On the Hunt – La sua caccia, la recensione

Da quando Taken – Io vi troverò ha trasformato Liam Neeson in un efficacissimo action hero, il thriller revenge a base di rapimenti, traffici criminali e vendette personali è diventato uno dei filoni più sfruttati del cinema internazionale di genere. Da allora il modello è stato replicato all’infinito, spesso con risultati modesti, altre volte con qualche variazione interessante. On the Hunt – La sua caccia prova a inserirsi proprio in quel solco, ribaltando però il paradigma maschile classico e affidando il ruolo dell’eroina action alla bella australiana Nicky Whelan, già vista in produzioni di genere come Maneater e The Flood.

Tammy Fenton è un’ex soldatessa delle forze speciali congedata a causa di un disturbo post-traumatico da stress. Quando la figlia Miley viene rapita da una spietata rete di trafficanti di esseri umani, Tammy decide di tornare personalmente in azione, considerando che la polizia non è in grado di mettere insieme le prove che la donna fornisce loro. Inizia così una corsa contro il tempo per salvare la figlia e smantellare una rete criminale corrotta che opera tra Los Angeles e le sfere più alte del potere.

Diretto dal prolificissimo Jared Cohn – uno che riesce tranquillamente a sfornare dai quattro ai sei film all’anno – On the Hunt è un prodotto decisamente poverello e non fa nulla per nasconderlo. Del resto, chi conosce la filmografia del regista sa bene cosa aspettarsi: dai disaster movie come Ice Storm e Super Volcano fino ai mockbuster più sfacciati tipo Atlantic Rim o Alien Predator, Cohn non è mai stato un autore raffinato. E anche qui la sensazione è quella di un film girato col pilota automatico, senza particolare personalità stilistica.

La regia è piuttosto sciatta, la fotografia ha quell’aspetto patinato e anonimo tipico dei tv-movie action americani, mentre le scene d’azione risultano spesso grezze e montate in maniera confusa. Eppure, nonostante tutti questi limiti evidenti, On the Hunt possiede una qualità fondamentale per questo tipo di cinema: intrattiene. La narrazione riesce infatti a mantenere viva l’attenzione dello spettatore, trascinandolo dentro questa caccia disperata e personale che vede Tammy infilarsi continuamente in situazioni assurde e apparentemente senza via d’uscita.

Ed è proprio questo il bello del film: la sua totale adesione al meccanismo del b-movie action anni 2000, dove il realismo conta relativamente e ciò che importa davvero è vedere il protagonista sopravvivere alle situazioni più improbabili. Da questo punto di vista, la già famigerata evasione dal carcere è probabilmente il momento manifesto dell’intera operazione: improbabile, quasi ingenua nella costruzione, ma proprio per questo anche tremendamente divertente.

Gran parte del merito va comunque attribuito a Nicky Whelan, attrice con un curriculum sterminato ma mai realmente esplosa presso il grande pubblico. Qui regge sulle spalle praticamente tutto il film, riuscendo a dare credibilità a un personaggio muscolare senza rinunciare al sex appeal. Tammy è una protagonista continuamente sopra le righe, ma la Whelan riesce a renderla comunque simpatica e coinvolgente, trasformandola nel principale motivo d’interesse dell’opera.

Nel cast troviamo anche Til Schweiger, volto noto di Bastardi senza gloria e dell’adattamento cinematografico di Far Cry, qui nel ruolo del grande villain: un trafficante di donne freddo, sadico e spietato quanto basta per risultare efficace. Più sacrificato invece Cam Gigandet, ex promessa hollywoodiana che interpreta l’ex marito della protagonista senza lasciare troppo il segno.

On the Hunt è quindi uno di quei film che oggettivamente funzionano poco sotto il profilo qualitativo, ma che riescono comunque a trovare una loro dimensione nel puro intrattenimento di consumo. Cinema da scaffale di videoteca, oggi traslocato direttamente nel mercato streaming e home video, che non pretende di reinventare nulla ma che almeno conserva una certa onestà di fondo.

In Italia il film arriva direttamente in DVD grazie a Blue Swan Entertainment, con un’edizione piuttosto minimale ma perfettamente coerente con il tipo di prodotto. È disponibile anche a noleggio su Prime Video.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Nicky Whelan regge bene il ruolo action.
  • Ritmo narrativo efficace nonostante i limiti.
  • B-movie onesto e involontariamente divertente.
  • Regia e fotografia sullo stile di un episodio di S.W.A.T.
  • Scene d’azione grezze e poco curate.
  • Trama prevedibile e piena di assurdità narrative.
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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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