La piccola Amélie: arriva in DVD il film d’animazione francese candidato agli Oscar
L’incredibile – oltre che meritatissimo – Oscar consegnato nel 2025 nelle mani di Gints Zilbalodis per il suo meraviglioso Flow – Un mondo da salvare ha indubbiamente condotto i giurati dell’Academy a guardare il cinema d’animazione da una prospettiva diversa, sicuramente meno mainstream. Tant’è che l’anno successivo, nella corsa agli Oscar 2026 che ha visto però trionfare il discutibile KPop Demon Hunters, tra i candidati al “miglior film d’animazione” ci sono finiti anche due film più piccoli e a carattere intimista: il fantascientifico Arco – Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenu e il poetico La piccola Amélie di MaÏlys Vallade e Liane-Cho Han. Quest’ultimo, dopo essere stato presentato in anteprima al 78° Festival di Cannes e poi al 49° Festival internazionale del film d’animazione di Annecy, è uscito nelle nostre sale il 1° gennaio 2026 sotto il marchio Lucky Red senza però ricevere quell’attenzione che indubbiamente meritava. Adesso La piccola Amélie arriva anche sul nostro mercato home video grazie alla stessa Lucky Red e ai canali distributivi di Plaion Pictures. Purtroppo, però, solamente in una magra edizione DVD.
Di cosa parla La piccola Amélie.
Siamo in Giappone, negli anni Sessanta, all’interno di una piccola famiglia belga espatriata proprio nel paese del Sol Levante per motivi di lavoro. All’interno di queste mura domestiche viene al mondo Amélie, una bambina affetta sin dalla nascita da una strana forma vegetativa: nessuna parola, zero movimenti, ma un’enorme concentrazione verso tutto ciò che le accade attorno. Questa sua anomala condizione di vita la porta a maturare la convinzione di essere una divinità onnipotente. Per lei, così come per tutti i bambini della sua età, l’Io è al centro dell’universo e viene prima di ogni altra cosa.
Il giorno del suo secondo compleanno, a seguito di una violenta scossa di terremoto, Amélie esce improvvisamente da quello stato vegetativo e inizia a muoversi in autonomia. Apprende immediatamente tutti i limiti degli esseri umani e della vita terrena, abbandona quella convinzione divina e comincia a rifiutare tutto e tutti, costringendo Patrick, suo padre, ad assumere una tata che possa occuparsi di lei a tempo pieno. Nella vita di Amélie arriva Nishio, una giovane domestica giapponese che diventa immediatamente un’ancora per la piccola, un rifugio emotivo indispensabile per poter comprendere ed accettare tutte le disillusioni della vita.
La metafisica dei tubi.
Il 2026 non è stata un’annata particolarmente stimolante per il cinema d’animazione. Questo ce lo testimonia sicuramente l’Academy che, all’interno di una cinquina comunque poco scoppiettante, ha scelto di premiare un’operetta minore distribuita su Netflix e che ha i connotati dell’episodio pilota di quella che – in potenza – potrebbe essere una fortunata serie animata destinata ad un target pre-adolescenziale: KPop Demon Hunters.
In un’annata così sottotono per ciò che concerne l’animazione, a recitare la parte del leone è stato proprio il francese La piccola Amélie, diretto a quattro mani da MaÏlys Vallade e Liane-Cho Han e tratto dal romanzo Metafisica dei tubi della scrittrice belga Amélie Nothomb.
Esattamente come il romanzo anche il film si presenta come una ironica e paradossale autobiografia di Amélie Nothomb, con il racconto di quei primi tre anni di vita in Giappone in cui, proprio a causa di quella passività vegetativa, la scrittrice/protagonista si paragona essenzialmente ad un tubo: può mangiare, digerire, defecare. Nient’altro.
Ispirandosi fortemente alle tecniche d’animazione giapponese (si sentono le influenze di Una tomba per le lucciole di Isao Takahata e Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki) La piccola Amélie individua proprio nella tecnica animata uno dei suoi principali punti di forza, abbracciando uno stile che parte dai capolavori di Takahata e Miyazaki per poi muoversi nella direzione di una precisa e originale personalità artistica.
L’animazione alla base di La piccola Amélie è semplice, molto semplice, ma solo in apparenza. Il film di MaÏlys Vallade e Liane-Cho Han, infatti, si rifugia in uno stile animato bidimensionale e minimale che ricorda da vicino quelle illustrazioni che solitamente vivacizzano i libri per bambini, con forme arrotondate e armoniosi colori pastello. Ma la semplicità – appunto – è solo apparente perché in realtà La piccola Amélie sfoggia una cura maniacale nelle piccole cose, in tutti quei dettagli più materici, con elementi scenografici che sanno essere quasi tangibili. Ad esempio, lascia a bocca aperta la cura del particellare usato per animare il pulviscolo di polvere in controluce all’interno della casa di Amélie.
Oltre che per la bellezza della tecnica animata, La piccola Amélie riesce a distinguersi dalla massa anche per la delicatezza del racconto e per uno splendido equilibrio tra dolcezza e divertimento.
A dover cercare il proverbiale pelo nell’uovo, forse, qualche minuto in più nella durata (il film dura appena 75 minuti) avrebbe dato modo ai registi di scavare maggiormente in alcune dinamiche narrative, come il profondo rapporto tra Amélie e Nishio, che pur essendo centrali nella storia rimangono un po’ troppo in superficie.
L’edizione DVD di La piccola Amélie.
Da pochi giorni La piccola Amélie è disponibile sul nostro mercato home video grazie a Lucky Red e ai canali distributivi di Plaion Pictures. Purtroppo, però, non possono esserci reali tracce di felicità sul nostro viso dal momento che le due label scelgono di liquidare questo delizioso film distribuendolo solamente su supporto DVD. Un peccato madornale privare questo film dell’alta definizione perché significa andare a depotenziare proprio quello che, come abbiamo visto, è il principale punto di forza del film.
Per quanto il DVD messo sul mercato da Lucky Red e Plaion possa essere di qualità, il supporto ha dei limiti tecnici che non potranno mai restituire valore a questa meravigliosa tecnica animata che vive appunto di dettagli visivi. Scelte di mercato che non solo si faticano a comprendere ma che fanno proprio del male all’opera stessa.
Debole anche il reparto dei contenuti extra che offre solamente il trailer del film. Si, a questo giro si poteva/doveva decisamente fare di più.
Giuliano Giacomelli
LA PICCOLA AMÉLIE di MaÏlys Vallade e Liane-Cho Han
Label: Lucky Red, Plaion Pictures
Formato: DVD
Video: 1.85:1 – 16/9
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 / Francese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti, Italiano
Extra: Trailer
Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.













HorrorCult è tornato! Lo storico portale web dedicato al mondo del cinema horror. 
























Lascia un commento