Springsteen – Liberami dal nulla: in alta definizione il bellissimo biopic con Jeremy Allen White

Negli ultimi dieci anni, in quel di Hollywood, è esplosa la tendenza a mettere in piedi grandi macchine produttive finalizzate a portare sul grande schermo la vita di alcune tra le più iconiche figure musicali della seconda metà del secolo scorso. Ed è interessante notare il modo in cui questi biopic stanno prendendo forma, tutti rigorosamente differenti tra loro, quasi vogliosi di poter catturare l’anima dell’artista di turno attraverso uno specifico linguaggio che possa condurre persino nella direzione di generi particolari capaci di andare oltre la natura stessa del biopic (pensiamo al musical Rocketman, oppure all’autoriale e sospeso Maria). Lo scorso ottobre è arrivato nelle nostre sale il bellissimo Springsteen – Liberami dal nulla, diretto da Scott Cooper e interpretato da un maestoso Jeremy Allen White. Interessato a fotografare un particolare – quanto delicato – momento di vita dell’autore di Born in the U.S.A., il biopic su Bruce Springsteen è adesso disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie a 20th Century Studios e ai canali distributivi di Eagle Pictures.

Di cosa parla Springsteen – Liberami dal nulla.

È il 1981. Bruce Springsteen – noto a molti con il soprannome The Boss – è reduce del River Tour, un’incredibile tournée durata quasi un anno e per un totale di 140 concerti. Springsteen è definito «il futuro del rock and roll», i suoi LP sono in vetta alle classifiche statunitensi e John Lennon definisce Hungry Heart «il miglior singolo di rock ‘n’ roll dai tempi dei Beatles». Un successo tale che spinge l’etichetta discografica di Springsteen a voler mettere in lavorazione subito un altro disco, qualcosa che possa portare avanti la leggenda di quel giovane cantautore del New Jersey. Ma nonostante il successo, il talento e la fama, Bruce Springsteen (Jeremy Allen White) cova dentro di sé un malessere a cui non sa dare forma e né voce.

Viene quotidianamente soffocato da alcuni ricordi d’infanzia legati al padre alcolizzato e manesco (Stephen Graham) ma, soprattutto, a farlo star male è quella spiacevole sensazione di non riuscire più a riconoscersi in nulla. Non sa cosa è diventato e nemmeno dove sta andando. L’artista decide così di isolarsi dal mondo e dal successo, si chiude in casa sua e servendosi di un registratore semiprofessionale a quattro piste Tascam e del solo accompagnamento di chitarra e armonica a bocca inizia a registrare in solitaria alcuni brani che escono dal suo cuore, privi di qualsiasi condizionamento commerciale. Canzoni sofferte e tormentate che sembrano riuscire a dare una sonorità a quella condizione esistenziale che lo sta divorando dall’interno. Springsteen ha trovato la melodia per il suo nuovo LP, Nebraska, ma la sua idea musicale non è esattamente ciò che sta cercando il suo agente, Jon Landau (Jeremy Strong), e nemmeno la sua etichetta discografica.

Un giudizio critico.

Partendo dalle pagine del libro Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska di Warren Zanes, il regista Scott Cooper si fa carico della responsabilità di scrivere e dirigere un film che possa catturare l’indole più profonda di Bruce Springsteen, restituendo al grande pubblico il suo tormento interiore piuttosto che il didascalico percorso musicale.

Scott Cooper, che aveva esordito dietro la macchina da presa nel 2009 proprio con un film sulla musica, il suggestivo Crazy Heart che valse a Jeff Bridges l’Oscar come migliore attore protagonista, si rivela la scelta più azzeccata per narrare la grinta e la sofferenza di Springsteen. 

Tutto nasce da un’intuizione tanto semplice quanto efficace: evitare lo sterile biopic che, in circa due ore di durata, deve raccontare l’intero percorso artistico del cantautore di turno narrando l’ascesa, i primi successi e le immancabili difficoltà che emergono quando tutto sembra andare per il meglio. In Springsteen – Liberami dal nulla tutto questo non accade perché a Scott Cooper non interessa minimamente raccontare la vita di Bruce Springsteen.

Il film si apre nel 1981 quando il cantautore del New Jersey ha già ottenuto la fama, è reduce della tournée più importante della sua vita e le sue canzoni sono già dei tormentoni in radio. Tutto il film di Cooper ruota attorno a quell’anno, il 1981, particolarmente significativo per la vita personale di Springsteen ancor più che per la sua carriera musicale. Dopo il River Tour, all’apice del suo successo, Bruce Springsteen sprofonda in un’oscura crisi esistenziale che lo porta a rimettere in discussione ogni cosa: la sua vita affettiva, l’amore inafferrabile, il rapporto con la sua famiglia e la sua infanzia ma soprattutto il legame viscerale proprio con la sua arte che non riesce più a riconoscere e in cui fatica improvvisamente ad identificarsi. Nel 1981 Bruce Springsteen sente di aver perduto ogni valore, di non esistere più in quei brani energici che lo hanno fatto amare dalla folla. Così si chiude a riccio nel suo mondo interiore, non vuole ascoltare più nessuno e preferisce farsi divorare dai suoi demoni interiori.

