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Alessandro Taini, dall’illustrazione al cinema: intervista a un italiano che costruisce mondi a Los Angeles

Dall’illustrazione al concept art, dai videogiochi all’animazione, fino al cinema: il percorso professionale di Alessandro Taini, conosciuto nel mondo dell’arte e dell’intrattenimento anche con lo pseudonimo di Talexi, attraversa alcuni dei territori più affascinanti della costruzione dell’immaginario contemporaneo. Originario di Genova, Taini vive e lavora oggi a Los Angeles, dove ha messo il suo talento al servizio di importanti produzioni internazionali.

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I Recuperoni: Sons of Anarchy, Shakespeare sull’Harley

Tra il 2008 e il 2013, Breaking Bad – una delle serie simbolo della televisione del nuovo millennio, ancora oggi quasi imbattuta per consenso di pubblico e critica – spadroneggiava nei blog, nelle pagine Facebook e nei nascenti canali YouTube del pianeta. Parlare del nuovo episodio di Breaking Bad era la carta vincente per iniziare una small talk con perfetti sconosciuti o per tenere in vita anche le relazioni più tiepide. Di fronte a un simile pilastro della televisione contemporanea, una serie crime, per farsi notare, avrebbe dovuto possedere tutti i crismi del caso, soprattutto se trasmessa nello stesso periodo. E così accadde. I 92 episodi di Sons of Anarchy furono trasmessi sul canale americano FX dal 2008 al 2014; in Italia, la serie – ora disponibile su Disney+ insieme alle cinque stagioni dello spin-off Mayans M.C. – fu mandata in onda da Sky.

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Il male abita in provincia: cinquant’anni de La casa dalle finestre che ridono

Se esiste un merito che distingue davvero La casa dalle finestre che ridono da gran parte del cinema di paura italiano degli anni Settanta, non è semplicemente quello di essere un grande horror. È quello di essere un horror profondamente italiano. Fino a quel momento il nostro cinema di genere aveva dialogato soprattutto con modelli internazionali: il gotico guardava ai castelli della Hammer, ai manieri immersi nella brughiera, ai vampiri e ai mostri della tradizione anglosassone; il giallo aveva trovato una sua identità, ma restava fortemente influenzato da una messa in scena stilizzata. Pupi Avati sceglie invece una strada completamente diversa. Prende il male e lo cala in un paesaggio che appartiene alla memoria collettiva italiana.

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Il branco torna in DVD: perché il film più feroce di Marco Risi continua a far male

A oltre trent’anni dalla sua uscita, Il branco diretto da Marco Risi nel 1994 torna disponibile in DVD grazie a Mustang Entertainment in una nuova edizione rimasterizzata che riporta finalmente sul mercato uno dei titoli più duri e importanti del cinema italiano degli anni Novanta.

L’ultima pubblicazione risaliva infatti al 2003, quando CG Entertainment ne realizzò un DVD ormai fuori catalogo da moltissimo tempo e diventato quasi introvabile per i collezionisti. La nuova edizione rappresenta quindi un ritorno importante, soprattutto perché propone un master video decisamente più pulito e definito rispetto al precedente disco, con una resa dell’immagine più stabile e dettagliata. Di contro, Mustang rinuncia completamente ai contenuti speciali presenti nell’edizione CG, che includeva una interessante intervista a Marco Risi capace di contestualizzare il film e il delicato lavoro svolto durante la realizzazione. Una perdita non trascurabile per chi ama approfondire la storia produttiva delle opere.

Al di là dell’aspetto editoriale, però, il vero motivo per recuperare Il branco resta naturalmente il film stesso.

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Tratto da una storia vera: i crimini reali che sono entrati nella Storia del Cinema

Prendiamo un dato di fatto che potremmo anche considerare scomodo: il cinema di finzione, quando vuole raccontare il crimine, non regge il confronto con la realtà. Non perché manchino sceneggiatori bravi, anzi, ma perché la realtà produce situazioni, personaggi e dinamiche che nessuno avrebbe il coraggio di inventare. Cosa succederebbe se uno sceneggiatore portasse in sala la storia di un uomo che per sei anni si spaccia per pilota, medico e avvocato incassando assegni falsi in dodici paesi? Potrebbe sembrare inverosimile. Eppure Frank Abagnale Jr. esiste davvero e la sua storia è finita nel curriculum di Steven Spielberg con Prova a prendermi.

