La città proibita: tra Hong Kong e Piazza Vittorio, l’ultimo film di Gabriele Mainetti arriva in alta definizione
Lo scorso marzo, grazie a Piper Film, è arrivato nelle nostre sale La città proibita, terzo film di Gabriele Mainetti dopo i super-eroi all’amatriciana di Lo chiamavano Jeeg Robot e gli X-Men partigiani di Freaks Out. Una terza incursione nel lungometraggio che ha fatto riecheggiare nell’aria un titolo che ha segnato in maniera indelebile il cinema di arti marziali: L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (1972). Il film scritto, diretto e interpretato da Bruce Lee e uscito in Italia nel 1974 è sicuramente la prima reference del regista romano, considerando sia la sua particolare ambientazione capitolina che la presenza di un ristorante bramato dalla mafia come luogo centrale nel racconto. Interpretato – tra gli altri – da Marco Giallini, Sabrina Ferilli e Luca Zingaretti, La città proibita è da pochi giorni disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie ai canali Eagle Pictures.
Di cosa parla La città proibita.
Mei (Yaxi Liu), una misteriosa ragazza cinese che non parla una sola parola d’italiano, arriva nel quartiere Esquilino di Roma per cercare la sorella scomparsa. La pista conduce la donna presso i sotterranei de La città proibita, un ambiguo ristorante cinese al cui interno vengono gestiti anche traffici di prostituzione. Nel mirino di Mei c’è Mr. Wang (Chunyu Shanshan), il proprietario del ristorante, ma la sorte porterà la donna ad entrare in contatto con Marcello (Enrico Borello) e sua madre Lorena (Sabrina Ferilli), ovvero i proprietari della trattoria romana Da Alfredo sita proprio a Piazza Vittorio. Quando i loro destini si incrociano, Mei e Marcello si vedono costretti a sposare una battaglia contro antichi pregiudizi che porterà entrambi al cospetto di una vendetta personale radicata nel cuore delle loro culture.
Un giudizio critico.
Senza considerare l’interesse delle produzioni cinematografiche italiane per le arti marziali sul finire degli anni ’80, dopo il successo di Karate Kid con la saga de Il ragazzo dal kimono d’oro e altri prodotti minori come Karate Rock, discipline come karate, judo, kung-fu e soprattutto MMA tornano protagoniste nel cinema italiano anche del nuovo millennio toccando vari generi. Basti pensare agli action/trash con Claudio Del Falco (Karate Man, The Iron Fighter, The Martial Avenger), la commedia demenziale con Lillo Petrolo Grosso Guaio all’Esquilino o i ben più ambiziosi (e meritevoli) The Cage – Nella gabbia di Massimiliano Zanin e Mani nude di Mauro Mancini.
In La città proibita Gabriele Mainetti unisce idealmente la cultura italiana, anzi romana, con quella cinese mostrando, però, un palese disequilibrio che porta il film a pendere più verso la prima. Perché dopo il folgorante primo quarto d’ora – che vale da solo tutta la visione – il film si avventura in territori puramente action un altro paio di volte, sempre con risultati entusiasmanti. Per la sua componente più consistente, invece, La città proibita guarda alla commedia, sfoggiando i caratteristici volti di Marco Giallini, Sabrina Ferilli e Luca Zingaretti.
Ma la commedia non è esattamente la proverbiale “tazza di thè” di Gabriele Mainetti, lo aveva dimostrato anche in quei rari momenti “brillanti” di Lo chiamavano Jeeg Robot, e a tratti il film inciampa in quello che è palesemente il tentativo di catturare il pubblico generalista italiano. Il film non implode su se stesso, per fortuna, ma si ha costantemente la sensazione che ci sia troppa commedia “non sentita” e troppa poca azione, come se le tre firme alla sceneggiatura – Stefano Bises, Davide Serino e lo stesso Mainetti – abbiano dovuto trovare un qualche compromesso.
