Archivio tag: festival di venezia 2015

Remember, la recensione

Il Festival di Venezia è agli sgoccioli ma tra i film In Concorso ci sono ancora delle sorprese. Una di queste è Remember del regista canadese Atom Egoyan che ci regala una storia di memoria, rancore e vendetta in versione terza età, che vede protagonisti i meravigliosi Christopher Plummer, Martin Landau e Jürgen Prochnow.

Nonostante soffra di demenza senile che lo porta a dimenticare i fatti più recenti ogni volta che si addormenta, il noventanne tedesco Lev – “lupo” in ebraico -, interpretato da un magistrale Christopher Plummer, non riesce a lasciarsi alle spalle ciò che ha subito ad Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale. Sua moglie Ruth è morta da una settimana, eppure ogni mattina Lev si risveglia urlando il suo nome e ogni volta è come se rivivesse il lutto. Prima della morte di sua moglie, però, Lev aveva fatto una promessa a lei e al suo caro amico Max, interpretato dall’altrettanto bravo Martin Landau: uccidere il nazista che ha sterminato le loro famiglie e che ora si nasconde sotto il nome di Rudy Kurlander.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ti guardo, la recensione

Il Leone d’Oro della 72^ Mostra del Cinema di Venezia va, contro ogni previsione, al film venezuelano Desde Allà, diretto dall’esordiente Lorenzo Vigas. Protagonista della pellicola, ambientata a Caracas, è Armando (Alfredo Castro), ombroso signore di mezza età che offre denaro a giovanotti per osservarli nudi e di spalle mentre si masturba. Elder (Luis Silva), ragazzino sbandato e violento, è apparentemente una fra le tante vittime di questa perversione, eppure l’incontro/scontro fra i due cambierà la vita di entrambi. Armando sviluppa una sorta di ossessione per il ragazzo che, dapprima, gli sta accanto spinto dall’interesse. Ma la condivisione di un passato doloroso ribalterà la situazione, sfociando in estreme e drammatiche conseguenze.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +8 (da 8 voti)

Mountain, la recensione

Così come era accaduto per Interruption, anche Mountain, opera prima dell’israeliana Yaelle Kayam, dalla Mostra del Cinema di Venezia è passato automaticamente al  Festival di Torino: era in Orizzonti a Venezia ed è in TorinoFilmLab al TFF.

C’è da dire che già a Venezia, in generale, Israele è stata forse la nazione vincitrice morale del Festival: ha presentato più film e nessun’opera sbagliata. E questo film è stato accolto con notevoli applausi in proiezione stampa.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Francofonia, la recensione

Francofonia è il primo film a spaccare in due la sala della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: al termine della proiezione, c’era chi lo applaudiva forte e chi non applaudiva per niente. Del resto, i film di Aleksandr Sokurov ottengono sempre questo effetto. Anche il Leone d’oro vinto nel 2011 con Faust non è stato digerito proprio da tutti.

Francofonia viene presentato ufficialmente come un documentario, ma non è un documentario su qualcosa, bensì su qualcuno. Inizia come una narrazione senza volto, per voci fuori campo. Poi, diviene un film destrutturato, come se ci venisse presentato in pezzi smontati, e in seguito mostratoci nel suo farsi. Poi, riprende come viaggio a Parigi, diventa una breve visita al Museo del Louvre e finisce per andare molto oltre, forse pure troppo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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A Bigger Splash, la recensione

Negli ultimi tempi sembra che le rock star vadano di gran moda sul grande schermo, basti guardare all’imminente Dove eravamo rimasti di Jonathan Demme dove Meryl Streep interpreta un’attempata e frizzantissima rocker da locali out. Ma la Streep non è l’unica, anche l’algida Tilda Swinton ci mette il suo e in A Bigger Splash di Luca Guadagnino, con cui torna a lavorare dopo l’apprezzatissimo Io sono l’amore, veste i panni di una rock star a riposo sull’isola di Pantelleria dopo che un’operazione alle corde vocali l’ha resa quasi muta.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 72. Viva la sposa, la recensione

Viva la sposa è la seconda prova registica di Ascanio Celestini, artista eclettico da sempre impegnato in più campi, come i documentari, la scrittura ma soprattutto il teatro. Quest’ultimo ha una forte incidenza anche in Viva la sposa, dove il Quadraro, noto quartiere della periferia romana, sembra una scenografia a cielo aperto di brechtiana memoria. E tali appaiono gli attori che prendono parte al film, in bilico tra una recitazione verace (“alla romana”) ma allo stesso tempo straniante.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 72. Everest, la recensione

10 maggio 1996, la tragica avventura di Rob Hall a capo di una spedizione per raggiungere la vetta Dell’Everest.

Presentato in apertura della 72esima edizione della Mostra dell’arte cinematografica di Venezia, Everest di Baltazar Kormàkur è un progetto ambizioso che si pone l’obiettivo di raccontare nel modo più fedele possibile quel terribile giorno.

Appare evidente da subito l’intenzione, poi confermata dal regista, di non concentrarsi o dare risalto a un aspetto dell’esperienza ma di cercare di riproporla nella sua complessità.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 72. Toto-Leone: chi vincerà?

Il concorso ormai si avvicina alla fine. Gli ultimi due film sono stati presentati ieri sera, 11 settembre. E’ stata una delle edizioni più accese degli ultimi tempi.

La parola chiave della 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è: sperimentazione. Nel bene o nel male, sono state presentate tutte opere altamente sperimentali, con lo sguardo rivolto in avanti, verso il progresso. Nessuna aveva la pretesa di essere il futuro, ma hanno cercato tutte di mostrarci come potrebbe essere.

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Venezia 72. 11 Minutes

Cinque anni fa, nel 2010, il regista polacco Jerzy Skolimowski presentava al Festival di Venezia la pellicola Essential Killing che si aggiudicò il Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi per il protagonista Vincent Gallo. Oggi, invece, lo stesso regista torna a Venezia, in Concorso, con un film che possiamo definire il più “cool” della competizione: 11 Minutes. Un thriller particolare e interessante che ha entusiasmato la maggior parte del pubblico veneziano presente in sala.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 72. The Endless River

Due vite che non hanno apparentemente nulla in comune legate, inesorabilmente, dal destino… un destino tragico, come ci insegna il cinema drammatico, che forse possono trovare uno spiraglio di luce dalla congiunzione della forze. Questo è il tappeto su cui si stende The Endless River, terzo film da regista e sceneggiatore del sudafricano Oliver Hermanus, in concorso alla 72° Mostra Interazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Peccato che quanto di buono sia rappresentato dalle premesse, venga completamente infranto in un’opera scialba, sinceramente brutta e sostanzialmente inutile.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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