Da cattivo ad anti-eroe: il cambio di rotta di PREDATOR: BADLANDS

Predator: Badlands è un robusto action avventuroso con un gran senso del ritmo, ottimi effetti speciali e tanti momenti che si faranno ricordare; di contro, però, porta a un evidente addomesticamento il franchise di Predator. Continua »

Luc Besson reimmagina DRACULA

Besson realizza un Dracula personale, un film gotico d’intrattenimento puro che raccoglie e rielabora le passioni del regista: il romanticismo maledetto, l’azione spettacolare e l’attenzione per l’atmosfera. Continua »

THE UGLY STEPSISTER, ovvero Cenerentola in versione sadomaso e body horror!

Come accadeva anche in The Substance, il tema centrale è la necessità dell’accettazione sociale, declinata in modi che appartengono al contemporaneo: chirurgia estetica estrema, competizione femminile, corpi che mutano per un obiettivo esterno. Continua »

Piccolo, verde, radioattivo e incazzato: THE TOXIC AVENGER

Macon Blair tenta di riportare in sala Toxie ma aggiornato ai tempi del corporativismo farmaceutico e della salute privata americana. Continua »

Dalla TV al grande schermo: IO SONO ROSA RICCI

Con Io sono Rosa Ricci, la produzione prova a capitalizzare su quell’immagine forte, ma finisce per confezionare un film che, pur partendo da intenzioni sincere, si perde in un racconto chiuso, povero e ripetitivo, distante dal respiro corale che aveva reso di grande appeal la serie madre. Continua »

 

Rob Zombie Collection: la trilogia della famiglia Firefly disponibile in un prestigioso cofanetto Midnight Classic… che delude le aspettative!

Nelle scorse settimane Midnight Factory ha fatto parlare molto di sé, generando fermento tra le chiacchiere da web e creando anche un po’ di sano malcontento, più o meno comprensibile. Nel giro di pochi giorni, sfruttando la sua prestigiosa collana Midnight Classics, ha messo sul mercato due attesissimi cofanetti che promettevano di coprire alcuni gap importanti del circuito home video italiano. Il primo cofanetto ad essere stato rilasciato è stato Kill Bill Boxset, un’occasione ghiotta per poter rivedere (e possedere) il capolavoro di Quentin Tarantino per la prima volta in edizione 4K UHD. Purtroppo, il cofanetto in questione non ha mancato di sollevare polemiche, sia per un prezzo di mercato ritenuto da molti eccessivo e sia per un Master 4K non proprio all’altezza. Il secondo cofanetto invece, disponibile solo da pochissimi giorni, è Rob Zombie Collection, splendido pezzo Limited Edition 4 Blu-ray disc che raccoglie in un unico box la celebre trilogia cult del regista – La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo, 3 From Hell – facendo arrivare il terzo capitolo per la prima volta su supporto fisico italiano (prima d’ora era stato reso disponibile solo per la visione on demand su Prime Video).

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Hamnet – Nel nome del figlio, la recensione

Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell, nonché co-autrice della sceneggiatura insieme alla regista. I protagonisti sono Jessie Buckley e Paul Mescal e il film ha avuto ben 8 Candidature agli Oscar 2026, tra cui Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Attrice Protagonista.

Nell’Inghilterra del Cinquecento, l’amore tra William Shakespeare (Paul Mescal) e Agnes (Jessie Buckley) viene spezzato da una perdita improvvisa. Dal dolore per la morte del figlio nasce un vuoto senza nome, ma anche una scintilla creativa destinata a cambiare la storia del teatro.

Hamnet racconta l’origine emotiva dell’Amleto da una prospettiva inedita.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Arriva al cinema Angelus Tenebrarum, nuovo horror di Dario Germani

Prodotto da Flat Parioli srl, arriva nelle sale cinematografiche il 23 Febbraio 2026 Angelus tenebrarum, diretto dal romano Dario Germani.

Angelus tenebrarum è un’immersione nei territori del Maligno che rappresenta per Germani il proseguimento del suo personale percorso nell’ambito dell’horror, genere che ha già affrontato attraverso Antropophagus II, Antropophagus: Le origini, The Slaughter – La mattanza, Revival, L’isola maledetta e Lettera H, quest’ultimo ispirato ai fatti di cronaca nera legati al Mostro di Firenze.

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SCROOGER – A NIGHTMARE CAROL: Il nuovo libro scritto e illustrato da Paolo Di Orazio

Questo racconto è dedicato a tutti i tirchi, ai poveri di spirito e agli aridi di cuore.

Il Natale porterà loro propositi inediti e, forse, un lieto fine che sarà lieto davvero.”

Paolo Di Orazio, uno dei nomi più importanti dell’horror letterario made in Italy, firma e illustra il suo nuovo libro, segnando la prima collaborazione con Bakemono Lab.

Da questo connubio non poteva che nascere una fiaba personale e mortifera: Scrooger – A Nightmare Carol, rivisitazione di un grande classico della letteratura, Il canto di Natale di Charles Dickens.

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Jason Voorhees, manuale di smembramento: 13 modi di morire a Crystal Lake

Ogni venerdì 13 il calendario si tinge di rosso, mentre l’iconico tema di Henry Manfredini (ki ki ki ma ma ma) riecheggia nell’aria. Non è una superstizione, ma un vero e proprio richiamo. Un’eco che arriva da Crystal Lake, dove un ragazzo annegato nel 1957 è diventato uno degli incubi più longevi e riconoscibili della storia del cinema horror.

