra trasposizione precedente ci pensa anche il look del fantasma che, nella visione di Argento, non ha assolutamente nulla di mostruoso e dunque nemmeno il bisogno di indossare una maschera. Il fantasma dell’Opera di Argento è un uomo bello e dannato, assolutamente desiderabile e interpretato in modo convincente da Julian Sands, un uomo che non ha nulla di respingente se non fosse il fatto che vive all’interno di una colonia di topi.
I cambiamenti apportati da Argento al romanzo di Leroux si rivelano tanto audaci quanto interessanti, sicuramente ben pensati nell’ottica di dare vita ad una trasposizione diversa e con elementi di notevole originalità. Tutto avrebbe potuto condurre nella direzione di un centro clamoroso, considerando anche il notevole impianto produttivo che si traduce in un importante lavoro di scenografia (Antonello Geleng), costumi (Agnes Gyarmathy) ed effetti speciali artigianali (Sergio Stivaletti).
Peccato che ogni cosa venga ostacolata e rovinata da una sceneggiatura a dir poco scadente, firmata dallo stesso Argento insieme al francese Gérard Brach, che viaggia con superficialità su tutto e senza pensare minimamente di approfondire situazioni e personaggi. La stessa storia d’amore tra il fantasma e Christine, che dovrebbe essere centrale per la storia, è tratteggiata con approssimazione e senza alcun tipo di trasporto emotivo. A peggiorare la situazione ci pensano i frequenti inciampi verso situazioni pregne di comicità involontaria e dialoghi al limite dell’accettabile, resi ancor più stonati da attori che sembrano privati di qualsiasi direzione.
Ma, stando ad alcune voci non troppo dissimili a quelle che si aggirano all’interno del Teatro dell’Opera, sembrerebbe che molti problemi siano stati fortemente amplificati da scriteriate scelte di produzione che, nel tentativo di rendere il film più vendibile ed esportabile, hanno portato a riaprire il montaggio del film modificando la struttura narrativa e tagliando circa un’ora da quella che era la versione voluta dal regista.
L’edizione Blu-ray disc de Il fantasma dell’Opera.
Il fantasma dell’Opera di Dario Argento arriva finalmente sul nostro mercato home video in alta definizione Blu-ray disc grazie a Mustang Entertainment e alla collana Maestri del Brivido (di cui facevano parte anche titoli come La Terza Madre e l’interessante Il nido del ragno di Gianfranco Giagni). Come accaduto anche per i precedenti film di Argento rieditati recentemente in alta definizione da Mustang, anche Il fantasma dell’Opera fa il suo debutto in Blu-ray in un’edizione restaurata a partire dagli scan 4K del negativo originale in 35mm e dal disco magneto-ottico originale Dolby Digital 5.1. Le lavorazioni sono state eseguite nel 2020 presso il Laboratorio digitale dell’Istituto Luce-Cinecittà.
Tutto ciò ha condotto Mustang Entertainment a mettere sul mercato un Blu-ray disc davvero ottimo che, sotto il profilo tecnico, non riserva sorprese di alcun tipo. Il quadro video restituisce un’immagine nitida, con una buona attenzione nei confronti dei contrasti così come del dettaglio visivo, mentre il reparto sonoro si traduce in un potente e squillante DTS-HD Master Audio 5.1 sia per la versione doppiata in italiano che per quella originale in lingua inglese.
I contenuti speciali, benché presenti, lasciano un po’ di amaro in bocca poiché denotano un pizzico di superficialità nella cura del prodotto. Tra questi, infatti, troviamo due featurette d’epoca già presenti sull’edizione DVD edita da Medusa nel 2002: uno speciale promozionale (5 minuti) e un backstage (10 minuti) che offre qualche sguardo durante lo svolgimento delle riprese. Come contenuto inedito, invece, è presente – come spesso usa fare Mustang in questi casi – una chiacchierata d’approfondimento in videocall tra l’appassionato di cinema Claudio Pofi e la critica Mariangela Sansone (16 minuti). L’offerta si conclude con il trailer del film.
Giuliano Giacomelli
IL FANTASMA DELL’OPERA di Dario Argento
Label: Mustang Entertainment e Eagle Pictures
Formato: Blu-ray disc
Video: HD 1920*1080p / 24fps / 1.85:1
Audio: Italiano 5.1 DTS-HD Master Audio / Inglese 5.1 DTS-HD Master Audio
Sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese
Extra: Speciale, Backstage, Incontro con Mariangela Sansone, Trailer












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contrariamente a molti ho sempre trovato questo film abbastanza carino, nulla di chè, ma la sufficienza piena la prende, Sands era perfetto nel ruolo e le scene di violenza davvero fighe, la pecca è sempre Asia Argento che dovrebbe essere estromessa dal mondo della recitazione, solo quando l’ha diretta il grande Carlo Verdone in perdiamoci di vista ha recitato bene, ma solo per merito di Carlo.
Il commento. Del fantasma dell’ opera si escludendo il principio fondamentale per dei casi come invertire del Opera fatta da diversi occasioni come musicol di The Phantom of the Opera Andrew LLoyd Webber’S e tanti altri io non dovevo di essere mai nato e aggiungerei come iniziale che è vietato ai minori da 15 grazie.