The Mortuary Assistant: svelati poster, trailer e data d’uscita italiana dell’horror tratto dal videogame cult
Dal videogioco cult che ha terrorizzato migliaia di giocatori al grande schermo. Arriverà il 3 settembre nei cinema italiani, distribuito da Madison Pictures, The Mortuary Assistant – Anatomia di un incubo, adattamento cinematografico dell’omonimo videogame horror diretto da Jeremiah Kipp e interpretato da Willa Holland e Tom Sparks. In occasione dell’annuncio della data di uscita sono stati presentati anche il poster e il trailer italiani, che mostrano le prime immagini di quello che promette di essere un horror psicologico e fortemente claustrofobico.
Al centro della storia c’è Rebecca Owens, una giovane donna che ha appena completato il proprio percorso di formazione come assistente mortuaria e che cerca nel lavoro un modo per lasciarsi alle spalle un passato doloroso. Quando accetta un incarico presso la River Fields Mortuary, sotto la guida dell’enigmatico Raymond Delver, quella che dovrebbe essere una normale notte di lavoro si trasforma rapidamente in qualcosa di molto diverso.
Preparare le salme, seguire le procedure e trascorrere le interminabili ore notturne in un obitorio sembrano attività sufficientemente inquietanti già di per sé, ma Rebecca scoprirà presto che dietro quelle mura si nasconde qualcosa di decisamente più oscuro. Presenze soprannaturali, rituali demoniaci e segreti sepolti nel passato trasformeranno la sua esperienza professionale in una discesa nell’incubo.
E il vero pericolo potrebbe non trovarsi soltanto nell’obitorio.
Mentre cerca di comprendere cosa stia accadendo, Rebecca dovrà infatti affrontare una forza soprannaturale intenzionata a impossessarsi di lei, ma anche i traumi e i sensi di colpa che ha cercato per anni di reprimere. L’obitorio diventa così un luogo sospeso tra la vita e la morte, ma anche una sorta di spazio mentale nel quale la protagonista è costretta a confrontarsi con ciò che ha sempre cercato di evitare.
È proprio questo uno degli aspetti sui quali insiste Jeremiah Kipp, che ha voluto conservare nell’adattamento cinematografico una delle caratteristiche più apprezzate del videogame: il senso di isolamento. Il regista ha raccontato di essere particolarmente interessato al «silenzio di quell’obitorio solitario durante la notte», alla misura e all’incertezza generate dal non sapere cosa possa nascondersi nell’oscurità.
Una scelta che sembra allontanare The Mortuary Assistant dall’idea di un semplice horror demoniaco per avvicinarlo a un racconto nel quale l’orrore soprannaturale diventa anche una manifestazione delle paure interiori della protagonista. Rebecca, infatti, si sente più a suo agio lavorando con i morti che nel mondo esterno e ha scelto di rifugiarsi nella familiarità e nell’ordine del proprio lavoro per non fare i conti con il proprio passato. Ma, come suggerisce Kipp, più a lungo si ignorano i problemi, più il caos finisce per accumularsi.
«La paura nasce da ciò che questi personaggi cercano di evitare, da ciò che si sforzano di non guardare», spiega il regista, sottolineando inoltre come Raymond non possa essere semplicemente l’eroe destinato a salvare Rebecca: «può salvarsi soltanto da sola».
Il film nasce dall’esperienza del videogame The Mortuary Assistant, diventato negli anni un titolo di riferimento per gli appassionati dell’horror videoludico grazie proprio alla capacità di trasformare un ambiente apparentemente ordinario in una fonte continua di tensione. La preparazione delle salme, le procedure ripetitive e il silenzio dell’obitorio diventano infatti il terreno ideale per un orrore costruito più sull’attesa e sull’incertezza che sulla semplice accumulazione di jump scare.
E proprio l’attenzione ai personaggi sembra essere uno dei punti centrali della versione cinematografica. Kipp ha raccontato di aver incontrato diversi giovani operatori funerari durante la preparazione del film, rimanendo colpito dalla loro «compassione e integrità». Da queste conversazioni è nata anche una riflessione sul rapporto di Rebecca con il proprio lavoro: una professione che, nonostante la sua natura macabra, può diventare per alcune persone una forma di dedizione e persino di rigenerazione.
Jeremiah Kipp, regista newyorkese già autore dell’horror Slapface per AMC+ e Shudder e di opere come Don’t Pick Up, Draw Up and Stare, Black Wake e The Sadist, guarda dunque al videogame cercando di conservarne soprattutto l’atmosfera, il senso di solitudine e quella particolare paura che nasce quando non siamo più sicuri che ciò che vediamo appartenga alla realtà.
Per Kipp, del resto, l’horror non è soltanto una questione di paura. Il regista cita come proprio riferimento principale il compianto Jonathan Demme, del quale apprezza l’amore per gli attori e per ogni elemento della costruzione cinematografica. Un approccio che sembra voler applicare anche a The Mortuary Assistant, mettendo Rebecca e Raymond al centro di un incubo nel quale il soprannaturale e il dramma psicologico procedono sullo stesso piano.
Ora il primo assaggio arriva con il trailer italiano.
L’appuntamento con l’incubo della River Fields Mortuary è fissato al 3 settembre, quando The Mortuary Assistant – Anatomia di un incubo arriverà nelle sale italiane distribuito da Madison Pictures.
Roberto Giacomelli













HorrorCult è tornato! Lo storico portale web dedicato al mondo del cinema horror. 


























Lascia un commento