Terrifier 3, la recensione
Probabilmente nessuno, neanche il regista e sceneggiatore Damien Leone, avrebbe mai immaginato il successo che hanno raccolto in tutto il mondo Art il Clown e la saga di cui è protagonista. Perché Terrifier e i suoi sequel sono davvero il simbolo del cinema più indipendente e libero che si possa immaginare, capace però di creare un cortocircuito tale da superare in popolarità e incassi anche i più blasonati blockbuster.
Ma concediamoci qualche dettaglio e numero sulla saga horror del momento.
Art il Clown nasce nel 2008 come “comparsa” all’interno del cortometraggio di Damien Leone The 9th Circle, assumendo poi un ruolo primario nel cortometraggio del 2011 Terrifier. Entrambi i corti scritti e diretti da Leone verranno inseriti in un film antologico del 2013 noto come All Hallow’s Eve (in Italia è stato furbamente intitolato Terrifier – L’inizio) e in quei due film il malefico clown assassino era interpretato da Mike Giannelli. Discorso chiuso? Neanche per sogno, perché questo è solo l’inizio di un successo contagioso che nascerà con un lungometraggio veramente indipendente del 2016 che riprende il titolo del cortometraggio, Terrifier.
Damien Leone scrive soggetto e sceneggiatura, dirige, produce e monta il film raccogliendo fondi con la piattaforma crowdfunding Indiegogo. Per la cronaca, Leone non è riuscito a raggiungere la somma minima sufficiente ed è entrato in gioco l’amico e co-produttore Phil Falcone per consentire al film di vedere luce con un budget finale di 35 mila dollari. Terrifier partecipa lo stesso anno al Telluride Horror Show Film Festival e lascia sconvolti gli spettatori per la ferocia e la violenza, nonché per l’anomalo villain dall’immotivato sadismo e questo apre le porte di una distribuzione, che raggiungerà il pubblico solo due anni più tardi con un’uscita limitata in sala grazie a Epic Pictures e una diffusione capillare in home video e streaming.
Terrifier diventa un successo in tutto il mondo, Art il Clown – che ora è impersonato da David Howard Thornton – è la nuova maschera di Halloween che i ragazzi vogliono indossare.
Il sequel viene da sé, anche se Leone continua a muoversi con le proprie gambe prevedendo ancora una volta una campagna crowdfunding che stavolta ha un successo inaspettato: sono 250 i milioni di dollari raccolti su Indiegogo a cui si aggiungono finanziamenti esterni che consentono al regista di assicurarsi effetti speciali di grande pregio. Presentato in anteprima mondiale al FrightFest nell’agosto 2022, Terrifier 2 è uscito nelle sale statunitensi il 6 ottobre 2022 e a fine corsa ha guadagnato più di 10 milioni di dollari, un successo incredibile che ha consentito a Leone e al suo team di proseguire producendo il terzo film con un budget “vero” di 2 milioni di dollari.
E veniamo a Terrifier 3, arrivato nei cinema americani l’11 ottobre 2024 e atteso per l’uscita nei cinema italiani il 7 novembre (con anteprime di Halloween in tutto il Paese) grazie a Midnight Factory… un capitolo numero 3 che è già da record considerando che al momento in cui scrivo, a metà ottobre, ha ampiamente superato i 20 milioni di dollari di incasso solo negli Stati Uniti, e sta avendo una crescita costante grazie all’ottimo passaparola. Un risultato più unico che raro, considerando che stiamo parlando di un film vietato ai minori e, per giunta, indirizzato a una vera e propria nicchia di appassionati di cinema horror, quello più estremo.
Avevamo lasciato, nel secondo film, Sienna e suo fratello Jonathan nella giostra Terrifier dopo aver decapitato il serial killer noto come Art il Clown, ma un colpo di coda con la scena mid-credits ci mostrava quest’ultimo rinascere letteralmente dal corpo di Victoria, la ragazza sfigurata dal killer nel primo film ora rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo aver aggredito e ucciso in diretta televisiva una giornalista. Un salto temporale di cinque anni ci mostra Sienna, che ancora non ha superato il trauma, in visita per Natale dagli zii e suo fratello Jonathan studente del college ma ancora ossessionato da Art il Clown e il suo misterioso passato. Quando lo psicopatico torna improvvisamente in azione, affiancato proprio dalla mostruosa Victoria, solo Sienna ha le capacità di fermarlo; ma prima del faccia a faccia, Art, vestito da Babbo Natale, si lascerà dietro una lunghissima scia di sangue e frattaglie.
