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Nosferatu: l’ultimo divisivo film di Robert Eggers arriva finalmente in home video ma in un’edizione che lascia parecchio l’amaro in bocca
Pochi giorni dopo l’uscita nelle sale del Nosferatu di Robert Eggers (avvenuta il 25 dicembre 2024 negli Stati Uniti e il 1 gennaio 2025 qui in Italia) si è cominciato a vociferare circa l’esistenza di una versione estesa del film: una director’s cut dalla durata titanica di circa 3 ore. È stato lo stesso Robert Eggers a darne notizia, affermando anche da lì a breve che la versione estesa del film sarebbe stata resa pubblica con il rilascio di Nosferatu in home video. Una notizia che è stata accolta immediatamente da tutti con estrema curiosità ed entusiasmo, persino molti detrattori del film si sono trovati nella condizione di sospendere il giudizio ipotizzando che la long version potesse mettere un pochino d’ordine a quella sceneggiatura un po’ confusa e ostacolata anche da un montaggio abbastanza disorganico nel ritmo.
Ora Nosferatu di Robert Eggers è finalmente arrivato in home video grazie a Universal Pictures e ai canali distributivi di Plaion Pictures Italia, nell’edizione Extended Cut che tutti stavano aspettando. Ma occhio! Non è la versione estesa di 3 ore di cui parlava Eggers bensì una versione che contempla solamente 4 minuti in più rispetto a ciò che abbiamo visto al cinema. E, come se non bastasse, la versione estesa di Nosferatu può essere vista solamente in lingua originale e senza sottotitoli. Una decisione – non inserire i sottotitoli in italiano – che è stata estesa anche a tutti i contenuti extra del film. Possiamo affermare che questa di Nosferatu non è esattamente l’edizione che ci eravamo immaginati.
Nosferatu, la recensione del nuovo horror di Robert Eggers
Tra i nomi più rappresentativi e autoriali dell’horror contemporaneo, nello specifico della corrente horror arthouse che qualcuno definisce con il termine pregiudizievole elevated horror, Robert Eggers divide pubblico e critica fin dal suo folgorante esordio nel 2015 con il bellissimo The Witch. Rappresentante di un neo-espressionismo antropologico, esteta incallito ed esploratore di un Male subdolo e perverso, Eggers è riuscito a creare uno stile molto personale che si lega tanto a temi quanto a una precisa visione estetica del cinema, tanto appezzata da molti quanto bistrattata da chi lo taccia di presunzione, freddezza e ripetitività. Nosferatu non fa eccezione alla regola e segna un ulteriore step nella coerente visione del cinema che Eggers sta esplorando: cura estetica maniacale, tempi dilatati, descrizione di un male primordiale e inesorabile, rielaborazione del cinema del passato attraverso i dettami della contemporaneità.







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