Archivio tag: oscar 2026
Sentimental Value: il film premio Oscar di Joachim Trier ora disponibile in Blu-ray
Nella scorsa stagione cinematografica ci sono stati titoli che hanno saputo catalizzare l’attenzione meglio di altri, portando addirittura una buona fetta di pubblico verso l’isteria collettiva (a tratti decisamente esagerata). Ci riferiamo a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, I peccatori di Ryan Coogler e Sentimental Value di Joachim Trier. Ad occhio e croce, sono stati loro i film protagonisti del 2025 e la conferma ci è arrivata lo scorso 15 marzo quando i tre titoli hanno trionfato durante l’ambita cerimonia degli Oscar. Battendo nella categoria miglior film internazionale film decisamente migliori come il meraviglioso Sirāt di Óliver Laxe o il sorprendente L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Sentimental Value è suonato come un telepass per i cancelli di Hollywood messo nelle mani di un regista che già si era fatto fortemente notare con il precedente La persona peggiore del mondo (2021). Adesso il film di Joachim Trier è disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie a Lucky Red e ai canali distributivi di Plaion Pictures.
Marty Supreme: il film con Timothée Chalamet arriva in Blu-ray
Nove candidature agli Oscar 2026 e nessuna vittoria. Marty Supreme continua ad essere un perdete anche fuori dal perimetro di ping pong e stavolta non c’è stata rivincita. Ma che film, ragazzi! L’esordio assolo di Josh Safdie è il classico film destinato a rimanere, al di là dei riconoscimenti, al di là del botteghino (che è stato comunque generosissimo), perché è un’opera piena di energia, di idee e con una performance magnifica di Timothée Chalamet.
Marty Supreme, distribuito in sala a gennaio da I Wonder Pictures, arriva in home video grazie a Eagle Pictures in tutti i formati possibili: DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD.
Un semplice incidente: in Blu-ray, il film di Jafar Panahi vincitore della Palma d’oro al 78° Festival di Cannes
Quasi un anno fa veniva presentato per la prima volta al pubblico Un semplice incidente, primo film diretto dall’iraniano Jafar Panahi dopo la sua incarcerazione nella prigione di Evin (Tehran, Iran) durata dal luglio 2022 al febbraio 2023. Il motivo dell’incarcerazione, come noto, scaturisce dall’accusa di aver fatto – attraverso il cinema – propaganda contro il governo iraniano. Mostrato in anteprima assoluta al 78° Festival di Cannes, Un semplice incidente si distingue immediatamente all’interno della kermesse e il film viene premiato con la prestigiosa Palma d’oro. Un semplice incidente diventa così uno dei film protagonisti della stagione cinematografica 2025/2026, raccoglie candidature a tutte le più importanti cerimonie cinematografiche (Golden Globe, European Film Awards) fino ad entrare nelle cinquine ufficiali dei Premi Oscar nelle categorie miglior sceneggiatura originale e al miglior film internazionale (per la Francia). Il film di Jafar Panahi è adesso disponibile anche in alta definizione Blu-ray disc grazie a Lucky Red e ai canali distributivi di Plaion Pictures.
Bugonia: in Blu-ray lo sci-fi di Yorgos Lanthimos con Emma Stone e Jesse Plemons
Pur senza raggiungere i picchi di entusiasmo sollevati da Povere Creature! nel 2023, tra i film di cui si è maggiormente parlato all’inizio di questa stagione cinematografica c’è sicuramente Bugonia di Yorgos Lanthimos. Presentato in concorso all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e protagonista della recente corsa ai più importanti riconoscimenti di settore (European Film Award, Critics’ Choice Award, BAFTA, Golden Globe e Premi Oscar), Bugonia è uno sci-fi abbastanza anomalo che coniuga il più classico discorso relativo alle invasioni aliene con una satira grottesca e spietata nei confronti della moderna società dei complotti. Emma Stone – ormai definitiva musa ispiratrice del regista greco – e Jesse Plemons sono i protagonisti di quest’ultimo film di Lanthimos che da pochi giorni, grazie a Universal Pictures e Plaion Pictures, è disponibile in alta definizione Blu-ray disc in un’edizione che soddisfa ma con riserva.
Oscar 2026: la notte del grande equilibrio… e dell’horror finalmente protagonista!
La 98ª edizione degli Academy Awards si è svolta domenica 15 marzo 2026 al Dolby Theatre di Hollywood, Los Angeles, con la conduzione – per il secondo anno consecutivo – del comico e conduttore televisivo Conan O’Brien.
