The Bluff, la recensione
Il genere piratesco è uno di quelli che, attualmente, fa molta fatica a trovare una sua “bussola” cinematografica. Vengono prodotti pochissimi film a tema pirati, e solo una manciata riescono a farsi ricordare. Ovviamente, quando si pensa ai corsari cinematografici la prima saga che viene in mente è quella di Pirati Dei Caraibi, dove il realismo storico è stato contaminato da tantissimi altri generi (avventura e fantasy in primis). Altri cult, andando molto indietro nel tempo, sono Pirati di Roman Polański e Corsari di Renny Harlin. Ma in anni più recenti, queste affascinanti figure stentano a trovare una loro dimensione filmica salda e costante.
Recentemente, Prime Video ha rilasciato sulla sua piattaforma un curioso film sul tema: The Bluff, diretto e co-scritto da Frank E. Flowers (regista perlopiù televisivo e di videoclip) e prodotto dagli instancabili Anthony e Joe Russo.
Mar dei Caraibi, XIX secolo. La protagonista è Ercell Bodden, un’ex piratessa nota un tempo come “Bloody Mary”, che ha abbandonato una vita violenta per vivere in pace con la sua famiglia su un’isola remota. La loro tranquillità viene però minacciata quando l’ex capitano di Ercell, lo spietato Francisco Connor, approda sull’isola insieme alla sua flotta, deciso a rintracciare la donna per vendicarsi del suo tradimento e recuperare un tesoro che lei gli aveva sottratto anni prima. Ercell dovrà quindi confrontarsi col suo passato, riabbracciare un’identità che credeva essersi lasciata alle spalle e sfoderare le sue abilità da bucaniere per difendere le persone che ama.
The Bluff è una pellicola leggera e scorrevole, che intrattiene per tutta la sua durata, senza picchi di eccellenza particolari. È un film che non perde tempo e parte in quarta subito dopo il prologo: giusto il tempo di presentare brevemente i personaggi, dopodiché l’azione si fa piuttosto incessante. Le scene di lotta sono ben coreografate e regalano qualche tocco splatter che non guasta mai (particolarmente riuscita una scena acquatica che coinvolge un famelico caimano). La ricostruzione storica è buona e le musiche, curate da Henry Jackman, funzionano e riescono a impreziosire diversi momenti.
A restare impresso è il carisma dei protagonisti: Karl Urban, col suo sguardo cagnesco e la sua presenza tanto affascinante quanto minacciosa, riesce sempre a calarsi egregiamente nei ruoli che interpreta; che siano antieroi cinici e brutali come il Giudice Dredd o Billy Butcher di The Boys, o personaggi leali come Éomer ne Il Signore degli Anelli o il medico di bordo Leonard McCoy in Star Trek, Urban è uno di quegli attori che sa sempre farsi voler bene. Non è da meno la bravissima e bellissima Priyanka Chopra, nei panni di Ercell/Bloody Mary, che porta in scena un personaggio grintoso, affascinante e brutale. Il film ruota tutto attorno a queste due figure, mentre i personaggi secondari risultano molto superficiali. C’è anche Temuera Morrison, il Boba Fett di Star Wars, in un ruolo abbastanza marginale, ma lui è un altro di quei caratteristi che fa sempre piacere vedere.
Come molti film destinati allo streaming, anche The Bluff soffre di una certa mancanza di identità e di grandeur cinematografica. È una produzione “piccola”, con poche location e un senso dello spettacolo limitato. Le scene di combattimento e azione, per quanto divertenti, sono tutte abbastanza indistinguibili tra loro. Anche il finale, che prova a creare un minimo di impatto spettacolare, risulta visivamente posticcio e molto frettoloso. Insomma, è un film televisivo pensato per il piccolo schermo, con tutti i contro che ne derivano.
La storia fa leva su archetipi narrativi molto tipici: l’ex fuorilegge, un passato violento che ritorna, dinamiche famigliari convenzionali e resa dei conti finale. È tutto lineare e prevedibile, anche fin troppo. È il classico film che sa di già visto e che può infastidire per il suo essere derivativo e stereotipato. Anche la rivalità tra protagonista e antagonista è molto basilare, e risulta accattivante solo grazie alla bravura e alla presenza scenica dei rispettivi attori. Da questo punto di vista, si poteva osare di più e approfondire maggiormente la componente emotiva, che spesso viene fagocitata dall’azione roboante.
Insomma, The Bluff è un film perfettamente innocuo, adatto per una serata spensierata e senza troppe pretese. La sua natura televisiva è il suo più grande limite: la forma è sufficiente e corretta ma non presenta chissà quali guizzi, e la sostanza si attiene fin troppo a binari già tracciati in passato.
Comunque, se siete appassionati del genere piratesco e non essendoci molta offerta in tal senso, un’occhiata la merita, corpo di mille balene!
Riccardo Farina
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