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Spider-Man: Brand New Day, la recensione
Da qualche anno si discute sempre più spesso della cosiddetta superhero fatigue, quella presunta stanchezza del pubblico nei confronti del cinema di supereroi che gli Studios continuano a negare, ma che gli incassi di molti blockbuster sembrano invece confermare. Eppure, se c’è un personaggio che continua a sfuggire a questa crisi, quello è proprio Spider-Man. Nel 2021 Spider-Man: No Way Home fu il film che contribuì più di ogni altro alla ripartenza delle sale dopo la pandemia, superando 1,9 miliardi di dollari d’incasso mondiale e diventando uno dei maggiori successi nella storia del box office. Parallelamente, le avventure animate di Miles Morales hanno conquistato pubblico e critica fino all’Oscar, mentre la serie Spider-Noire ha raccolto consensi dimostrando ancora una volta la straordinaria vitalità dell’Uomo Ragno. Era inevitabile, quindi, che il ritorno di Tom Holland nei panni di Peter Parker fosse uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. La buona notizia è che Spider-Man: Brand New Day non solo regge il peso di queste aspettative, ma riesce perfino a superarle, inaugurando una nuova fase del personaggio con sorprendente maturità.
Spider-Man: No Way Home, la recensione
I Marvel Studios l’hanno fatto di nuovo: hanno dato vita a un primato.
È indubbio che il Marvel Cinematic Universe sia il più grande universo cinematografico condiviso della Storia del Cinema, un universo che si è costruito film dopo film nell’arco di ormai tredici anni, esteso a serie tv, generato spin-off, tentativi d’imitazione. Insomma, ha creato un nuovo modello narrativo (e produttivo). Apice raggiunto con Avengers: Endgame nel 2019, che ancora oggi è il punto d’arrivo di un gigantesco arco narrativo. Fa strano, quindi, a distanza di soli due anni, trovasi dinnanzi a un altro film che punta a quel tipo di spettacolarità, a quell’enfasi narrativa, al raggiungimento di un climax oltre il quale viene difficile immaginare altro. Parliamo di Spider-Man: No Way Home che, se possibile, alza ancora di più il tiro in confronto a molti illustri colleghi dello stesso universo perché compie un gesto inimmaginabile fino ad oggi: donare una coerenza e una logica alle diverse saghe che Sony Pictures ha dedicato all’Uomo Ragno. Niente più reboot, quindi, ma tanti tasselli di un unico grande mosaico che si chiama Multiverso.
Tom Holland presenta Spider-Man: No Way Home in ologramma a Roma [video]
Senza dubbio, uno dei film più attesi di questo fine 2021 è il terzo capitolo della saga MCU di Peter Parker, Spider-Man: No Way Home che è da mesi al centro di una fantasiosa rete di rumors da parte dei fan della Marvel e ha fatto registrare dei dati di prevendite biglietto davvero impressionanti, a testimonianza che, al di là della “crisi” del cinema in sala generata dalla pandemia, alcuni film riescono comunque a muovere grandi flussi di spettatori. In attesa dell’uscita del film, distribuito solo al cinema da Sony Pictures dal 15 dicembre, abbiamo avuto modo di incontrare virtualmente l’attore protagonista Tom Holland dopo aver assistito, in anteprima, alla proiezione dei primi quaranta minuti del film.
Spider-Man: No Way Home. Svelato il primo trailer ufficiale
Chiesto in maniera a dir poco ossessiva dai numerosi fan e leakato nella giornata di ieri, arriva finalmente attraverso i canali ufficiali di Sony Pictures il tanto atteso teaser trailer di Spider-Man: No Way Home, terzo film stand-alone dedicato all’amichevole ragno di quartiere nato dalla sinergia produttiva tra Marvel Studios, Disney e Sony Pictures. Un trailer che, come previsto, ci immerge direttamente nel Multiverso, un vaso di Pandora scoperchiato nella serie Disney+ Loki e ora pronto a mettere Peter Parker faccia a faccia con alcune delle nemesi storiche dell’Uomo Ragno, che gli spettatori cinematografici già conoscono molto bene.
Drink da paura (o quasi): Spidey Parker
La creatività nel mondo dei drink travalica qualsiasi confine geografico, mentale e tematico. Drink ispirati a un amore, a un’emozione, ma anche a un oggetto, ai luoghi del cuore e a un film amato. L’ufficio stampa Carlo Dutto ci ha contattato per una divertente iniziativa che unisce il mondo dei cocktail con quel cinema di genere, a noi tanto caro.
