Archivio tag: mostra del cinema di venezia 2024

Noi e Loro: disponibile in DVD il film con Vincent Lindon vincitore della Coppa Volpi allo scorso Festival di Venezia

Recentemente, parlando dei prodotti a marchio Mustang Entertainment nella nostra rubrica dedicata all’home video, abbiamo più volte lodato la nobile missione della label di riportare sul mercato molti cult del cinema, spesso e volentieri riferiti alle produzioni italiane, in splendide edizioni restaurate o rimasterizzate. Solo qualche settimana fa, infatti, vi abbiamo parlato delle edizioni Blu-ray di alcune opere di Dario Argento come Non ho sonno e Il fantasma dell’Opera, ma anche del capolavoro di Federico Fellini La Dolce Vita così come del dittico con Bud Spencer Si può fare…amigo e …Altrimenti ci arrabbiamo!. Ma ciò che si lascia davvero apprezzare nell’operato di Mustang Entertainment è la pluralità dell’offerta, ovvero questa magnifica varietà che sa alternare cult del passato con applaudite opere contemporanee. Nei giorni scorsi infatti, grazie alla sinergia tra Mustang e I Wonder Pictures, è arrivato sul nostro mercato home video Noi e Loro, ovvero l’intenso dramma francese diretto dalle sorelle Delphine e Muriel Coulin e interpretato da un gigantesco Vincent Lindon che per questa interpretazione ha vinto la Coppa Volpi all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

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La storia del Frank e della Nina, in DVD la commedia adolescenziale di Paola Randi

Ma voi ve li ricordate i vostri 17 anni? Se provate a ripensarci, che colore ha il vostro ricordo? Che odore?

I miei sono un frullatore di ricordi confusi, una distesa grigia con brevi momenti colorati. Odorano di carta, di banchi di scuola, camera mia, sigarette e birre del discount.

Trovo sempre difficile trovare delle rappresentazioni cinematografiche fedeli del caleidoscopio confusionario che è stata l’adolescenza. Perlomeno la mia. Sanno sempre di finto, di scritto e poco sincero. Una visione fasulla, una copia falsa e tarocca, posticcia, di persone che si sono dimenticate cosa significa avere 17 anni.

Quella sensazione l’ho ritrovata guardando La storia del Frank e della Nina di Paola Randi, presentato alla Biennale di Venezia 2024 nella sezione Orizzonti Extra e ora in DVD grazie a CG Entertainement e Fandango.

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Babygirl: Nicole Kidman e il BDSM fedifrago. La recensione

Romy (Nicole Kidman) è una donna di successo, amministratrice delegata in una grossa azienda di spedizioni pioniera dell’automazione dei processi. Ha famiglia perfetta, marito perfetto (Antonio Banderas), figlie bionde brave belle e arcobaleno, ha riempito tutte le caselle punteggio possibili della vita. Tranne una, a quanto pare: è insoddisfatta sessualmente. Colmerà questo vuoto iniziando una relazione adultera con un giovane, assertivo stagista (Harris Dickinson), in grado di appagare le fantasie di sottomissione della donna.

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The Brutalist: Brady Corbet e il trauma dell’Artista. La recensione in anteprima

Nella Pennsylvania del secondo dopoguerra, l’architetto ebreo Lázló Tóth (Adrian Brody) cerca di ricostruirsi una vita negli Stati Uniti, affrontando la fame e la povertà, fino all’incontro con l’imprenditore Harrison Lee Van Buren (Guy Pearce) che diventerà il suo mecenate e gli affiderà la progettazione di un’opera sensazionale.

Presentato in concorso all’81ª Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento alla regia, poi candidato a 7 Golden Globes vincendone tre molto importanti (film drammatico, regia, interprete), The Brutalist è firmato dal regista Brady Corbet, già alla seconda apparizione veneziana dopo che nel 2015 il suo The Childhood of a Leader figurava in concorso nella sezione Orizzonti.

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Maria, la recensione del biopic di Pablo Larraìn con Angelina Jolie

Al terzo giro, il regista Pablo Larraìn è visto ormai come specializzato in biopic atipici dedicati a grandi donne del Novecento traumatizzate ma impeccabili, carismatiche ma fragili, schiacciate dalle ombre e dal peso di qualcosa di più grande di loro. In Jackie, del 2016, Natalie Portman portava in scena una donna passata alla storia per essere moglie (di John F. Kennedy) e che fece proprio della perfezione apparente la sua migliore armatura, anche di fronte al ciclone di cui fu al centro in mondovisione. In Spencer, 2021, Kirsten Stewart ci regalava una principessa Diana ostaggio della famiglia reale e infestata dai fantasmi del passato. In Maria, infine, Angelina Jolie ci restituisce la personalità non facile di Maria Callas, una donna questa volta fagocitata non tanto dagli obblighi, dai compagni di vita o dall’immagine pubblica, quanto da se stessa, dall’impossibilità di sopravvivere al proprio enorme talento.

