Sul tuo cadavere, la recensione

L’amore è il sentimento per antonomasia che più di ogni altro stravolge la vita e la psiche di una persona, regalando un mix di sensazioni ed emozioni contrastanti e non sempre gestibili: ci fa ridere, piangere, gioire, disperare… ma può anche distruggere e, in casi estremi, portarci negli abissi più profondi. Questa sfaccettatura più sinistra del sentimento più decantato dai poeti è ben impressa nelle menti degli autori horror, che negli ultimi anni hanno posto un accento particolare sui lati oscuri e “maligni” del rapporto di coppia, focalizzandosi sui cosiddetti amori tossici e i danni che possono arrecare. Un esempio recente viene fornito dal bellissimo Obsession di Curry Barker nel quale il desiderio di un grande amore si materializza in un rapporto opprimente e ossessivo.

Ci sono autori che provano poi a fondere gli aspetti benigni e maligni dell’amore, tentando di raccontare storie tristi e violente con un tocco ironico e sarcastico. È questo il caso di Jorma Taccone che con il suo nuovo lavoro, intitolato Sul tuo cadavere, porta sullo schermo una storia d’amore giunta al capolinea, “ravvivata” da eventi tragici e una minaccia quasi insuperabile utile ai due protagonisti per ritrovare quell’intesa ormai perduta e a tornare più uniti e innamorati di prima. Il film, rifacimento dell’apprezzato The Trip di Tommy Wirkola, si presenta come un compendio di battute sagaci e pungenti, tantissime sequenze di azione ben girate e una ingente dose di splatter che non guasta mai. Il problema, tuttavia, sta nel confronto con il film originale scandinavo in quanto ogni tassello, anche positivo, risulta comunque inferiore all’originale, di cui non possiede quella forza.

Dan, regista frustrato passato dal cinema al mondo delle pubblicità, e Lisa, attrice fallita dal poco talento, non sono soltanto una coppia in crisi, ma sono ormai giunti al punto di odiarsi all’ennesima potenza. Un sentimento di repulsione forte a tal punto da portare i due a organizzare un fine settimana nella casa in montagna non per passare del tempo insieme, ma per ammazzarsi a vicenda nella maniera più veloce e indolore possibile. I loro piani, però, vengono rovinati quando, nel bel mezzo di un duello a base di martelli e colpi di fucile, dalla soffitta vengono fuori tre criminali evasi dal carcere, che decidono di farli fuori per evitare di lasciare testimoni delle loro malefatte. Inizia così un lungo e mirabolante scontro fisico.

Le domande più frequenti che uno spettatore si pone al termine della visione di un remake sono le seguenti: è meglio l’originale o il suo rifacimento? Quali sono le differenze tra i due film? Ma la madre di tutte è: c’era davvero bisogno di un remake, soprattutto se fatto a pochissimi anni di distanza? Proprio quest’ultimo interrogativo calza a pennello per il lavoro di Taccone il quale prende un film del 2021 (soltanto 5 anni fa!) e ne fa una copia conforme che non lascia il segno e, soprattutto, dà ragione a chi da anni evidenzia una crisi di ispirazione del cinema americano. Il regista statunitense, sotto lo sguardo di Tommy Wirkola che qui compare come produttore esecutivo, non aggiunge niente di personale e si limita a portare a casa il compitino che ha come unico obiettivo quello di fornire a chi guarda tutto ciò che aveva già detto The Trip: una coppia che si demolisce a furia battute perfide e sguardi carichi di insofferenza, sangue a volontà e situazioni al limite del grottesco che quantomeno divertono e intrattengono.

Il punto però è che, come si diceva sopra, il confronto tra l’originale è il remake è a totale appannaggio del primo in quanto la componente comica, le sequenze d’azione e lo splatter erano più efficaci nel lavoro di Wirkola. Quest’ultimo, poi, vince anche il duello della sceneggiatura in quanto Sul tuo cadavere soffre di qualche passaggio a vuoto di troppo e anche dal punto di vista registico Taccone mostra uno stile meno audace ed ispirato rispetto al modello scandinavo.

L’unico punto di forza è rappresentato dalla scelta del cast con attori tutti convincenti, che vanno da Jason Segel a Timothy Olyphant passando per Juliette Lewis, con una menzione speciale per Samara Weaving la quale si sta ormai specializzando nel cinema di genere, in particolare nelle parti che la vedono come eroina pronta a sferrare calci, pugni ed esplodere colpi di arma da fuoco per difendersi da avversari ben più grossi di lei.

Sul tuo cadavere, in conclusione, è l’ennesimo remake del quale non se ne avvertiva il bisogno, anche se comune si configura come un film godibile e adatto per passare un’ora e mezza di leggerezza. Il film, in Italia, è disponibile in esclusiva su Prime Video.

Vincendo de Divitiis

PRO CONTRO
  • Samara Weaving a suo agio nei ruoli di eroina action.
  • Le scene d’azione e lo splatter intrattengono sempre.
  • Una copia troppo simile all’originale.
  • Il confronto col film Wirkola è perdente quasi sotto ogni punto di vista.
  • Non se ne avvertiva il bisogno.
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