Se state leggendo la recensione di Terrifier 3 probabilmente conoscete già questa saga e avete visto i precedenti due capitoli, quindi sapete cosa vi aspetta. Ma se avete intenzione di approcciarvi per la prima volta all’universo contorto di Art il Clown sappiate che non stiamo parlando di un horror come un altro. Terrifier 3, così come i primi due, è davvero un film estremo e presenta una violenza ripetuta, sadica, compiaciuta che – non sto esagerando – può nuocere lo spettatore non predisposto a questi spettacoli. Se leggete articoli sul web che parlano di spettatori che alle proiezioni americane fuggivano inorriditi dalle sale o vomitavano anche l’anima, stavolta non sono solo sensazionalistiche trovate di marketing, non parliamo di Hostel o Funny Games, ma di un film che ce la mette tutta per recare disagio allo spettatore bombardandolo di sangue, budella e cattiverie inimmaginabili.
E, in particolare, Terrifier 3 alza davvero tanto l’asticella della sopportazione risultando di gran lunga il più estremo dell’attuale trilogia. Se il primo e il secondo film presentavano una marea di momenti disgustosi ma avevano una scena madre ciascuno (la ragazza tagliata col seghetto nel primo, la ragazza macellata nella sua stanza e scarnificata nel secondo), questo numero tre si compone praticamente di scene madri. Già il lungo prologo con il massacro della famigliola nella vigilia di Natale è un indicativo biglietto da visita, a cui seguono tutta una serie di malatissime sequenze di fantasiosa macelleria che comprendono una corpo congelato (e distrutto) con l’azoto liquido, angeli della neve fatti con pozze di sangue, dettagliatissimi smembramenti con la motosega, riproposizioni della crocifissione cristiana con cadaveri e perfino topi introdotti a forza all’interno di una vittima (qui la scopiazzatura al nostro mitico Morituris di Raffaele Picchio è palese).
Capirete che gli unici reali punti di interesse attorno ai quali ruota la ragione d’essere di Terrifier 3 sono lo splatter e il sadismo. Terrifier 3 di Damien Leone è per lo slasher/splatter quello che John Wick 3 e John Wick 4 sono stati per il cinema action, una visione pressoché pornografica del genere. E tutto questo funziona dannatamente bene!
Fermo restando che parliamo di un prodotto estremamente “particolare”, Terrifier 3 dà allo spettatore esattamente quello che promette senza alcun tipo di compromesso e lo fa con una fierezza e una sfacciataggine che oggi nessuno riuscirebbe mai a proporre arrivando al cinema, perfino con successo! Terrifier 3 è cinema anarchico e libero, scombinato e onanistico quanto volete ma fiero del suo essere outsider e indipendente.
Al di là dello splatter che vola altissimo, realizzato con effetti speciali pratici meravigliosi, Terrifier 3 mostra anche una decisiva crescita sul piano prettamente cinematografico in confronto ai precedenti due capitoli. Si comincia ad approfondire la natura di Art il Clown e il suo universo soprannaturale, anche se ancora Leone non vuole fornire tutte le risposte, e si cerca di esplorare ancora il personaggio di Sienna, interpretata dalla brava Lauren LaVera, vista anche nel nostrano The Well. C’è ancora, però, molta goffaggine nel gestire la dimensione più puramente fantasy che veniva introdotta in Terrifier 2, con oggetti magici e predestinazione dei personaggi che continua a far acqua da tutte le parti. Non era meglio omettere questa incursione nel fantastico già ingombrante (e mal gestita) nel film precedente?
Degno di nota il lavoro compiuto dall’attore e doppiatore David Howard Thornton per il personaggio di Art il Clown. È ironico che Art sia completamente muto dal momento che Thornton era noto, fino a qualche anno fa, come doppiatore di cartoni animati e videogame, ma la sua mimica e la sua espressività sono il vero segreto della riuscita di un villain pieno di personalità e molto affascinate, diventato ormai iconico al pari di molti celebri boogeymen del cinema horror. Nel film ci sono anche diversi cammei di celebri personalità del cinema horror come Tom Savini, Clint Howard e Daniel Roebuck, mentre nel ruolo del padre di Sienna troviamo Jason Patric, noto per film di un certo peso come Ragazzi Perduti, Sleepers, Speed 2.
Dunque, se non vi sono piaciuti i primi due film della saga, siete sensibili alla violenza gratuita nei film e già sapete che vi attaccherete alla scusa della “mancanza di una trama”, evitate proprio di approcciarvi a Terrifier 3, sentire le vostre lamentele sui social non fermerà di certo Damien Leone dall’inevitabile capitolo 4. Se invece questa sorta di Grattachecca & Fichetto in live action vi diverte e Art il Clown rientra nella vostra traiettoria di gradimento dei cattivi del cinema horror, sappiate che Terrifier 3 è un must see, decisamente il più compiuto e riuscito – per ora – della saga.
Roberto Giacomelli
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