Jason Voorhees non è soltanto un killer con la maschera da hockey – quella arriverà solo dal terzo capitolo, Weekend di terrore! – ma un archetipo. Un’entità inarrestabile che attraversa decenni, sequel, reboot, persino lo spazio profondo, trasformando ogni film della saga di Venerdì 13 in un laboratorio creativo della morte. Dal 1980 in poi, la serie ha costruito la propria identità su una promessa precisa: ogni nuovo capitolo deve superare il precedente in inventiva, crudeltà e impatto visivo.

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Crime 101 – La strada del crimine, la recensione

Ci sono generi che attraversano le epoche senza perdere forza, e il crime è certamente uno di questi. È un cinema di conflitti primari, di uomini e donne definiti dalle proprie scelte, sospesi tra legalità e trasgressione, tra rigore morale e ossessione personale. Al centro, quasi sempre, una tensione elementare e irresistibile: chi insegue e chi fugge, chi pianifica e chi tenta di smascherare. Dentro questo perimetro, l’heist-movie rappresenta una delle sue declinazioni più affascinanti, capace di coniugare precisione narrativa e profondità psicologica. Da Ocean’s Eleven a The Town, da Inside Man fino al monumentale Heat – La sfida di Michael Mann, il cinema ha trovato nel “colpo” e nella “caccia” una grammatica classica, continuamente rinnovabile.

Con Crime 101 – La strada del crimine, Bart Layton si inserisce apertamente in quella tradizione. Il film fa molto Heat, molto Michael Mann classico, con una Los Angeles come organismo vivente, uomini soli governati da un codice personale più forte della legge. Eppure Layton non copia. Raccoglie la lezione dei maestri e prova a percorrere una strada propria, coerente con il suo sguardo.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Pillion – Amore senza freni, la recensione

Colin è un giovane uomo timido, introverso, impiegato in un ufficio londinese dove passa inosservato come passa inosservata la sua vita. Tutto cambia quando incontra in un pub Ray, motociclista carismatico, più grande di lui, figura magnetica e impenetrabile che sembra appartenere a un altro mondo. L’attrazione tra i due è immediata ma non romantica nel senso tradizionale. Ray stabilisce fin da subito le coordinate del loro rapporto: lui domina, Colin obbedisce. Non è solo una questione sessuale, ma una vera e propria struttura di potere che si estende alla quotidianità. Colin diventa il “pillion” – il passeggero sulla moto – ma anche nella vita: segue Ray nei raduni, ne accetta le imposizioni, si piega a rituali di sottomissione che includono regole, punizioni, umiliazioni e prove di fedeltà. Colin sembra trovare nella sottomissione una forma di identità e di chiarezza che prima gli mancava.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il mago del Cremlino – Le origini di Putin, la recensione

Una produzione francese in lingua inglese tratta dal romanzo di un autore italiano che parla della storia contemporanea russa. In due parole, Il mago del Cremlino – Le origini di Putin è il “film su Putin”, così come è stato più mediaticamente promosso, che qua ha il corpo e il volto imprevedibile di Jude Law: la magia è resa possibile sia dall’interpretazione che dal trucco, che restituisce un Putin forse non veramente somigliante ma convincente.

Non è, però, lui il protagonista della narrazione, come saprà già chi avesse letto il romanzo omonimo del 2022 di Giuliano da Empoli: la storia è narrata dal punto di vista di un personaggio semi-immaginario, Vadim Baranov (Paul Dano), il “Mago del Cremlino”, passato dal lavorare nel mondo dei primi reality show a diventare il consulente personale del futuro presidente/zar, dapprima riluttante poi con sempre minori scrupoli, nonostante la relazione con l’affascinante Ksenija (Alicia Vikander) lo costringa a riconsiderare le sue priorità.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Nadia Bengala e Pierfrancesco Campanella premiati al Ciak Film Festival!

La prestigiosa manifestazione Ciak Film Festival, tenutasi a Roma e giunta alla quinta edizione, ha visto quest’anno trionfare volti noti del nostro cinema, da Adelmo Togliani a Maurizio Battista, da Gabriele Cirilli a Benedicta Boccoli, a Brando Giorgi a Francesca AntonelliDiego Verdegiglio e molti altri, sotto l’abile direzione artistica di Stefano Madonna.

Nadia Bengala e Pierfrancesco Campanella hanno ricevuto il riconoscimento per il cortometraggio 2020: Odissea nello Spazio Covid, diretto dallo stesso Campanella, rispettivamente come migliore attrice e miglior autore della sceneggiatura.

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Cime tempestose, la recensione

Negli ultimi anni Hollywood sembra aver riscoperto con rinnovato entusiasmo i grandi classici, sia letterari che cinematografici. Romanzi ottocenteschi, miti fondativi della narrativa europea e titoli che hanno già avuto più di una vita sul grande schermo tornano ciclicamente a essere adattati, spesso riletti in chiave contemporanea, pop, talvolta provocatoria, altre volte apertamente revisionista. In questo panorama, Cime Tempestose di Emerald Fennell rappresenta però un’eccezione interessante: al di là di uno sguardo fortemente arthouse nella messa in scena, nei costumi e nella regia, il film rimane sorprendentemente fedele alla tradizione del romance classico, scegliendo una via più sobria e rigorosa rispetto a quanto la sua autrice ci aveva abituato.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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