Julie ha un segreto: arriva in DVD l’oscuro dramma sul mondo del tennis diretto dal belga Leonardo Van Dijl

Se è vero che Mustang Entertainment si pone sul mercato dell’home video come una realtà particolarmente sensibile verso quello che possiamo definire cinema di catalogo (soprattutto in riferimento al cinema italiano), è altresì vero che di tanto in tanto questa si rende artefice dell’uscita sul mercato casalingo di alcuni piccoli – ma moderni – film d’autore che spesso giungono in sala per mano della prestigiosa I Wonder Pictures. È quello che è successo con Julie ha un segreto, ambiziosa opera prima del belga Leonardo Van Dijl, un oscuro dramma ambientato nel mondo del tennis uscito in sordina nelle nostre sale lo scorso aprile ma presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2024 nella sezione Settimana della Critica dove si è aggiudicato il Gan Foundation Award per la distribuzione e il SACD Award. Julie ha un segreto è da poche settimane disponibile in home video con Mustang Entertainment che, purtroppo, decide di editarlo solamente su supporto DVD

Di cosa parla Julie ha un segreto.

L’intera vicenda si svolge dentro e attorno una prestigiosa accademia di tennis. Julie è tanto giovane quanto talentuosa, forse la più forte del suo corso, un vero portento con la strada davanti a sé praticamente spianata. Un giorno come tanti, all’interno dell’accademia, cala un silenzio opprimente alla notizia che una compagna di corso di Julie si è tragicamente e inaspettatamente tolta la vita. Sotto accusa finisce l’istruttore di tennis, il più amato del club nonché lo stesso che ha sempre allenato Julie. L’uomo viene subito allontanato dall’accademia mentre le indagini – rigorosamente fuori scena – proseguono nella speranza di capire se l’uomo è veramente coinvolto nella tragica vicenda. In questa situazione luttuosa e opprimente, mentre le istituzioni indagano e i genitori fanno finta che ogni cosa sia sotto controllo, Julie decide di rimanersene in silenzio. Lei ha un rapporto molto particolare con Jeremy, il suo allenatore ora sotto accusa, e perciò custodisce uno sguardo sulla vicenda che non intende condividere con il resto del mondo. Anche perché è convinta che presto Jeremy tornerà ad insegnare in accademia e lei non intende assolutamente tradire la fiducia del suo mentore.

Un giudizio critico.

Da quando è uscito nelle sale (ad aprile 2024) Challengers di Luca Guadagnino, il mondo del tennis sembra aver acquisito un’aura cinematografica tutta nuova ed improvvisamente è diventato uno sport dai connotati incredibilmente cinematografici. 

Così, mentre ci prepariamo ad accogliere Il Maestro di Andrea Di Stefano (in sala dal prossimo novembre), oggi vi parliamo di Julie ha un segreto. Tuttavia, è il caso di sottolinearlo, questo diretto da Leonardo Van Dijl non è certo un film che nasce sull’orma dell’opera di Guadagnino dal momento che i due lavori sono quasi contemporanei. Ciò rende la disamina ancora più interessante dal momento che i due film pongono un focus sul mondo del tennis che sa essere praticamente opposto. Infatti, lì dove il talentuoso regista italiano sceglie di essere orgogliosamente pop (dai giochi di regia fino alle scelte di cast), Van Dijl preferisce intraprendere la strada di un realismo così asciutto e crudo da essere quasi al confine con il documentario. 

E sorprende, a voler proprio dirla tutta, che questo Julie ha un segreto presenta diversi punti di contatto con l’imminente After the Hunt – Dopo la caccia, sempre per restare in tema Luca Guadagnino.

Si accennava ad un realismo quasi al confine con il documentario, una scelta stilistica fortemente inseguita dall’autore già dall’intuizione di far esordire nel ruolo di protagonista la giovane Tessa Van den Broeck, ora attrice ma con un passato recente da reale promessa del mondo del tennis. 

Julie ha un segreto approccia il mondo sportivo guardano in faccia non l’aspetto squisitamente ludico della disciplina ma quello più ossessivo, forse tossico, che può accompagnare la formazione generando anche angosce e profonde frustrazioni. Lo sport – anzi, la formazione sportiva – è centrale nel film del regista belga eppure è costantemente relegato fuori dalla narrazione. E proprio qui nasce l’aspetto più interessante di Julie ha un segreto, una specifica caratteristica narrativa che tuttavia riesce ad essere croce e delizia dell’intera operazione cinematografica. 