Con Springsteen – Liberami dal nulla Scott Cooper, più che un biopic su Springsteen, porta in scena un bellissimo film sulla depressione. Quasi un trattato sull’anima che mette in luce gli aspetti meno belli della vita di un artista, ma non quelli legati ai vizi o alle presunzioni, bensì tutta quella sofferenza invisibile e intangibile che non permette di gioire dei propri successi poiché figlia di ferite interiori che non si sono mai veramente cicatrizzate. C’è sincerità nel film di Scott Cooper, c’è consapevolezza di cosa voglia dire essere depressi e sottoposti quotidianamente ad una mutevolezza emotiva che è impossibile da controllare o da prevedere. Springsteen – Liberami dal nulla riesce a fotografare perfettamente quella sensazione di profonda insoddisfazione, che diventa frustrazione senza alcun motivo, che scaturisce da ogni cosa e che ti trascina giù senza darti la possibilità di capire cosa stia realmente accadendo dentro e fuori da te stesso.

Ma Springsteen deve molto della sua riuscita alla presenza di Jeremy Allen White nei panni del cantautore protagonista. Inaspettatamente, con qualche chilo di meno addosso e una semplicissima correzione sul colore degli occhi (che diventano scuri e non sono più azzurro glaciale), la star di Shameless e The Bear si trasforma completamente e riesce a far rivivere sul grande schermo il giovane Bruce Springsteen in una maniera tale da lasciare senza parole. L’attore non ha bisogno di interventi di make-up per somigliare al suo personaggio, non necessita di una recitazione caricata o chissà quanto mimica, semplicemente si lascia scorrere il ruolo addosso in modo estremamente naturale. Jeremy Allen White non interpreta Bruce Springsteen ma diventa Bruce Springsteen. Anche interprete di tutte le canzoni in scena, l’attore dimostra di essere uno dei volti più interessanti dell’attuale panorama hollywoodiano riuscendo a far proprio quel carisma e quella bellezza cinematografica che ha caratterizzato molti divi del passato ma che oggi si è purtroppo persa.

L’edizione Blu-ray disc di Springsteen – Liberami dal nulla.

20th Century Studios si serve dei canali distributivi di Eagle Pictures per portare sul nostro mercato home video Springsteen – Liberami dal nulla. Il film di Cooper si rende disponibile all’acquisto in tutti i supporti fisici attualmente previsti dal mercato: 4K UHD, Blu-ray disc e formato standard DVD.

Noi vi parliamo dell’edizione classica ad alta definizione Blu-ray disc, molto soddisfacente un po’ sotto tutti i punti di vista. Senza molte sorprese, infatti, possiamo affermare che la qualità tecnica del supporto è indubbiamente eccellente, dunque capace di restituire un’esperienza immersiva e appagante sia sotto il profilo visivo che quello sonoro. Il quadro video offre un’immagine impeccabile, assolutamente nitida, dai contrasti profondi (c’è un ottima gestione dei neri) e dal dettaglio sempre molto elevato. Eccezionale risulta anche il reparto sonoro, avvolgente e trascinante, che si traduce in un ascolto originale (assolutamente consigliato, per via delle magnifiche performance attoriali!) DTS-HD MA 7.1 ed un altrettanto valido ascolto italiano in Dolby Digital Plus 7.1.

I contenuti extra, pur non essendo abbondanti come avremmo voluto, sono comunque interessanti e soddisfacenti. Si traducono in un corposo Making of ricco di interviste al cast tecnico ed artistico e suddiviso in quattro atti tematici: Primo atto: dal libro allo schermo (9 minuti), Secondo atto: oltre la musica (6 minuti), Terzo atto: diventare Bruce Springsteen (9 minuti), Quarto atto: una forte autenticità (9 minuti). 

Giuliano Giacomelli

SPRINGSTEEN – LIBERAMI DAL NULLA di Scott Cooper

Label: 20th Century Studios e Eagle Pictures

Formato: Blu-ray (disponibile anche in 4K UHD + Blu-ray, DVD)

Video: 1080p High Definition / 2.39:1 / 16 x 9

Audio: DTS-HD MA 7.1 Inglese / Dolby Digital Plus 7.1 Italiano, Tedesco / DTS Digital Surround 5.1 Spagnolo / Dolby 2.0 Inglese audio descrittivo

Sottotitoli: Italiano, Inglese per non udenti, Tedesco, Danese, Finalndese, Norvegese, Svedese, Spagnolo, Ceco, Polacco

Extra: Note di copertina: Making of di Springsteen – Liberami dal nulla

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.