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The Beauty a Roma: il cast svela ambizioni, temi e ossessioni della nuova serie horror di Ryan Murphy
Roma è stata la cornice scelta per la presentazione italiana di The Beauty, la nuova serie horror ideata da Ryan Murphy in arrivo su Disney+ dal 22 gennaio con i primi tre episodi. In una conferenza stampa ricca di spunti e riflessioni, il cast internazionale ha parlato dei temi al centro della produzione, della propria esperienza sul set e delle motivazioni che li hanno spinti ad aderire a un progetto così ambizioso.
Tra i protagonisti presenti alla conferenza, ciascuno con un ruolo significativo nel racconto, Evan Peters, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Ashton Kutcher hanno condiviso con i giornalisti romani le loro impressioni sul lavoro con Murphy, sul significato della serie e su quel delicato equilibrio tra bellezza, perfezione e identità umana che The Beauty esplora.
Stranger Things: 10 citazioni fanta-horror che infestano la serie e timeline ragionata delle influenze
Stranger Things si è concluso: dopo 9 anni e 5 stagioni la serie più celebre e iconica di Netflix ha scritto la parola fine con un lungo episodio che la notte del 1° gennaio ha mandato in crash la piattaforma streaming. Qui non vogliamo analizzare il finale di stagione, ma fare un passo immersivo dentro la serie dei fratelli Duffer per cercare le influenze cinematografiche che hanno forgiato la forte personalità di questa serie.
Parlare di Stranger Things solo come di un’operazione nostalgia è riduttivo. Certo, gli anni ’80 sono ovunque: biciclette, walkie-talkie, sintetizzatori, abbigliamento, poster alle pareti. Ma sotto la superficie rassicurante del citazionismo pop, la serie dei fratelli Duffer lavora su un immaginario molto più cupo, uscito direttamente dal cinema horror e fantascientifico, quello della mutazione e della perdita di controllo.
Fantaghirò: la confort saga tutta italiana, tra kitsch e creatività
Come ogni anno, in casa Mediaset non si addobba l’albero se prima non si è programmata l’ennesima maratona di Fantaghirò, quest’anno fissata per il 31 dicembre sul canale 27 a partire dalle 19. Anche se sappiamo già che i veri aficionados hanno già fatto il binge watching stagionale su Disney+, dove la serie è disponibile dal 5 novembre.
Per chi fosse nato esattamente ieri, la saga di Fantaghirò consiste in una miniserie in cinque film da tre ore ciascuno, divisi in due parti che per decenni sono stati riproposti come repliche sulle reti Mediaset. L’inizio di questo vero e proprio rituale mediatico avvenne nelle serate del 22 e del 23 dicembre 1991 su Canale 5; il boom di ascolti della mini-fiction fu tale che il regista Lamberto Bava diresse non solo i quattro seguiti (usciti rispettivamente nei periodi natalizi del ’92,’93,’94 e ‘96) ma realizzò altri prodotti della medesima stoffa, seppur di diverso pregio, quali Desideria e l’anello del drago, La principessa e il povero, Sorellina e il principe del sogno (quest’ultimo è divenuto leggendario solo per il fatto che Christopher Lee è il cattivo e Valeria Marini la fata buona).
Avatar: Fuoco e Cenere: la conferenza stampa milanese con il cast
Martedì 9 dicembre, a Milano, si è svolta la conferenza stampa di Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga fantascientifica di James Cameron. A incontrare la stampa italiana c’erano Sam Worthington, Stephen Lang, Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss e Jack Champion, protagonisti di un film che promette di espandere ulteriormente l’universo dei Na’vi, esplorando nuovi clan, tensioni interne, e soprattutto le crepe emotive che minacciano la famiglia Sully.
Il film – girato in larga parte in parallelo con La Via dell’Acqua – arriva come il capitolo più oscuro e spettacolare della saga, un viaggio che mescola conflitto e identità senza dimenticare di raggiungere nuove frontiere tecniche.
Alchemised: dal fenomeno fanfiction al grande schermo
Ma che cos’è questo Alchemised che da mesi sta intasando le bacheche dei social di mezzo mondo e che ha dato vita a un dibattito etico così feroce che ci ha fatto rimpiangere le polemichette millenial sui vari adattamenti Disney?
Tutto è cominciato questo 10 settembre 2025 con la Legendary Pictures che annuncia di aver acquisito i diritti di adattamento del romanzo Alchemised di SenLinYu per la modica cifra di tre milioni di dollari. Ed ecco che esplode la bomba: per cominciare, una cifra del genere non è mai stata sborsata per nessuna opera letteraria, tanto più per una che non è ancora uscita sul mercato! Alchemised infatti è stato pubblicato negli Stati Uniti il seguente 23 settembre grazie alla lungimirante Del Rey Books e in Italia è arrivato il 30 settembre per la Rizzoli. Nessun azzardo, tutto è andato secondo i piani, perché il libro si è subito piazzato al primo posto della classifica del New York Times, dando così inizio a battaglie ideologiche che hanno ulteriormente accresciuto le vendite.