Leonardo Van Dijl decide di regalare fuori dal suo racconto praticamente ogni cosa: la formazione sportiva, il dramma che ha coinvolto la compagna di corso della protagonista, l’accusa dell’istruttore così come anche il suo rapporto con la protagonista. Nulla sembra interessare davvero al regista, ogni aspetto squisitamente narrativo diventa un ostacolo da evitare, e dunque l’unico elemento che davvero interessa all’autore è il silenzio della sua protagonista (a tal proposito, molto più ficcante il titolo internazionale del film, Julie Keeps Quiet). 

Il film pedina Julie in modo ossessivo per tutti i 97 minuti di durata, la macchina le sta sempre addosso decidendo di osservarla in modo esclusivo, eppure Julie rimane un mistero per lo spettatore fino alla fine. Il suo silenzio, quello stesso silenzio che mette all’angolo istituzioni e genitori, finisce per mettere in ginocchio anche gli spettatori. Noi sappiamo che lei sa qualcosa sulla vicenda, così come ne sono consapevoli tutti nel film, eppure anche a chi guarda è proibito sapere fino in fondo. Possiamo intuire cosa sia accaduto alla suicida così come possiamo nutrire dei sospetti sull’atteggiamento dell’allenatore, il regista semina minuziosamente degli indizi (soprattutto, appunto, in quei pochissimi dialoghi tra Julie e Jeremy), eppure ogni cosa viene lasciata volutamente fuori dal film. Perché quello che Julie ha un segreto vuole raccontare è la silenziosa elaborazione e presa di coscienza della sua protagonista. 

Un approccio narrativo molto originale, persino interessante, ma che appunto diventa anche ostacolo della piena riuscita del film perché, così facendo, Julie ha un segreto è un film che vive nell’immobilismo più totale. Non c’è alcuna crescita di pathos all’interno del film, nessun reale snodo evolutivo né della vicenda e nemmeno della protagonista, la vicenda finisce con lo stesso identico mood di quando inizia. Pertanto il film fatica, e nemmeno poco, a generare un reale coinvolgimento in chi guarda perché ogni cosa è praticamente ferma – volutamente – dal momento che il film è interessato solo ed esclusivamente a ciò che accade dentro la protagonista e non all’esterno.

Potremmo affermare senza troppi giri di parole che Julie ha un segreto si presenta come un film molto più interessante che bello, quasi un esperimento da perfezionare utile a capire come poter raccontare – sul grande schermo – alcuni travagli emotivi che non hanno corpo e nemmeno voce. 

L’edizione DVD di Julie ha un segreto.

Come si accennava in apertura, Julie ha un segreto ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2024. Dopo di che il film è stato proiettato al Toronto International Film Festival e poi anche nella sezione autonoma Alice nella Città in occasione della Festa del Cinema di Roma. Tutto questo ha condotto il Belgio a scegliere proprio Julie ha un segreto come film di rappresentazione agli Oscar 2025 dove però, come sappiamo, non è riuscito ad accedere alla cinquina finale. Un percorso sicuramente molto nobile che avrebbe fatto meritare al film di Leonardo Van Dijl qualche attenzione in più, tra cui sicuramente un’uscita home video sul mercato italiano in alta definizione Blu-ray disc. Questo purtroppo non è accaduto, il film in Italia è rimasto avvolto da un anonimato generale, e Mustang Entertainment ha optato per editarlo solamente su supporto DVD.

Un vero peccato perché, nonostante l’estetica sobria e ultra-minimale, Julie ha un segreto si avvale di una messa in scena molto curata e meticolosa, con un’attenzione particolare nei confronti della fotografia firmata da Nicolas Karakatsanis, suggestiva, pronta a rifugiarsi in tonalità desaturate e livide utili a raccontare questo dramma che si sviluppa sottopelle e nell’anima della protagonista. 

Il Digital Versatile Disc messo sul mercato da Mustang Entertainment, per quanto possa sfruttare al massimo le potenzialità tecniche del supporto, ha inevitabilmente il fiato corto e cade vittima di un quadro video che restituisce una cura per il dettaglio visivo davvero tanto contenuta. Il reparto sonoro è invece soddisfacente e si affida ad un corposo Dolby Digital 5.1 sia per la versione originale che per quella adatta al mercato italiano. 

Delude molto il reparto degli extra dal momento che, fatta eccezione per il solo trailer, non ci sono contenuti speciali previsti.

Giuliano Giacomelli

JULIE HA UN SEGRETO di Leonardo Van Dijl

Label: Mustang Entertainment e Eagle Pictures

Formato: DVD

Video: 16/9 – 1.85:1

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 / Olandese Dolby Digital 5.1 / Francese Dolby Digital 5.1

Sottotitoli: Italiano

Extra: Trailer

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