Ting: un dark fantasy sui traumi della guerra

C’è qualcosa di profondamente disturbante – e allo stesso tempo affascinante – in Ting, il nuovo lungometraggio diretto da Maximilien Dejoie. Un progetto che affonda le radici nel dark fantasy, ma che promette di intrecciare immaginario storico e orrore emotivo in una dimensione visiva fortemente evocativa.

Ambientato negli ultimi anni della Prima Guerra Mondiale, il film segue la giovane Marilì, alle prese con il lutto e l’assenza del padre, medico al fronte. È proprio attraverso le lettere che lui le invia che prende forma “Ting”: una creatura oscura, mostruosa, che sembra incarnare non solo la perdita personale, ma anche i traumi collettivi di un’epoca segnata dalla guerra e dalla malattia.

Il progetto si distingue anche per la sua dimensione produttiva internazionale. Coproduzione tra Italia e Regno Unito, Ting mette insieme alcune delle maestranze più interessanti del cinema di genere contemporaneo, soprattutto per quanto riguarda la creazione della creatura. Il design è firmato da Luke Fisher (Mercoledì, Rogue One: A Star Wars Story, Andor), mentre la realizzazione animatronica è affidata a Gustav Hoegen (Star Wars: Il risveglio della Forza, Jurassic World, Ex Machina) e a Tristan Versluis (The Batman, candidato all’Oscar per 1917). Un team che lascia intendere quanto il film punti su un horror “fisico”, concreto, lontano dall’artificiosità della sola CGI.

L’immaginario visivo del 1918 prende forma grazie alla scenografa Carlotta Desmann (David di Donatello per Le Déluge) e ai costumi di Cristina Borgogna, mentre la fotografia è affidata a Caroline Bridges. A completare l’atmosfera contribuisce la colonna sonora eterea firmata da Ginevra Nervi, elemento chiave per costruire il senso di inquietudine che attraversa il film.

Il cast è guidato da Mariandrea Cesari nel ruolo di Marilì, affiancata da Stefano Cassetti (il padre), Mina Kavani (la madre) e dal giovane esordiente Michele Ronco nei panni del fratellino Giò. Attorno a loro ruota un microcosmo fatto di figure adulte e istituzionali: Camilla Brandenburg, Federico Tolardo, Pia Lanciotti, Gerti Drassl e Igne Barkauskaite. Completano il cast Irene Vetere e Pietro Mazzarino, quest’ultimo chiamato a dare corpo proprio alla creatura Ting.

Prodotto da Roberto Cavallini e Wilfried Gufler per Albolina Film, James Heath per Randan / Ting Film Ltd e Mattia Puleo per Cinefonie, il film ha beneficiato del sostegno di importanti istituzioni come Creative Europe MEDIA, il Ministero della Cultura, IDM Film Commission Südtirol, Screen Scotland e Film Commission Torino Piemonte. Un percorso produttivo lungo e articolato, iniziato otto anni fa e sostenuto anche da programmi come l’EAVE Producers Workshop e lo European Genre Forum.

Le riprese si sono svolte tra febbraio e marzo 2026 tra Piemonte e Alto Adige, e il film è attualmente in fase di post-produzione.

Ma Ting ha già iniziato a farsi notare nel circuito internazionale: è stato infatti selezionato per Fantastic 7, lo showcase dedicato al cinema di genere organizzato dal Marché du Film di Cannes in collaborazione con il Festival di Sitges. Un contesto che ogni anno seleziona sette progetti da tutto il mondo e che, per questa edizione, vedrà come padrino Takashi Miike.

Un riconoscimento importante per un film che promette di inserirsi con decisione nel panorama del fantastico europeo, portando con sé un’idea precisa di cinema: quella in cui il mostro non è solo una presenza da temere, ma una manifestazione concreta di ciò che non riusciamo a elaborare. E forse, proprio per questo, ancora più spaventosa.

La Redazione

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