Samara Weaving torna a vendere cara la sua pelle in FINCHE MORTE NON CI SEPARI 2

Se il primo film era quasi teatrale nella sua unità di luogo – una magione claustrofobica trasformata in campo di battaglia – qui tutto si fa più grande, più aperto, più spettacolare. Continua »

Il piccolo idraulico torna a risolvere problemi in SUPER MARIO GALAXY

Super Mario Galaxy – Il film è in continuità con il precedente Super Mario Bros. – Il film del 2023, estremizzandone però limiti e caratteristiche. Se già il primo capitolo dava l’impressione di essere un lungo trailer ipercinetico, costruito su luci, colori, suoni e richiami costanti all’immaginario videoludico, questo sequel compie un passo ulteriore verso il minimalismo narrativo. Continua »

THE DRAMA: Robert Pattinson e Zendaya alle prese con un matrimonio da incubo!

The Drama – Un segreto è per sempre è un oggetto cinematografico difficilmente etichettabile: commedia romantica, thriller psicologico e dramma esistenziale senza mai appartenere davvero a nessuno di questi generi. Continua »

Da sola contro una setta satanica: TI UCCIDERANNO

Con il supporto produttivo di Andy Muschietti e Barbara Muschietti, Ti uccideranno spinge con decisione sull’acceleratore dell’azione e dello splatter, costruendo un’esperienza quasi sensoriale. Continua »

Ryan Gosling protagonista di una grande avventura spaziale: L’ultima Missione – Project Hail Mary

Project Hail Mary è soprattutto un racconto sull’amicizia e sulla capacità dei rapporti umani (e non solo umani!) di colmare il vuoto della solitudine e della depressione. Continua »

Il regista di Dead Snow e Una notte violenta e silenziosa si cimenta con lo shark movie catastrofico e il risultato non è affatto male! Continua »

 

Venezia 83. Arrested Memory, la recensione

Lee (Ethan Juan), uno dei migliori ispettori di Taipei, sopravvive a una missione in cui perde l’intera squadra e, come conseguenza dello shock, inizia a soffrire di amnesia.

Quando gli viene affidato un nuovo caso, il rapimento del figlio di un ricco imprenditore giapponese in visita al paese, inizia una parabola delirante che vedrà l’ispettore in lotta con la sua stessa memoria.

Presentato fuori concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Arrested Memory del regista giapponese SABU è forse una delle più belle sorprese di una selezione veneziana che ha regalato poche risate liberatorie.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia 83. Bunker, la recensione

Presentato in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Bunker segna il ritorno alla regia del drammaturgo francese Florian Zeller e riunisce per la nona volta sullo schermo una delle coppie più amate di Hollywood: quella formata da Penelope Cruz e Javier Bardem.

Il film entra nella vita di Sofia e Miguel, una coppia sposata da 17 anni trasferitasi da Madrid a Londra per favorire le ambizioni lavorative di lui. Miguel è un architetto di fama internazionale, mentre Sofia è una redattrice in una casa editrice. La loro quotidianità apparentemente perfetta viene sconvolta da due eventi: il progetto di un vicino (Stephen Graham) di costruire una finestra su un muro comunicante e la richiesta di un ricco magnate della Silicon Valley (Paul Dano) di costruire un bunker. Sofia e Miguel sembrano affiatati, quel genere di coppia capace di intendersi con un singolo sguardo. Sono entrambi attraenti e carismatici, con la sicurezza di una storia solida alle spalle e a proprio agio tra i membri dell’élite intellettuale. Tuttavia, sin dall’inizio si ha l’impressione che, per entrambi, qualcosa si agiti sotto la superficie.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Father Joe, la recensione

Nella Little Italy degli anni Novanta, pervasa da delinquenza, droga e prostituzione, Padre Joe (Kiefer Sutherland) combatte la criminalità a suon di pugni e sparatorie. I suoi metodi anticonvenzionali attirano l’attenzione del Boss di tutti i boss (Al Pacino), che assiste alla caduta dei suoi gregari e decide di prendere la situazione nelle sue mani.

Presentato fuori concorso in premiere di mezzanotte alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Father Joe è un film che su carta promette divertimento di qualità assicurato, ma come sempre, meglio stare attenti quando si accendono troppe speranze. 

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Mutiny, la recensione dell’action con Jason Statham

Come accadeva negli anni ’90 con Jean-Claude Van Damme e Steven Seagal, anche oggi esistono determinati film d’azione costruiti interamente attorno ai propri interpreti, tanto da costituire quasi un filone a sé. Se Liam Neeson è ormai sinonimo di action/thriller crepuscolare e Scott Adkins rappresenta la prosecuzione ideale della tradizione marziale inaugurata da Van Damme, Jason Statham è invece l’eroe tutto d’un pezzo che si ritrova, suo malgrado, a risolvere situazioni molto più grandi di lui. E soprattutto negli ultimissimi anni, diciamo dal rilancio avvenuto con il grande successo al box office di The Beekeeper, sembra che i film con Statham seguano un format pressoché blindato. Se, alla fine, queste pellicole finiscono inevitabilmente per assomigliarsi un po’ tutte, è anche vero che offrono al loro pubblico esattamente ciò che viene richiesto: trame semplici e immediate, un protagonista che non ha bisogno di troppe presentazioni e tanta, tanta azione vecchio stile.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Amori e Incantesimi 2, la recensione

Ormai, la generazione dei millennials è decisamente quella più sensibile alle operazioni-nostalgia, nelle quali Hollywood, e non solo, sta sicuramente sguazzando.