I dodici Frankenstein più bizzarri del cinema: folli mostri (ri)cuciti sul grande schermo
Il Frankenstein di Guillermo del Toro, appena approdato su Netflix, ha conquistato pubblico e critica per la sua fedeltà all’opera di Mary Shelley e per la sensibilità gotica e malinconica del regista messicano (qui la nostra recensione). Ma non tutti i Frankenstein della storia del cinema hanno seguito la via del rigore e della poesia: anzi, molti si sono persi tra parodie, deliri pop, mutazioni fantascientifiche e follie di celluloide.
Per rendere omaggio a questa genealogia di mostri deviati, ecco una classifica dei dodici Frankenstein più bizzarri, quelli che hanno osato tutto, a volte con risultati davvero incredibili e irresistibili, riscrivendo il mito con un colpo di bisturi, una risata e molta follia.
Uomini in fuga: un viaggio tra Stephen King e il The Running Man con Schwarzenegger
Con il nuovo The Running Man di Edgar Wright all’orizzonte, in arrivo al cinema il 13 novembre 2025 con Glen Powell nei panni del protagonista, il cerchio sembra chiudersi. Dopo quasi quarant’anni, la storia dell’uomo costretto a correre per la propria vita davanti a un pubblico assetato di spettacolo torna sul grande schermo. Wright, insieme allo sceneggiatore Michael Bacall, ha dichiarato di voler restituire alla vicenda la sua dimensione originaria, più fedele al romanzo di Stephen King (pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman), lasciando intendere che il nuovo film non sarà un rifacimento del classico con Schwarzenegger, bensì una sorta di ritorno alle radici. Ed è proprio da lì che conviene ripartire: dal libro e da quel film del 1987 che, pur tradendo lo spirito del romanzo, è rimasto nella memoria collettiva come un’icona pop del cinema d’azione distopico anni Ottanta.
Se solo potessi ti prenderei a calci, intervista alla regista Mary Bronstein e alla protagonista Rose Byrne
Tra i film più interessanti della 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, Se solo potessi ti prenderei a calci (If I Had legs I’d Kick You), premiato con l’orso d’argento alla miglior interpretazione protagonista a Rose Byrne al Festival di Berlino e ai Golden Globe, nonché candidato agli Oscar proprio per l’interpretazione dell’attrice, è il secondo film da regista di Mary Bronstein dopo l’esordio di 17 anni prima Yeast, con protagonista una giovane Greta Gerwig. Ispirato ad una vicenda personale della regista e sceneggiatrice (ed anche interprete), il film ruota attorno al trauma e allo stress di Linda, che deve bilanciare tra vita privata, il lavoro da terapeuta e la cura della figlia, affetta da una misteriosa malattia che la costringe ad essere legata ad un tubo e ad una serie di macchinari medici particolarmente rumorosi. Temporaneamente dislocata a causa di un improvviso buco nel soffitto che rende la sua casa inagibile, Linda attraversa una serie di eventi tragicomici che la porteranno a sprofondare sempre di più nelle sue ansie e nei suoi sensi di colpa in quanto genitore, mentre cerca disperatamente di fuggire dalla realtà che ha attorno ma che sembra continuare ad inseguirla.
40 anni di Dèmoni al Lucca Film Festival 2025: Intervista a Lamberto Bava
Nella cornice del Lucca Film Festival 2025 è andato di scena l’orrore. L’orrore che ci piace tanto, quello legato al cinema più cult, quello che ha fatto storia. Infatti, domenica 28 settembre, come evento di chiusura, è stato proiettato il classico dell’horror italiano Dèmoni, che quest’anno ha celebrato il suo 40° anniversario. Il film, proiettato nella sua versione restaurata in 4K, è stato introdotto dal mitico regista e sceneggiatore Lamberto Bava, che al Festival di Lucca ha parlato anche del suo ultimo romanzo, fatalmente legato proprio al suo franchise horror, Dèmoni – La rinascita.
Prima della proiezione abbiamo incontrato Lamberto Bava, che ci ha risposto brevemente ad alcune domande.
La casa delle anime perdute: prima di The Conjuring – Il rito finale, il film dimenticato sui Warren che spaventò la TV negli anni ’90
L’uscita al cinema di The Conjuring – Il rito finale (qui la nostra recensione) ci ricorda una cosa curiosa: la storia su cui si basa il film di Michael Chaves era già stata portata sullo schermo più di trent’anni fa, molto prima che James Wan trasformasse i Warren in superstar dell’horror contemporaneo. Si tratta de La casa delle anime perdute (The Haunted), film televisivo del 1991 diretto da Robert Mandel, che racconta il famigerato caso Smurl.
Quella che oggi conosciamo come una delle tante “indagini” dei Warren, allora era una vicenda discussa tra cronaca nera e talk show, finita persino sulle colonne del People Magazine. E il film TV cerca di raccontarla con un tono più vicino al reportage che al blockbuster: niente jump scare millimetrati o effetti digitali, ma l’ansia sottile di una famiglia che perde fiducia nella propria quotidianità.









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