La scritta “basato su una storia vera” non è un marchio di qualità automatico, ma film tratti da storie vere a tema criminale occupano da sempre uno spazio privilegiato nel pantheon dei capolavori proprio perché portano in sala qualcosa che lo spettatore non può sminuire a semplice intrattenimento: sono fatti accaduti, persone reali, conseguenze che non si chiudono con i titoli di coda.

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Supergirl (1984): la favola fantasy che nessuno voleva vedere

Ogni volta che un nuovo cinecomic arriva nelle sale, inevitabilmente si torna a guardare indietro. L’arrivo del nuovo Supergirl, diretto da Craig Gillespie e tratto dall’acclamata miniserie Supergirl: Woman of Tomorrow di Tom King e Bilquis Evely, segna il ritorno cinematografico da protagonista di Kara Zor-El dopo oltre quarant’anni. Un’occasione perfetta per riscoprire Supergirl – La ragazza d’acciaio, il lungometraggio diretto da Jeannot Szwarc nel 1984 che tentò di ritagliarsi uno spazio all’interno del franchise inaugurato da Superman di Richard Donner, finendo però rapidamente etichettato come un clamoroso fallimento.

Eppure, riguardandolo oggi, il film interpretato da Helen Slater racconta molto più del suo insuccesso commerciale. Perché forse il problema non era tanto quello che il film voleva essere, quanto ciò che il pubblico si aspettava di vedere.

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Non solo Scary Movie: i film demenziali sono una cosa seria!

Lo scorso 5 giugno è uscito nelle sale cinematografiche il sesto capitolo di Scary Movie, l’amatissima saga parodica cominciata negli anni Duemila, diretta e interpretata dai fratelli Wayans, che per l’occasione tornano a prendere le redini del comando dopo che, nel 2003 e nel 2006, il terzo e il quarto capitolo erano stati diretti da quel portento di David Zucker — l’uomo de L’aereo più pazzo del mondo e di Una pallottola spuntata — prima del tracollo che fu Scary Movie 5, del 2013, firmato da Malcolm D. Lee (La bottega del barbiere 3, Space Jam: New Legend).Poiché la saga conta ben sei capitoli, possiamo affermare che, dai fratelli Lumière a oggi, nella storia del cinema parodico e demenziale non è mai esistito un ciclo di film che possa vantare, pur col passare degli anni e pur con qualche caduta di stile, un pubblico così fedele come quello di Scary Movie.

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I Dominatori dell’Universo: la storia del film che portò He-Man a Hollywood

Trovandomi in pieno mood Eternia per l’uscita del nuovissimo Masters of the Universe, ci calzava a pennello un rewatch del primo adattamento cinematografico del 1987, arrivato in Italia come I Dominatori dell’Universo. Un film che per molti rappresenta ancora oggi una sorta di peccato originale dei MOTU sul grande schermo, mentre per altri è diventato negli anni un piccolo cult da rivalutare. La verità, come spesso accade, potrebbe stare nel mezzo.

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Good Omens: (non tanto) buona Apocalisse a tutti!

Good Omens, serie prodotta da Prime Video, nasce nel 2019 come adattamento del romanzo Buona Apocalisse a tutti!, scritto a quattro mani da Neil Gaiman e Terry Pratchett nel 1990. La trama del romanzo viene trasposta nella prima delle tre stagioni della serie, laddove le successive risultano essere una continuazione ideata dal solo Gaiman.

Il fulcro della prima stagione risiede nell’alleanza tra l’angelo Aziraphale (Michael Sheen) e il demone Crowley (David Tennant) per impedire la fine del mondo. Tale evento dovrebbe avvenire ad opera dell’Anticristo, portato sulla Terra 11 anni prima dalle forze dell’Inferno sotto forma di neonato. Non è la prima volta che Aziraphale e Crowley si trovano a collaborare: nei secoli, la loro improbabile amicizia si è consolidata, in nome del condiviso amore per i piaceri della vita terrena.

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La Champions League nel mondo del cinema: tutti i film in cui la competizione viene citata, raccontata, spiegata

Quando si pensa a un torneo come la Champions League è assolutamente naturale immaginare spettacolo e toni epici perfetti per la narrazione sportiva. Non è un caso che, tra grandissime rimonte, risultati netti e altri piuttosto sorprendenti, la coppa dalle grandi orecchie abbia attirato l’attenzione anche dei media. Soprattutto nel cinema, la Champions League ha trovato uno spazio rilevante, spesso senza fermarsi al mero citazionismo.

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