Dal punto di vista dei numeri, la serata ha avuto due protagonisti principali. Il film con più nomination era I Peccatori di Ryan Coogler, che con 16 candidature ha stabilito un record assoluto per un singolo titolo. Alla fine ha conquistato quattro Oscar, tra cui Miglior attore protagonista per Michael B. Jordan, sceneggiatura originale, colonna sonora e fotografia.
Il vero trionfatore della serata è stato però Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che ha portato a casa sei statuette – tra cui Miglior film, regia e sceneggiatura non originale – risultando il titolo più premiato dell’edizione 2026.
Hamnet – Nel nome del figlio, la recensione
Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell, nonché co-autrice della sceneggiatura insieme alla regista. I protagonisti sono Jessie Buckley e Paul Mescal e il film ha avuto ben 8 Candidature agli Oscar 2026, tra cui Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Attrice Protagonista.
Nell’Inghilterra del Cinquecento, l’amore tra William Shakespeare (Paul Mescal) e Agnes (Jessie Buckley) viene spezzato da una perdita improvvisa. Dal dolore per la morte del figlio nasce un vuoto senza nome, ma anche una scintilla creativa destinata a cambiare la storia del teatro.
Hamnet racconta l’origine emotiva dell’Amleto da una prospettiva inedita.
L’agente segreto, la recensione
Siamo nel 1977 a Recife, Brasile. Mentre fervono i preparativi per il carnevale, l’ex insegnante universitario Armando torna in città per riabbracciare suo figlio, nel frattempo affidato ai nonni materni. Armando, però, è finito nelle mire di Ghirotti, un industriale malavitoso italo-brasiliano, per aver ostacolato e denunciato le sue pratiche illecite e per questo è finito in un programma di protezione gestito da un movimento di resistenza. Con il nome di Marcelo, l’uomo alloggia insieme ad altre persone “scomode” nella palazzina di Dona Sebastiana, ma non sa che Ghirotti lo ha rintracciato e gli ha messo alle calcagna due sicari per farlo fuori.
Sentimental Value, la recensione
Negli ultimi anni il cinema scandinavo ha conosciuto una fortuna internazionale che fino a qualche decennio fa sarebbe stata impensabile. Un successo costruito su un equilibrio non sempre facile: film profondamente radicati nelle rispettive identità nazionali, ma confezionati con una forma e un respiro capaci di parlare a un pubblico globale. Dalla Danimarca alla Svezia, passando per la Norvegia, questa ondata ha sdoganato un immaginario fatto di introspezione, rigore emotivo e drammi familiari, spesso austeri ma sempre più “accessibili” grazie a una certa contaminazione con il linguaggio mainstream.
In questo contesto si inserisce perfettamente Joachim Trier, uno degli autori norvegesi più riconoscibili e interessanti degli ultimi anni. Regista e sceneggiatore, ha saputo muoversi con disinvoltura tra il dramma generazionale e l’horror d’autore (il buon Thelma), per poi raggiungere il successo mondiale con La persona peggiore del mondo, candidato agli Oscar nel 2022 e diventato un piccolo fenomeno. Ora Trier torna con Sentimental Value, film che lo ha riportato sotto i riflettori: Grand Prix della Giuria a Cannes 2025, Golden Globe a Stellan Skarsgård e addirittura nove candidature agli Oscar.
Marty Supreme, la recensione
Che i fratelli Safdie siano stati una delle voci più interessanti e riconoscibili del cinema americano indipendente dell’ultimo decennio è ormai un dato di fatto. Da Good Time a Diamanti grezzi, il loro cinema in coppia ha costruito un’estetica nervosa, claustrofobica, febbrile, capace di raccontare perdenti magnifici, uomini sempre sull’orlo del baratro, inghiottiti da un mondo più grande e più feroce di loro. La separazione artistica dei due, però, non ha significato una vera rottura: entrambi sono rimasti sotto l’ala protettrice della A24 e, curiosamente, entrambi hanno scelto di raccontare storie sportive. Benny Safdie ha puntato sull’MMA e sulla fisicità di Dwayne Johnson in The Smashing Machine; Josh, invece, ha fatto una scelta apparentemente bizzarra, prendendo uno sport poco cinematografico come il ping pong e costruendoci attorno Marty Supreme, affidando tutto il peso del film a Timothée Chalamet.










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