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La stanza accanto, la recensione del film di Pedro Almodóvar

Pedro Almodóvar torna ad affrontare il tema della separazione in The Room Next Door, distribuito in Italia con il titolo La stanza accanto e presentato in concorso all’81ª Mostra del Cinema di Venezia, dove si è aggiudicato il Leone d’Oro come miglior film.

Ingrid (Julianne Moore) è una scrittrice di successo. Martha (Tilda Swinton) è una giornalista di guerra, che si sta sottoponendo a delle terapie sperimentali per un tumore molto aggressivo. Sono vecchie amiche, ma si sono perse di vista: venendo a sapere della malattia di Martha, Ingrid va a trovarla in ospedale e le due riallacciano i contatti.

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Joker: Folie à Deux. La recensione da Venezia81

Dopo il trionfo del Leone d’Oro nel 2019, il nuovo lavoro di Todd Phillips era senz’altro tra i più attesi dell’81ª edizione della Mostra. Joker: Folie à Deux, nei mesi successivi all’annuncio del progetto, è stato oggetto di molte (legittime) perplessità: come dare un seguito forte a un film già così “compiuto” e anomalo nel panorama dei cinecomic? Ma soprattutto: che esito può portare l’inserimento nel cast di un’icona del pop come Lady Gaga? Quando è stato comunicato che Folie à Deux sarebbe stato un musical, il senso di straniamento è aumentato ancora. Il secondo Joker viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e finalmente abbiamo delle risposte.

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Broken Rage: le due facce di Takeshi Kitano. La recensione da Venezia81

Un sicario (Takeshi Kitano) incaricato di far fuori dei target da uno misterioso boss, viene catturato dalla polizia e costretto a spiare un altro boss…

Takeshi Kitano è ormai di casa a Venezia, fin dal 1997 anno in cui vinse il Leone d’Oro con Hana-bi, il regista giapponese ci ha abituato a storie intense, intrise di crudeltà e riflessioni sulla società, l’onore e la morte, seppur con una dose di velata ironia.

Giunto alla boa dei settantasette anni, con Broken Rage il regista giapponese sembra scrollarsi finalmente di dosso un po’ della responsabilità che negli anni si era visto attribuire nei confronti di “un certo tipo di cinema” e recupera la sua esperienza da comico, confezionando in 62 minuti un film che rappresenta, in un certo senso, la sintesi della sua arte e della sua anima, ma… senza esagerare.

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The Order: Jude Law contro il suprematismo bianco. La recensione da Venezia81

Sicuramente abbiamo tutti impresse nella retina le immagini dell’assalto al Campidoglio americano avvenuto il 6 gennaio 2021, ma in Italia potremmo non avere la percezione che quell’evento non fu un fulmine a ciel sereno né un’iniziativa improvvisata e disordinata, quanto un atto violento pianificato per decenni da certe frange ideologiche e che affonda le sue radici in una subcultura che oscilla, di fatto, tra complottismo e terrorismo.

Il film The Order di Justin Kurzel è tratto da una storia vera e ci racconta molto di quell’humus culturale, perché è ambientato nei primi anni Ottanta, quando non c’erano neppure ancora i Simpson che potessero immaginarsi Donald Trump presidente, eppure le fondamenta di quella mentalità che oggi possiamo definire l’Alt-Right USA estrema erano già state ben definite.

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Wolfs – Lupi solitari: Brad Pitt e George Clooney “risolvono problemi”. La recensione da Venezia81

Jack (George Clooney) e Nick (Brad Pitt) di professione “risolvono problemi”, dove per problemi si intende che insabbiano “incidenti” più o meno gravi e mortali, dietro lauto compenso.

I due non si conoscono e non si vogliono conoscere, ma trovandosi inaspettatamente costretti a lavorare insieme per uscire vivi da una situazione scomoda, la regola “non fidarsi mai di nessuno” comincia a vacillare.

Sono il signor Wolf, risolvo problemi“, una frase passata alla storia non solo tra i fan di Tarantino, ma tra gli appassionati di cinema in generale: Mr. Wolf è forse uno dei personaggi più iconici del regista di Pulp Fiction, diventato ormai quasi “emblema” di un certo modo di agire e di pensare anche nel lavoro.

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