Song Sung Blue – Una melodia d’amore, la recensione

Mike Sardina è un veterano del Vietnam ed ex-alcolista, un uomo di mezz’età che sente di avere la musica nel sangue ma che vive una vita normalissima a Milwaukee (Wisconsin). Padre single, si guadagna quotidianamente da vivere svolgendo piccoli lavori da meccanico a chiamata. Quando non è occupato a riparare radiatori, finalmente Mike può coltivare la sua passione musicale: imbraccia la sua chitarra, sfoggia una chioma retrò e si esibisce in micro-arene locali o in qualche fumoso casinò, reinterpretando classici musicali del passato.

Una sera, proprio durante uno di questi contesti canori, Mike incontra Claire Stengel, una madre single che si diletta a riportare in scena i successi di Patsy Cline. L’incontro tra Mike e Claire è fulminante e dà vita ad un’intesa perfetta che travolge immediatamente le loro vite.

È l’inizio di un’incredibile e appassionata storia d’amore che conduce i due a mettere in piedi un duo musicale dall’inaspettato successo: Lightning & Thunder, una tribute band di Neil Diamond. Partendo dai piccoli pub locali, i due iniziano a girare il Wisconsin esibendosi in fiere, club, contesti culturali fino ad essere chiamati da Eddie Vedder in persona per aprire il concerto dei Pearl Jam.

Ad ottobre scorso, in occasione dell’uscita in sala di Springsteen – Liberami dal nulla di Scott Cooper, abbiamo avuto modo di riflettere su questa nuova “moda cinematografica” che sta portando Hollywood a mostrare una crescente fascinazione nei confronti degli autori musicali, ormai resi indiscussi protagonisti di una nutrita fetta di produzioni cinematografiche. Mettendo a nudo la loro vita privata e potendo fare affidamento sulle rispettive fanbase che si traducono automaticamente in numeri al botteghino, i cantautori sembrano essere diventati le nuove galline dalle uova d’oro dell’industria cinematografica statunitense.

E se fino a ieri, quando l’era dei cinecomics era davvero fiorente, Hollywood faceva a gara con se stessa nel tirare fuori dal cilindro il supereroe più improbabile da poter brandizzare, oggi sembra accadere lo stesso con l’industria musicale e Song Sung Blue – Una melodia d’amore ne è un perfetto e virtuoso esempio.

Scritto e diretto da Craig Brewer (Black Snake Moan, Dolemite Is My Name), Song Sung Blue – Una melodia d’amore è un anomalo biopic musicale che va ad inserirsi nel filone quasi in modo collaterale. Si, perché è un film che cerca e trova la forza di esplodere lontano da qualsiasi grande arena musicale, non racconta nessuna sensazionale ascesa al successo così come non ci sono eclatanti cadute dettate dall’ego in esubero, droga o fiumi di alcool. Tutto resta routinario e squisitamente a misura d’uomo, c’è una dimensione casalinga che scalda il cuore dello spettatore e lo coinvolge in un modo inaspettato, perché ad esibirsi sul palcoscenico non ci sono Freddie Mercury, Elton John o Bob Dylan, e nemmeno Neil Diamond. Bensì ci sono Mike Sardina e Claire Stengel, artisticamente Lightning & Thunder, due persone comuni che hanno saputo sfondare l’ordinario semplicemente incontrandosi e innamorandosi.

Lui, schiacciato dai propri fantasmi del passato e in piena riabilitazione dopo un trascorso da alcolista; lei, madre single di due figli e stufa del suo lavoro come parrucchiera. Entrambi del Wisconsin, tutti e due alle prese con una realtà che è sempre stata molto diversa dalle loro aspettative e tutti e due con un sogno più grande di loro da realizzare. Dopo il loro incontro, con l’amore ormai sbocciato, arriva l’intuizione geniale che nasce un po’ per gioco ma che si trasforma celermente nella più grande – e possibile – occasione della loro vita: unire quella stessa passione per la musica, presentarsi come “marito e moglie” anche sul palcoscenico, fondare una tribute band di Neil Diamond e cantare a squarciagola non solo Sweet Caroline, anche Holly Holy, Play Me e Forever in Blue Jeans.

