Il Vangelo di Giuda: Vincenzo Galluzzo è Gesù nel film di Giulio Base
È arrivato nelle sale italiane il 2 aprile Il Vangelo di Giuda, il nuovo film scritto e diretto da Giulio Base, prodotto da Minerva Pictures con Agnus Dei Production e Rai Cinema. Un progetto ambizioso che rilegge la figura di Giuda Iscariota attraverso un impianto visivo essenziale, quasi contemplativo, dove le immagini prevalgono sui dialoghi.
Al centro del racconto, accanto a un cast internazionale che include Rupert Everett, Paz Vega, Giancarlo Giannini e Abel Ferrara, c’è una presenza meno nota ma destinata a farsi notare: quella di Vincenzo Galluzzo, giovane attore siciliano chiamato a interpretare Gesù.
Nel film, la figura di Cristo si allontana dalle rappresentazioni più tradizionali. Galluzzo costruisce un Gesù essenziale, quasi privo di parola, affidato soprattutto allo sguardo e al corpo. Una presenza che esiste in funzione del rapporto con Giuda, in un gioco di specchi tra due destini opposti e complementari.
Il cuore del film sembra risiedere proprio in questa tensione: da una parte il sacrificio, dall’altra il tradimento. Una dualità che il regista sviluppa riducendo la narrazione al minimo, lasciando spazio a immagini e suggestioni più che a spiegazioni.
Per prepararsi al ruolo, Galluzzo ha scelto un approccio estremamente fisico: Ho messo alla prova il mio fisico digiunando e rinunciando ai pasti sul set, così da arrivare a perdere quindici chili. Mi sono ispirato a Christian Bale nel film L’uomo senza sonno. Volevo che la mia fosse un’interpretazione realistica” – ha raccontato l’attore, un metodo che riflette la volontà di restituire un’immagine di Cristo concreta, lontana da ogni idealizzazione.
Non solo trasformazione fisica: “Ho lavorato sul viso, sulla postura e ho dovuto imparare l’aramaico, lingua presente nella pellicola”. Un percorso che, a suo dire, ha avuto anche una dimensione personale, spingendolo ad approfondire il tema della spiritualità.
“Non voglio dare un messaggio di Gesù divisivo, ma di un Gesù universale e che possa abbracciare tutte le religioni grazie al suo messaggio di amore incondizionato”.
Un’impostazione coerente con il taglio del film, che non sembra voler offrire risposte definitive, quanto piuttosto sollevare domande, prima fra tutte quella sul peso delle decisioni e sulle conseguenze del libero arbitrio.
Il Vangelo di Giuda si presenta dunque come un’opera fuori dai canoni del cinema religioso più tradizionale: meno racconto e più esperienza visiva, meno parola e più corpo. In questo contesto, la prova di Vincenzo Galluzzo rappresenta uno degli elementi più curiosi del progetto, sia per l’approccio radicale sia per il tentativo di restituire una figura iconica in modo meno convenzionale.
Resta da vedere se questa scelta riuscirà a trovare un equilibrio tra ambizione artistica e coinvolgimento del pubblico. Di certo, per Galluzzo, si tratta di un banco di prova importante – e potenzialmente decisivo – nel passaggio da promessa a nome da tenere d’occhio.
A cura di La Redazione












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Dove posso vederlo e quando. Grazie
Ciao Anna, il film è tutt’ora al cinema, uscito due giorni fa, proprio come scritto all’inizio dell’articolo.