Zootropolis 2, la recensione

Quando nel 2016 arrivò nelle sale Zootropolis, fu subito chiaro che non si trattava del solito Classico Disney: una detective story mascherata da favola animale, un buddy movie realizzato con la tecnica dell’animazione, una satira sociale più acuminata di quanto ci si potesse aspettare da un prodotto mainstream. Un successo di pubblico e critica notevole, uno dei migliori classici Disney degli ultimi quindici anni, senza se e senza ma. Strano, quindi, che siano serviti ben nove anni per partorire un sequel! Ne sarebbero passati anche di più, probabilmnete, se non fosse che The Walt Disney Company, vista la recente crisi creativa, sta sfruttando sempre più ogni IP di successo disponibile. Non sorprende dunque che Zootropolis 3 sia già in cantiere.

Alla regia di Zootropolis 2 Byron Howard stavolta è affiancato da Jared Bush, chiamati a rimettere in moto una macchina che, seppur lubrificata alla perfezione, rischia di cigolare per mancanza di idee davvero nuove.

zootropolis 2

La poliziotta Judy Hopps e il neo-partner Nick Wilde sono decisamente sottovalutati dalla polizia di Zootropolis e nonostante abbiano impedito il piano criminale del sindaco Dawn Bellwether nel primo film, la mancata alchimia lavorativa sembra metterli per lo più nei guai. Per dimostrare di essere capaci nel loro lavoro, Judy e Nick decido di infiltrarsi al gala nella tenuta dei Linxley, la facoltosa famiglia di linci che in passato ha contribuito alla costruzione di Zootropolis brevettando le cosiddette “barriere termiche” che consentono la divisione della città in ecosistemi adatti a ogni specie animale. E proprio come Judy sospettava, qualcosa al gala va storto e una temibile vipera irrompe minacciando i Linxley e rubando un prezioso diario di famiglia. Quella vipera è il misterioso Gary De’Snake, un ambiguo rettile che sembra collegato al passato dei Linxley. Per una serie di circostanze, Judy e Nick finiscono per essere considerati complici del serpente, ricercati dalla stessa polizia di Zootropolis; il duo deve trovare e acciuffare Gary prima dei loro colleghi così da scoprire il motivo per cui ha rubato il diario dei Linxley. L’indagine li costringerà a confrontarsi con tensioni razziali mai del tutto sopite e con una complessa rete di pregiudizi che questa volta colpisce… i rettili.

Zootropolis 2

Ed è qui che il film svela la sua prima vera caratteristica: Zootropolis 2 è molto simile al primo, forse fin troppo. Se allora si raccontava la paranoia collettiva nei confronti dei predatori, qui il bersaglio sono i rettili, vittime di una macchina del fango costruita ad hoc nel corso dei decenni. Il meccanismo narrativo alla base dei due film è quindi molto simile, e se questo garantisce una struttura solida, allo stesso tempo rende il film meno sorprendente.

Judy e Nick, ormai affiatatissimi, non devono più imparare a fidarsi l’uno dell’altra, ma a capire come valorizzare i rispettivi punti di forza in modo complementare. Il film abbraccia con entusiasmo la dinamica da buddy movie, molto più esplicita rispetto al primo capitolo, e funziona richiamando certe dinamiche di coppia viste in molto cinema poliziesco anni ‘90: infatti, l’alchimia fra i due personaggi resta una delle grandi forze del franchise.

Zootropolis 2

Dove il film inciampa è nei nuovi personaggi. Gary De’Snake (egregiamente doppiato in italiano dal comico Max Angioni) è un personaggio simpatico ma non ha il carisma necessario per affiancare davvero i protagonisti, mentre la castorina podcaster Nibbles (che in Italia ha la voce di Michela Girault), pensata per essere l’elemento comico del team, risulta più fastidiosa che divertente. Ancora una volta, il meglio viene dal passato: non a caso il senso di divertimento cresce quando entra in scena il bradipo Flash.

Tecnicamente, nulla da dire: l’animazione è sontuosa, il worldbuilding sempre impressionante (qui ampliato a nuovi ecosistemi, come la zona paludosa abitata dai rettili) e l’azione coreografata con brillantezza. Ma sono soprattutto le citazioni cinefile a rubare la scena: da Ratatouille a Shining, passando per omaggi al noir e al cinema di spionaggio, il film è un parco giochi per spettatori attenti, che avranno bisogno di più visioni per scovare ogni riferimento.

Zootropolis 2

Il messaggio centrale resta quello della diversità come valore, una morale sacrosanta ma ormai abusata dalla Disney, presente anche in film come Encanto, Strange World, Red e Raya e l’ultimo Drago, nonché il primo Zootropolis. Qui ritorna con insistenza, diventando quasi ridondante, soprattutto perché ricalca quanto già fatto nel primo capitolo.

Alla fine, Zootropolis 2 resta un buon film, divertente, ben realizzato e capace di parlare a tutte le età senza ricorrere a stucchevoli numeri musicali. Ma è anche una copia più rifinita che coraggiosa, troppo simile al primo per risultare davvero necessaria. Dopo nove anni, ci si poteva attendere qualcosa di più.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • La coppia Judy–Nick funziona ancora alla perfezione.
  • Animazione di altissimo livello.
  • Citazionismo cinefilo ben dosato.
  • Come accaduto con Inside Out 2, un sequel fin troppo prudente.
  • Personaggi nuovi poco memorabili.
  • Messaggio nobile ma reiterato: inclusione e accettazione sono trattate con correttezza, ma senza nuova profondità.
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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Zootropolis 2, la recensione, 6.5 out of 10 based on 2 ratings

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