Cantando da amatori l’intero repertorio di Neil Diamond e attraverso esibizioni in piccoli locali di periferia, Mike Sardina e Claire Stengel hanno saputo coronare quel sogno che ormai sembrava essere relegato alla fantasia. Spinti da una carica vitale non indifferente e pieni di amore per il palcoscenico, negli anni ‘90 tutto il Wisconsin ha conosciuto ed amato il duo Lightning & Thunder tanto che nel 1995 – il vero anno di svolta nella loro carriera musicale – l’astro nascente Eddie Vedder si è scomodato in prima persona per chiedere loro di aprire il concerto dei Perl Jam al Summerfest. Un evento destinato a consacrare il duo come artisti autentici e non solo come semplice tribute band.

Il successo di Mike Sardina e Claire Stengel è stato documentato – e reso noto alle masse – nel 2008, pochi anni dopo la morte di Mike avvenuta nel 2006, con il documentario Song Sung Blue diretto da Greg Kohs e presentato allo Slamdance Film Festival dove l’opera si è aggiudicata sia il premio della giuria che quello del pubblico come miglior documentario. Ed è proprio dai fatti narrati nel documentario che nasce l’idea di Song Sung Blue – Una melodia d’amore, un adattamento cinematografico che si pone l’obiettivo di rendere ancora più mainstream l’incredibile avventura musicale (e matrimoniale) di Lightning & Thunder.

Ma Song Sung Blue – Una melodia d’amore, pur inserendosi a perfezione nel filone musicale di cui abbiamo parlato in apertura, sembra nascere con intenti cinematografici molto diversi rispetto a quelli che hanno ispirato e guidato registi come Bryan Singer, Dexter Fletcher, James Mangold o Scott Cooper. Lasciandosi ispirare dall’alternatività di Sardina e Stengel, potremmo dire dalla loro indipendenza nei confronti dello scenario musicale, Craig Brewer decide di portare in scena un biopic musicale che sembra guardare molto, anzi moltissimo, nella direzione di quelle piccole commedie alternative che venivano prodotte negli States intorno ai primi anni duemila. Song Sung Blue – Una melodia d’amore è, di conseguenza, il vero film nostalgia del 2025 (anche se arrivato nei nostri schermi ad inizio 2026), una nostalgia che nasce nei confronti di quel cinema indie di vent’anni fa che allora era all’ordine del giorno ma che oggi sembra essere diventato merce rara.

Dunque, nel raccontare la vita (stra)ordinaria di Mike e Claire, Brewer sembra guardare da una parte a quel cinema “da festival” della prima decade degli anni duemila, quindi a film come Little Miss Sunshine o La famiglia Savage, ma dall’altro lato ci si ispira chiaramente a quei grandi racconti familiari americani, ricchi di epica ed emotività, come il bellissimo Voglia di tenerezza di James L. Brooks.

Proprio come il film di Brooks, infatti, anche Song Sung Blue – Una melodia d’amore fatica a rimanere confinato in un genere ben preciso e predilige tutte le sfumature dei generi, esattamente come accade nella vita. Dunque, è sicuramente un biopic musicale (ci sono tante esibizioni nel film, non solo basate sui brani di Neil Diamond), così come è una commedia ma anche un dramma al tempo stesso. Grazie ad una scrittura brillante e particolarmente ispirata, il film riesce ad alternare con estrema disinvoltura momenti carichi di umorismo e capaci di sollevare un bel sorriso sulle labbra dello spettatore ad altri più intensi, emotivamente più drammatici e capaci persino di far scendere qualche lacrima. Insomma, un film davvero completo e genuino, assolutamente onesto con sé stesso e con lo spettatore, consapevole che non entrerà nella Storia del cinema e pertanto sereno nel suo preoccuparsi solamente di fare del suo meglio per offrire uno spettacolo appagante, capace di intrattenere, divertire e commuovere.

Ad alimentare la riuscita del film, ovviamente, ci pensano i due attori protagonisti che sono Hugh Jackman (era da tempo che non lo si vedeva così coinvolto ed ispirato) e Kate Hudson, perfetti nei panni di Mike Sardina e Claire Stengel, capaci di portare in scena una chimica artistica magistrale e dunque a rendere davvero affiatato e credibile il duo professionale/matrimoniale Lightning & Thunder. Completano il cast alcuni caratteristi di razza come Jim Belushi e Fisher Stevens.

Giuliano Giacomelli

PRO CONTRO
  • Una piacevolissima commedia musicale che sembra arrivare direttamente dai primi anni duemila.
  • Divertente e commovente, un racconto familiare animato dalla musica di Neil Diamond (e non solo).
  • Hugh Jackman e Kate Hudson sono semplicemente perfetti.
  • Non fa nulla per imprimersi nella Storia del cinema, esattamente come tanti altri prodotti moderni assolutamente più spocchiosi e arroganti di questo.
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