Una pura formalità: l’opera più enigmatica di Tornatore arriva finalmente in Blu-ray
Fra i titoli home video più interessanti dalle ultime settimane c’è sicuramente Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, finalmente disponibile per la prima volta in Blu-ray Disc grazie a Mustang Entertainment. Un debutto in alta definizione che rende finalmente giustizia a uno dei film più particolari e affascinanti del regista siciliano, un’opera del 1994 che riunisce sullo schermo due autentici giganti come Gérard Depardieu e Roman Polanski, accompagnati dalle musiche di Ennio Morricone. Un film che, a oltre trent’anni dall’uscita, continua a distinguersi per la sua natura fuori dagli schemi e per una costruzione narrativa ancora oggi sorprendente.
Tra giallo, teatro e metafisica: il labirinto di Giuseppe Tornatore.
Nel cuore di una notte battuta dalla pioggia, un uomo sporco di fango e privo di documenti viene fermato dalla polizia e condotto in un vecchio commissariato sperduto nel nulla. Dice di chiamarsi Onoff, celebre scrittore da tempo ritiratosi dalla vita pubblica, ma qualcosa non torna: non ricorda dettagli fondamentali del proprio passato e cade continuamente in contraddizione. Ad accoglierlo c’è un enigmatico commissario che, invece di limitarsi a un normale interrogatorio, sembra conoscere aspetti della sua vita che nessun altro dovrebbe sapere. Quello che nasce come un semplice accertamento d’identità si trasforma progressivamente in un confronto psicologico sempre più serrato, destinato a condurre entrambi verso una verità imprevedibile.
Arrivato dopo il successo internazionale di Nuovo Cinema Paradiso (di cui abbiamo parlato qui) e Stanno tutti bene, Una pura formalità rappresenta probabilmente uno dei lavori più audaci della carriera di Giuseppe Tornatore. Se il regista aveva già dimostrato una straordinaria capacità nel raccontare la memoria e i sentimenti, qui sceglie invece di confrontarsi con un’opera quasi astratta, sospesa tra thriller psicologico, dramma esistenziale e riflessione metafisica.
È un oggetto decisamente insolito per il cinema italiano dell’epoca. Gran parte della narrazione si sviluppa all’interno di un’unica ambientazione, con una struttura quasi teatrale che vive soprattutto del confronto verbale fra i due protagonisti. Tornatore costruisce un raffinato gioco di specchi fatto di ricordi, omissioni e identità sfuggenti, alimentando continuamente il dubbio nello spettatore fino a un epilogo che sposta il film su coordinate apertamente fantastiche e metafisiche, senza però tradire la coerenza del racconto.
L’influenza della letteratura fantastica e del gotico psicologico è evidente, così come il debito nei confronti di autori quali Kafka e Borges, mentre la riflessione sul senso di colpa e sul giudizio assume quasi contorni danteschi. Tornatore dosa magistralmente ogni elemento, affidandosi anche alla fotografia di Blasco Giurato, capace di trasformare il commissariato in un luogo fuori dal tempo, e alle immancabili musiche di Ennio Morricone, essenziali nel creare quell’atmosfera sospesa che accompagna l’intera vicenda.
Naturalmente il cuore pulsante del film resta il confronto fra Gérard Depardieu e Roman Polanski. Il primo offre una delle interpretazioni più intense della sua carriera europea, oscillando continuamente fra smarrimento, rabbia e vulnerabilità; il secondo, pur non essendo un attore professionista a tempo pieno, costruisce un commissario ambiguo, ironico e inquietante, dominando la scena con uno stile asciutto e magnetico.
Presentato in concorso al Festival di Cannes del 1994, il film divise inizialmente parte della critica proprio per la sua natura sfuggente e poco classificabile, mentre col tempo è stato progressivamente rivalutato fino a essere considerato una delle opere più personali e coraggiose di Tornatore. Sul piano commerciale non replicò i numeri di Nuovo Cinema Paradiso, ma si è conquistato negli anni uno status di autentico cult per gli appassionati del regista.
Il Blu-ray Mustang: finalmente l’alta definizione anche in Italia.
Una pura formalità non era mai stato pubblicato prima in alta definizione nel nostro Paese. Mustang Entertainment propone un’edizione essenziale ma complessivamente convincente, capace di valorizzare un film costruito soprattutto su fotografia e atmosfera.
Il trasferimento in Full HD offre un deciso passo avanti rispetto alle precedenti edizioni in DVD. L’immagine restituisce una grana cinematografica naturale e un quadro generalmente stabile, con un livello di dettaglio soddisfacente soprattutto nei primi piani dei protagonisti e negli interni del commissariato, dove emergono con maggiore precisione texture, oggetti e particolari scenografici. Le tonalità fredde e livide della fotografia vengono riprodotte con buona fedeltà, mentre i neri mantengono una discreta profondità, fondamentale per preservare il carattere cupo e quasi irreale dell’opera. Qualche lieve flessione è percepibile nelle sequenze più buie, ma si tratta di limiti fisiologici che non compromettono una visione complessivamente molto piacevole.
Sul versante audio troviamo una resa adeguata al tipo di produzione: la traccia italiana è in DTS-HD 2.0 e i dialoghi risultano sempre limpidi e ben intelligibili, mentre la colonna sonora di Ennio Morricone conserva tutto il proprio fascino grazie a una riproduzione equilibrata e pulita. Non siamo di fronte a un film che punta sulla spettacolarità sonora, ma il mix accompagna con efficacia la continua tensione psicologica della narrazione.
Piuttosto essenziale il comparto extra. Troviamo una curiosa sequenza del film proposta nelle versioni francese e tedesca e una galleria di trailer. Materiali che fanno piacere, ma considerando l’importanza dell’opera e la sua prima pubblicazione italiana in Blu-ray, sarebbe stato lecito aspettarsi un apparato di approfondimenti decisamente più ricco.
Roberto Giacomelli
UNA PURA FORMALITÀ di Giuseppe Tornatore
Formato: Blu-ray disc
Label: Mustang Entertainment
Video: 2,35:1 Anamorfico 1080p
Audio: 2.0 DTS HD Italiano
Sottotitoli: Italiano NU
Extra: Sequenza in francese e tedesco, Trailers.













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