La città proibita è un passo indietro in confronto all’ambizioso e compiuto Freaks Out, su cui pesa il dazio di dover piacere anche e soprattutto a un pubblico generalista, quello che solitamente premia le commedie di Genovese e Milani, anche se quello di Mainetti è un cinema diverso, intellettuale nell’accezione nerd del termine, legato ai generi meno frequentati dal cinema italiano e per questo praticamente unico.
L’edizione Blu-ray disc de La città proibita.
Con un budget di produzione di quasi diciassette milioni e un incasso che ammonta a poco più di un milione e mezzo, La città proibita di Gabriele Mainetti si è palesato come uno dei più discussi flop dell’attuale cinema italiano. Anche se – e questo è opportuno sottolinearlo – a fare questi numeri discutibili ci sono tantissimi altri film italiani, anche a firma di autori più altisonanti. Ma davvero il fallimento commerciale del film è solo conseguenza diretta della sua qualità artistica? O forse la colpa di questo insuccesso è conseguente ad un’industria (quella cinematografica italiana) che non sa vendere e promuovere i propri prodotti? Un’industria che – paradossalmente – sembra spesso non conoscere proprio il cinema e dunque incapace di capire quale sia il proprio target di riferimento. E qui, di nuovo, ci dobbiamo rimettere alle scriteriate scelte di scrittura (che odorano spaventosamente di consigli produttivi) che hanno portato a farcire di comicità romana un film che avrebbe dovuto parlare direttamente alla nicchia (che ormai non è più una nicchia!) dei cultori dei kung-fu movie.
Fatto sta che La città proibita, adesso, è disponibile sul mercato home video grazie a Eagle Pictures che pensa benissimo di riservare al film di Mainetti un trattamento d’eccezione rendendolo acquistabile in varie soluzioni: l’edizione classica che prevede sia il 4K UltraHD che il Blu-ray, un’edizione da collezione numerata e autografata da Mainetti che comprende sempre il 4K UltraHD e il Blu-ray (e dotata di una cover differente, molto più suggestiva di quella ufficiale), l’edizione classica ad alta definizione Blu-ray e infine l’edizione standard DVD.
Noi vi parliamo dell’edizione classica ad alta definizione Blu-ray disc, davvero tanto soddisfacente sotto praticamente ogni punto di vista.
Sotto il profilo tecnico, infatti, il supporto Blu-ray messo sul mercato da Eagle riesce a soddisfare a mani basse, sfruttando davvero a pieno le potenzialità dell’alta definizione. Il quadro video, pertanto, restituisce un’immagine nitidissima che mostra sempre un’altissima attenzione alla saturazione colore così come ai contrasti. Ciò conduce verso un rispetto assoluto nei confronti della fotografia di Paolo Carnera, spesso così fumosa da essere morbida e suggestiva. Anche il reparto sonoro convince senza mezze misure con un ascolto italiano in uno squillante e avvolgente 5.1 DTS-HD Master Audio.
Anche se non abbondantissimi in quanto a minutaggio, i contenuti extra sono presenti e interessanti. Tra questi troviamo la featurette Come ca**o hanno fatto La città proibita? Ft. Slimdogs (18 minuti), ovvero una chiacchierata a mo’ di “salottino” tra il regista Gabriele Mainetti e gli influencer Slimdogs. A questa featurette si aggiunge un interessante backstage (7 minuti) ricco di sguardi sul set e interviste al cast tecnico ed artistico e, infine, un artwork gallery per mostrare tutti i (bei) poster che sono stati realizzati per il film (alcuni usati per la campagna promozionale, altri del tutto inediti).
Giuliano Giacomelli
LA CITTÀ PROIBITA di Gabriele Mainetti
Label: Eagle Pictures
Formato: Blu-ray disc (disponibile anche in 4K UHD + Blu-ray; Edizione Limitata 4K UHD + Blu-ray; DVD)
Video: 2.39:1 / 1080p@24
Audio: DTS-HDMA 5.1 Italiano / Audiodescrizione 2.0 Dolby Digital
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Come ca**o hanno fatto La città proibita? Ft. Slimdogs, Artwork Gallery, Backstage













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