Archivio tag: Richard Bachman

The Long Walk, la recensione

È curioso pensare che Stephen King abbia scritto La lunga marcia nel lontano 1966, sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, ben prima di diventare il Re incontrastato dell’horror letterario. Eppure, già in quel primo romanzo, acerbo ma potentissimo, c’era tutto: la tensione, la costruzione dei personaggi, ma soprattutto una visione politica nerissima dell’America. Un Paese che cercava di rialzarsi ma trasformato in macchina di spettacolo e morte, dove l’intrattenimento coincide con il sacrificio umano. Un’idea che anticipa di decenni tanto il reality televisivo quanto una certa deriva culturale contemporanea. Non è un caso che oggi, in un momento storico particolarmente sensibile a questi temi, il romanzo trovi una nuova vita cinematografica con The Long Walk.

A portarlo sul grande schermo è Francis Lawrence, già avvezzo a distopie giovanili grazie alla saga di Hunger Games, su una sceneggiatura firmata da JT Mollner, talento emergente dietro l’ottimo Strange Darling. Le premesse sono solide, e il film lo dimostra fin dalle prime sequenze.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Running Man, la recensione

Nel panorama distopico e della critica sociale, il romanzo The Running Man – L’uomo in fuga di Stephen King (pubblicato nel 1982 sotto lo pseudonimo Richard Bachman) occupa una posizione di rilievo. Ambientato in un 2025 immaginario, in cui l’America è precipitata in una crisi economica e morale profonda, il libro descrive un reality show mortale in cui i concorrenti devono fuggire per 30 giorni, braccati da assassini professionisti, per guadagnare la sopravvivenza e una vincita in denaro.

Nel 1987 il romanzo fu trasposto in pellicola con Arnold Schwarzenegger protagonista e un’impostazione action-gladiatoria intitolata anch’essa The Running Man (da noi diventato L’implacabile), diretta da Paul Michael Glaser, che però deviava fortemente dal testo originale.

Con questa nuova versione del 2025 (curiosamente proprio l’anno in cui si ambientava il libro!) affidata al talentuoso Edgar Wright e co-scritta da Wright insieme a Michael Bacall, l’intento è dichiaratamente quello di tornare al romanzo, riproporre il messaggio distopico originario, pur aggiornandolo al mezzo cinematografico contemporaneo.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Uomini in fuga: un viaggio tra Stephen King e il The Running Man con Schwarzenegger

Con il nuovo The Running Man di Edgar Wright all’orizzonte, in arrivo al cinema il 13 novembre 2025 con Glen Powell nei panni del protagonista, il cerchio sembra chiudersi. Dopo quasi quarant’anni, la storia dell’uomo costretto a correre per la propria vita davanti a un pubblico assetato di spettacolo torna sul grande schermo. Wright, insieme allo sceneggiatore Michael Bacall, ha dichiarato di voler restituire alla vicenda la sua dimensione originaria, più fedele al romanzo di Stephen King (pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman), lasciando intendere che il nuovo film non sarà un rifacimento del classico con Schwarzenegger, bensì una sorta di ritorno alle radici. Ed è proprio da lì che conviene ripartire: dal libro e da quel film del 1987 che, pur tradendo lo spirito del romanzo, è rimasto nella memoria collettiva come un’icona pop del cinema d’azione distopico anni Ottanta.

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