Spider-Man: Far From Home, la recensione
Così come accaduto nel 2018, anche quest’anno i Marvel Studios hanno strutturato l’uscita dei loro film facendo seguire a un titolo importante e dai toni drammatici un film più leggero, utile a smorzare con umorismo e il linguaggio della commedia i fatti gravosi raccontati in primavera. Se lo scorso anno al primaverile Avengers: Infinity War ha fatto seguito l’estivo Ant-Man and the Wasp, ora all’intenso Avengers: Endgame segue Spider-Man: Far From Home. Ma attenzione, perché il secondo film assolo di Spider-Man non è solo un passatempo utile a temporeggiare in attesa di un nuovo film collettivo, ma si fa anche portatore di importanti sviluppi all’interno del Marvel Cinematic Universe.
Spider-Man: Un nuovo universo arriva in alta definizione blu-ray
Il 2018, per il cinema, è stata un’annata abbastanza ricca che ci ha regalato almeno due capolavori a tutto tondo: First Man – Il Primo Uomo di Damien Chazelle e la prima parte dell’epica battaglia galattica del MCU, Avengers: Infinity War. A questi due gioielli, comunque accompagnati da enormi aspettative, se ne è aggiunto un terzo che ha lasciato tutti a bocca aperta recitando la parte della “rivelazione dell’anno”. Parliamo di Spider-Man: Un nuovo universo, film d’animazione a marchio Sony Picture Animation che si è prefisso il compito di portare per la prima volta al cinema Miles Morales, il ragazzo di colore che prende il posto di Peter Parker sotto l’inconfondibile tuta dell’amichevole Spider-Man di quartiere. Un successo clamoroso che ha portato il film diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman a vincere l’oscar come miglior film d’animazione. Spider-Man: Un nuovo universo è finalmente disponibile in alta definizione blu-ray con Sony Pictures Home Entertainment.
Spider-Man: Un nuovo universo, la recensione
Se seguite le complesse questioni di diritti che attanagliano le major cinematografiche nello sfruttamento di personaggi Marvel, saprete sicuramente che Spider-Man è uno dei main characters della Casa delle Idee maggiormente conteso, anche perchè uno dei più popolari di sempre. Proprietà cinematografica di Sony Pictures, che ne ha realizzato ben cinque film, Spider-Man è stato corteggiatissimo dalla Disney nell’incarnazione dei Marvel Studios per l’inserimento del personaggio nell’UCM, cosa che è avvenuta nel 2016 a partire da Captain America: Civil War con un contratto di co-partecipazione tra Studios. La Sony, però, non ha rinunciato all’amichevole ragno di quartiere e oltre ad avviare un suo universo formato da super-villains (il primo tassello è stato Venom), ha avuto la pensata di produrre un film d’animazione che esplorasse le potenzialità del Ragnoverso, espediente che permette all’Uomo Ragno di casa Sony di convivere idealmente con quello di casa Disney senza necessità di reboot e potenziale confusione.
Spider-Man: Homecoming, la recensione
La vita cinematografica dell’Uomo Ragno è piuttosto articolata e longeva, tanto da farne l’eroe Marvel Comics più “sfruttato” da Hollywood. L’amichevole Spider-Man di quartiere, che ha avuto i natali nel lontano 1962 per mano Stan Lee e Steve Ditko, ha cominciato la sua avventura sul grande schermo già nel 1977, quando arrivò nei cinema L’Uomo Ragno, episodio cinematografico della serie tv The Amazing Spider-Man prodotta da CBS, a cui fecero seguito L’Uomo Ragno colpisce ancora (1978) e L’Uomo Ragno sfida il Drago (1979). Dopo la serie e i film interpretati da Nicholas Hammond, in molti si interessarono a un adattamento cinematografico del fumetto, da Roger Corman a Menahem Golan e Yoram Globus della Cannon Films, fino a James Cameron, che era a un passo da portare al cinema in grande stile il super-eroe contro l’Uomo Sabbia ed Electro in quel degli anni ’90.
Chi sarà il nuovo volto di Spider-Man? I primi nomi in lizza…
Ieri la notizia che ha monopolizzato le redazioni di cinema è stata senza dubbio l’annuncio dell’accordo tra Sony Pictures e Marvel Studios sul futuro del franchise di Spider-Man, che nel 2017 tornerà in un film tutto suo che andrà a inserirsi nella continuity dell’universo cinematografico Marvel (qui tutti i dettagli).
Ma come ben sappiamo, Andrew Garfield non tornerà a vestire i panni di Peter Parker/Spider-Man ne Marc Webb a dirigere la pellicola e, riguardo la scelta dell’attore, la Marvel è intenzionata a mostrare un Peter Parker adolescente, così da inquadrarlo ai tempi del liceo.









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