No Other Choice – Non c’è altra scelta. Il lavoro come lotta darwiniana: la recensione del film di Park Chan-Wook

Una villetta dalla bellezza abbagliante, una famiglia perfetta, un’azienda che premia i suoi dipendenti con delle anguille, You Man-su (Lee Byung-hun) ha tutto. Un’introduzione, quella di No Other Choice – Non c’è altra scelta, che col senno di poi appare ferocemente ironica: l’azienda di carta dove You Man-su ha lavorato per 25 anni è stata acquistata da un’impresa americana che sta portando grandi cambiamenti ed una profonda serie di tagli con l’accetta (dal titolo del libro The Ax di Donald Westlake da cui il film è ispirato), o di tagli di testa, come chiamano invece il licenziamento i coreani.

Park Chan-wook torna alla Mostra del Cinema di Venezia con un film che parla di lavoro, di disparità sociale, di disoccupazione in un tono sempre al confine tra tragedia e commedia, in una sorta di romanzo di formazione in cui l’ingenuo You Man-su impara le regole del mercato del lavoro neoliberista in cui la parola d’ordine è competere ed il fine giustifica qualsiasi mezzo. D’altronde, non c’è altra scelta, riecheggiando il motto Thatcheriano “There is no alternative”.

Dopo mesi di disperazione, centri per disoccupati, ricadute nell’alcolismo e problemi economici crescenti per tutta la famiglia, La scelta di You è infatti radicale: uccidere i potenziali concorrenti alla sua posizione in modo da rimanere il miglior candidato possibile.

La famiglia di You Man-su è infatti impegnata in una guerra, ma non contro le multinazionali e i giganti corporativi che monopolizzano il mercato, distruggono le foreste, riducono la qualità dei prodotti per fare economia di scala e sostituiscono impiegati con intelligenze artificiali “tagliando le teste” ad intere famiglie. Loro seguono solo le regole del profitto economico e sono nel giusto, non hanno altra scelta. La guerra di You Man-su è una guerra tra poveri, in cui l’obiettivo sono altri disoccupati come lui, spesso molto simili a lui, ma migliori di lui. Non c’è altra scelta.

You Man-su, a parte in una poco convinta protesta iniziale, non mette mai in discussione lo status quo, l’ingiustizia non diventa movente di unione corporativa in movimenti sociali, ma è una questione individuale, per cui l’obiettivo non è creare condizioni migliori per il lavoro in modo che tutti stiano meglio, ma riprendere singolarmente il proprio posto a scapito degli altri in una lotta darwiniana di tutti contro tutti.

Una lotta inevitabilmente dai toni grotteschi che porta il protagonista in un vortice di violenza, tutto non per diventare ricco o potente ma semplicemente per poter tornare come prima, per soddisfare il sogno della media borghesia di avere una casa ed una famiglia. In tutto questo You Man-su dovrà affrontare i suoi rapporti interni con la famiglia, ma anche esterni con conoscenti, colleghi e amici verso cui vogliono mostrare che nulla sia cambiato anche se tutto sta cambiando.

Ma tutto è già cambiato radicalmente nello stesso tessuto sociale e produttivo, per cui quello che era stato perso in realtà non esiste più. Perché quel mondo non esiste più. L’unica soluzione è adattarsi, o scomparire. Non c’è altra scelta.

No Other Choice – Non c’è altra scelta uscirà nei cinema italiani l’1 gennaio 2026 distribuito da Lucky Red.

Mario Monopoli

PRO CONTRO
Un film che tratta molti temi importanti a livello sociale, in particolare uno che viene spesso trascurato: il lavoro. Non si riscontrato reali punti deboli.
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