Una di famiglia – The Housemaid, la recensione

La carriera dello statunitense Paul Feig non è sicuramente stata caratterizzata da film memorabili, nonostante le due – ancora oggi inspiegabili – candidature agli Oscar per Le amiche della sposa; eppure, il regista dell’odiatissimo reboot al femminile di Ghostbusters sta seguendo un percorso incredibilmente vario, a tratti perfino schizofrenico, che dalla predilezione per la commedia sta progressivamente spostandosi verso il thriller. Un piccolo favore era l’ideale passaggio di testimone da un genere all’altro, vista la sua schietta contaminazione tra commedia al femminile e giallo/mistery, ma con Una di famiglia – The Housemaid, notiamo un ancora più deciso passo, visto che questo “bizzarro” thriller riesce perfino a mettere le mani nel torture porn senza tralasciare incredibilmente uno sguardo al romanzetto rosa.

La giovane Millie (Sydney Sweeney) è alla disperata ricerca di un lavoro e di un alloggio che le permettano di usufruire della libertà condizionata, per questo non si fa scrupoli a mentire per essere assunta da Nina Winchester (Amanda Seyfried) come governante. Nonostante non riponesse troppe speranze in questo azzardatissimo colloquio di lavoro, Millie viene assunta e instaura immediatamente con Nina un particolare feeling.

Ma l’idillio dura ben poco perché la Signora Winchester mostra un grave bipolarismo che la porta ad accanirsi proprio su Millie, affidandole compiti impossibili e trattandola in maniera umiliante. Anche la piccola Cecilia nutre inspiegabilmente ostilità verso la governante e solo Andrew (Brandon Sklenar), l’avvenente marito di Nina, tratta in maniera gentile la ragazza, cercando di rimediare a tutti i capricci e le torture psicologiche della moglie. Eppure, qualcosa in casa Winchester non torna…

Tratto dal primo dei quattro romanzi di Freida McFadden della saga di The Housemaid, pubblicato nel 2022 e diventato immediatamente un bestseller internazionale, Una di famiglia ha due incredibili frecce al proprio arco: l’imprevedibilità narrativa e le due interpreti principali.

Adattato per il grande schermo dalla sceneggiatrice Rebecca Sonnenshine (le serie tv The Vampire Diaries, The Boys e Archive 81), Una di famiglia – The Housemaid riesce a cambiare continuamente pelle nel corso dei suoi 130 minuti di durata. Così, ogni volta che lo spettatore pensa di sapere dove il film lo stia conducendo, c’è un twist che lo porta altrove.

È una mossa furba che riesce a rendere molto avvincente una storia che, raccontata in un altro modo, non lo sarebbe stato affatto; così si parte da un intreccio mistery, in cui ogni personaggio sta palesemente nascondendo qualcosa, per virare verso il romance ingenuo e pruriginoso.

Giunti a metà film, infatti, ci si sente quasi in imbarazzo per quello che accade sullo schermo, con scenette “focose” montate, musicate e recitate davvero male come se ci si trovasse in uno di quei sottoprodotti di 50 sfumature di grigio che hanno proliferato sulle piattaforme streaming.

Ma… ehi… ulteriore twist! Dal thriller al femminile spudoratamente anni ’90 siamo passati a un frullatino di 50 sfumature, After e 365 giorni, per tornare poi al thriller. Ma le cose si fanno decisamente più serie e Una di famiglia – The Housemaid comincia ad assumere le sembianze del film paranoico, poi dell’horror, con punte di torture porn, fino al revenge-movie.

E tutto questo avviene con tale naturalezza e sfacciataggine da lasciare il dubbio che Una di famiglia sia un film incredibilmente intelligente e ben costruito oppure solo un minestrone con la proverbiale “botta di culo”. A ognuno di noi il compito di trarne le conclusioni.

E veniamo all’altro nodo cruciale del film: le due protagoniste.

Da una part c’è Amanda Seyfried nel ruolo di Nina, sicuramente il personaggio più ambiguo e difficile da gestire, tanto in scrittura quanto in recitazione. E la Seyfried se la cava alla grande, dando a Nina un carattere bipolare molto carico ma perfettamente in linea con il tono sopra le righe di tutto il film. Pianti, risate, scatti d’ira, cattiverie, complicità: Nina Winchester è un personaggio incredibilmente volubile e stratificato che l’evoluzione del film porta ad essere inquadrato da prospettive differenti.

L’altro volto della medaglia è Millie, interpretata da una sempre splendida Sydney Sweeney, attrice che sta dimostrando di essere incredibilmente versatile e molto intelligente nelle scelte, nonostante sia presa periodicamente di mira dai soliti stolti leoni da tastiera. Millie è un personaggio molto più complesso di quanto possa inizialmente apparire vittima e carnefice, donna dal passato torbido in cerca di riscatto, manipolata e manipolatrice. Insomma, Millie è tutta da scoprire e la Sweeney le dona un gran carisma.

Di contro, abbiamo un personaggio maschile – Andrew Winchester – interpretato dal semi sconosciuto Brandon Sklenar (Drop – Accetta o rifiuta e It Ends With Us), che fa l’esatto contrario delle controparti femminili: prevedibile nella sua evoluzione e interpretato in maniera abbastanza sciatta. Anche se la chicca è rappresentata dal giardiniere italiano Enzo interpretato da Michele Morrone, scritto malissimo (sembra in maniera voluta!) e interpretato in modo ridicolo dal protagonista di Subservience.

È un oggetto strano Una di famiglia – The Housemaid, dunque, sicuramente furbo nell’accalappiare l’attenzione, spesso cheap, a tratti sorprendente. Nonostante la scrittura femminile e la voglia di inserirsi (un po’ maldestramente) nel filone post-femminista, si vede che la vicenda è filtrata da uno sguardo maschile per come indugia sul corpo di Sydney Sweeney più che su quello di Brandon Sklenar e spinge la mano sulle truculenze quando il racconto lo richiede. A conti fatti, si ha tra le mani un thriller singolare che si presta tantissimo a dividere: a qualcuno piacerà tantissimo, qualcun altro non esiterà a bollarlo come trash. Ma di certo è perfetto per alimentare discussioni.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Un film imprevedibile che cambia pelle almeno 4 volte nel corso della sua durata.
  • Amanda Seyfried e Sydney Sweeney sono molto brave.
  • Alcuni momenti genuinamente trash che ti fanno dubitare di quello che stai guardando.
  • I personaggi maschili, praticamente ridicoli.
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)
Una di famiglia - The Housemaid, la recensione, 6.5 out of 10 based on 2 ratings

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.