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Good Boy: arriva in alta definizione Blu-ray il thriller sociale del regista polacco Jan Komasa

Con Good Boy il regista polacco Jan Komasa, già candidato all’Oscar nel 2020 nella categoria miglior film internazionale (Polonia) con Corpus Christi, torna a raccontare il rapporto tra individuo e istituzioni, ma questa volta lo fa con i toni lividi del thriller psicologico. Dopo aver affrontato il tema della fede e della colpa, Komasa si concentra ora sul concetto di educazione e sull’illusione borghese di poter redimere il male attraverso il controllo. Uscito in sala ad inizio marzo – in maniera pressoché invisibile – sotto il marchio Minerva Pictures, adesso Good Boy arriva in alta definizione Blu-ray disc grazie ai canali distributivi di CG Entertainment.

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Good Boy, la recensione del thriller di Jan Komasa

Con Good Boy il regista polacco Jan Komasa, già candidato all’Oscar per Corpus Christi, torna a raccontare il rapporto tra individuo e istituzioni, ma questa volta lo fa con i toni lividi del thriller psicologico. Dopo aver affrontato il tema della fede e della colpa, Komasa si concentra ora sul concetto di educazione e sull’illusione borghese di poter redimere il male attraverso il controllo.

La storia segue Tommy (Anson Boon), diciannovenne violento e senza radici che vive di piccoli crimini in una metropoli inglese. Dopo una notte di bravate, il ragazzo viene catturato da una coppia benestante, Chris e Kathryn (Stephen Graham e Andrea Riseborough), che sostengono di volerlo “aiutare”. In realtà, lo incatenano nello scantinato della loro elegante villa di campagna, trattandolo prima come un prigioniero e poi come un figlio adottivo, sottoponendolo a un programma di “rieducazione” fatto di regole ferree, punizioni e rituali quotidiani atti a farlo comportare da “bravo ragazzo”.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Good Boy, la recensione dell’horror dal punto di vista di un cane

Il cinema che ha per protagonisti gli animali, e i cani in particolare, è un filone che non conosce crisi. Da Hachiko a Io & Marley, da Turner e il casinaro a Io & Lulu, l’amico a quattro zampe ha sempre rappresentato una garanzia d’emozione per lo spettatore, spesso al confine tra il sorriso e la lacrima. Negli anni, però, si è formata una vera e propria “difesa psicologica” del pubblico verso questo tipo di film, in particolare verso quelli “strappalacrime”: la tendenza, tra la fine dei Novanta e i primi Duemila, a trasformare ogni storia canina in un dramma esistenziale ha generato un rifiuto diffuso. Non è un caso che, di fronte all’annuncio di Good Boy, horror con un cane protagonista, i social siano immediatamente esplosi con un’unica domanda, divenuta trending topic: “ma il cane muore?”.
La produzione ha colto subito la palla al balzo, diffondendo la risposta ufficiale: tranquilli, il cane non muore. Una rassicurazione diventata quasi una strategia di marketing, ma che dice molto sul tipo di rapporto empatico che il pubblico instaura con gli animali al cinema.

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TOHorror 2023. Good Boy, la recensione

Presentato in concorso al TOHorror Fantastic Film Fest 2023, Good Boy è l’ultima fatica del norvegese Viljar Boe, un classico thriller nordico che alla tipica dinamica della spirale di una relazione morbosa aggiunge il twist kink del puppy play. Sigrid conosce su una app di dating il giovane milionario Christian, con il quale è amore a prima vista. Un solo elemento mina immediatamente questo idillico ritratto: Christian infatti vive con Frank, un uomo che si veste e si comporta come un cane.

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Valutazione: 2.0/10 (su un totale di 1 voto)
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