E come far felice un millennial? Semplicemente promettendogli di fargli rivivere le atmosfere magiche, sognanti e spensierate degli anni ’90.

Ed ecco che, 28 anni dopo dal primo film, arriva al cinema Amori e Incantesimi 2, che trae anche in questo caso ispirazione dai romanzi di Alice Hoffman, e per la precisione dal quarto romanzo della saga, The Book of Magic.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Psycho Killer, la recensione

Quella dei serial killer è una moda che, a ben vedere, non è mai veramente passata. Il cinema se ne è innamorato da decenni, dai primi film sonori alla stagione dei grandi thriller polizieschi degli anni ’70, fino alla definitiva consacrazione con Il silenzio degli innocenti e, soprattutto, Se7en, mentre negli ultimi anni il fenomeno è stato ulteriormente alimentato dall’enorme successo dei true crime televisivi, delle docuserie e dei podcast dedicati a omicidi reali e assassini seriali. Il pubblico sembra non essere mai sazio di entrare nella mente del mostro, cercando di analizzare ciò che spesso è impossibile comprendere.

Non sorprende quindi che il cinema continui a riproporre serial killer più o meno originali, ma fa certamente un certo effetto ritrovare dietro a uno di questi progetti un nome come Andrew Kevin Walker, lo sceneggiatore di Se7en. E se David Fincher non è della partita, Walker torna comunque alle proprie ossessioni con Psycho Killer, sceneggiatura sviluppata per anni e affidata infine a Gavin Polone, qui al debutto nella regia di un lungometraggio. A completare il richiamo per gli appassionati dell’horror contemporaneo ci pensano i produttori: Roy Lee, già dietro Barbarian e Weapons, figura tra i produttori del film.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Company, la recensione

Tre storie incastrate a scatole cinesi, che si fondono in un racconto gotico ambizioso sulla vendetta e sui modi diversi per elaborare il dolore: Company, presentato in concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia, è la terza prova alla regia di Casey Affleck, dopo I’m Still Here e Light of My Life.

In una piovosa notte d’inverno, negli anni Settanta, una donna dall’aria enigmatica bussa alla porta di una casa dove si sta svolgendo una festa: sembra aver sbagliato indirizzo e viene comunque invitata a entrare. Inizia a intrattenere gli ospiti raccontando una storia dai contorni molto simili: un’altra donna, in un’epoca precedente, viene soccorsa nella neve e accolta nel capanno di un uomo di nome Tom.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Look Back, la recensione

Presentato in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Look Back è l’ultima fatica del maestro Hirokazu Kore’eda.

Tratto dall’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, il film racconta della tenera amicizia tra due ragazzine, Fujino e Kyomoto, unite dalla passione per il disegno e dal sogno di diventare mangaka. Le loro strade si incrociano per la prima volta alle scuole elementari, quando entrambe si ritrovano a disegnare delle strisce per il giornalino scolastico. Tuttavia, dato che Kyomoto soffre di una forte ansia sociale che le impedisce di frequentare la scuola, le due si incontreranno solo qualche anno più tardi. Da lì, le ragazze costruiranno il loro legame. Insieme cresceranno e, senza rendersene conto, troveranno se stesse mentre sono impegnate a dare forma ai propri desideri.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. L’estranea, la recensione

Un patto col diavolo per raccontare l’orrore ben più terreno delle dinamiche famigliari: L’estranea è il nuovo lavoro di Paolo Strippoli, che dopo Piove e La Valle dei Sorrisi conclude un’ideale “trilogia della pioggia” con l’esordio in concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia.

Roma. Una giornata di pioggia battente. Anna (Jasmine Trinca) si presenta alla porta di casa di sua figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) dichiarando di doverle fare delle rivelazioni sconvolgenti sulla loro storia famigliare. Ricorda un evento dell’infanzia di Alice: da bambina era stata morsa dal cane di famiglia, rischiando di perdere la gamba.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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La Captura, la recensione

Ci sono storie biografiche, sportive e di cronaca di grande impatto che hanno avuto una notevole risonanza, mentre le loro trasposizioni cinematografiche non sono riuscite a raggiungere il successo sperato. Portare sul grande schermo vicende autentiche, cariche di passione e profondamente radicate nella realtà, per trasformarle in racconto cinematografico rappresenta un compito tutt’altro che semplice. Una prova che l’ultimo lungometraggio di Chava Cartas, La Captura, riesce però a superare con efficacia; un thriller poliziesco distribuito da Netflix e ispirato all’operazione che ha portato alla cattura del narcotrafficante noto come “El Chapo”.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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