Fantafestival 2026: aperte le iscrizioni!
Il Fantafestival, storico appuntamento romano dedicato al cinema fantastico, apre ufficialmente le submission per la sua 46ª edizione, in programma a novembre 2026. Registi, produttori e autori potranno candidare lungometraggi, cortometraggi e documentari appartenenti ai generi horror, fantascienza, thriller e fantasy attraverso le piattaforme FilmFreeway e Festhome.
Le opere selezionate concorreranno per i tradizionali Pipistrelli d’Oro, i premi assegnati al Miglior Lungometraggio e al Miglior Cortometraggio, riconoscimenti che da decenni rappresentano uno dei punti di riferimento del festival.
Aurora, al via la pre-produzione del mediometraggio sulle relazioni tossiche e l’emancipazione femminile
È iniziata la fase di pre-produzione di Aurora, mediometraggio drammatico che punta ad affrontare temi sociali come l’emancipazione femminile, la manipolazione psicologica e le dinamiche familiari tossiche. Il progetto, che sarà diretto da Stefano Labbia, si propone di raccontare una storia intima e contemporanea, costruita attorno al percorso di una giovane donna che cerca di liberarsi da un ambiente familiare oppressivo per conquistare la propria autonomia.
Keeper – L’eletta, la recensione
Negli ultimi quindici anni il cinema horror ha conosciuto una trasformazione profonda, grazie all’emergere di autori capaci di coniugare il linguaggio del genere con un approccio autoriale e fortemente simbolico. È il territorio dell’“elevated horror” o horror arthouse, un filone in cui l’atmosfera e la riflessione psicologica contano quanto – se non più – lo spavento immediato. In questo panorama, accanto a nomi come Robert Eggers (The VVitch, Nosferatu) e Ari Aster (Hereditary, Midsommar), uno degli autori più prolifici, coerenti e riconoscibili è senza dubbio Osgood Perkins.
Dopo la parentesi più commerciale e grottesca di The Monkey, il regista torna ora nella sua comfort zone con Keeper – L’eletta, un horror rarefatto e inquieto che riprende molte delle coordinate del suo cinema.
In the Lost Lands, la recensione
Adattare un racconto breve per il cinema è sempre un’operazione delicata, soprattutto quando il materiale originale proviene dall’immaginario di George R. R. Martin, autore capace di costruire mondi complessi e moralmente ambigui. Con In the Lost Lands, il regista Paul W. S. Anderson prova a trasformare una storia relativamente compatta in un film fantasy spettacolare e cupo, sospeso tra western, dark fantasy e post-apocalittico.
Il risultato è un’opera visivamente ambiziosa ma strutturalmente fragile, che alterna momenti di suggestione a lunghi passaggi narrativi confusi. Il film sembra avere molte idee, ma fatica a organizzarle in una forma coerente.
Compulsion, la recensione del thriller erotico di Neil Marshall
Negli anni Duemila Neil Marshall era considerato uno dei nomi più promettenti del cinema di genere britannico. L’esordio con Dog Soldiers lo aveva imposto come autore capace di reinventare il film di licantropi con energia e ironia, mentre il successivo The Descent è ancora oggi ricordato come uno dei migliori horror del nuovo millennio: claustrofobico, feroce, tecnicamente impeccabile. Anche i lavori successivi, pur meno celebrati, dimostravano un regista solido e visivamente ambizioso: il post-apocalittico Doomsday e l’epico Centurion erano prodotti energici, capaci di mescolare citazionismo e spettacolo.
Dopo quella fase, Marshall ha attraversato un periodo televisivo sorprendentemente brillante, firmando episodi per serie di grande prestigio come Game of Thrones, Black Sails, Hannibal e Westworld. Sembrava il preludio a un ritorno al cinema in grande stile. E invece la seconda fase della sua carriera è stata segnata da un lento ma evidente declino. Il reboot di Hellboy fu un flop clamoroso, e da allora il regista ha iniziato una serie di produzioni indipendenti in cui compare costantemente la compagna Charlotte Kirk. Da The Reckoning a The Lair i risultati sono stati nella migliore delle ipotesi mediocri; nella peggiore, disastrosi come Duchess e il recente Compulsion.
Eddington: l’ultimo divisivo film di Ari Aster adesso disponibile in Blu-ray disc
Negli ultimi tempi si è osservato un rinnovato interesse del cinema americano mainstream per la satira politica; ma non parliamo di commedie, piuttosto di quegli sguardi feroci provenienti dai più disparati generi, che non prendono di mira solo il potere, ma l’intero tessuto sociale, le culture-di-massa, le derive ideologiche. Dopo Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, anche Eddington di Ari Aster si colloca in quei territori, raccontando un’America frammentata, un potere trasparente e manipolatore, una cittadina che diventa microcosmo di una nazione intera. Uscito nelle nostre sale a fine ottobre, dopo aver debuttato al 78° Festival di Cannes ed essere poi passato alla Festa del Cinema di Roma, Eddington è da poco disponibile in alta definizione Blu-ray Disc grazie alla label I Wonder Pictures e ai canali distributivi Eagle Pictures.
Springsteen – Liberami dal nulla: in alta definizione il bellissimo biopic con Jeremy Allen White
Negli ultimi dieci anni, in quel di Hollywood, è esplosa la tendenza a mettere in piedi grandi macchine produttive finalizzate a portare sul grande schermo la vita di alcune tra le più iconiche figure musicali della seconda metà del secolo scorso. Ed è interessante notare il modo in cui questi biopic stanno prendendo forma, tutti rigorosamente differenti tra loro, quasi vogliosi di poter catturare l’anima dell’artista di turno attraverso uno specifico linguaggio che possa condurre persino nella direzione di generi particolari capaci di andare oltre la natura stessa del biopic (pensiamo al musical Rocketman, oppure all’autoriale e sospeso Maria). Lo scorso ottobre è arrivato nelle nostre sale il bellissimo Springsteen – Liberami dal nulla, diretto da Scott Cooper e interpretato da un maestoso Jeremy Allen White. Interessato a fotografare un particolare – quanto delicato – momento di vita dell’autore di Born in the U.S.A., il biopic su Bruce Springsteen è adesso disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie a 20th Century Studios e ai canali distributivi di Eagle Pictures.
Jumpers – Un salto tra gli animali, la recensione
Nel corso della sua storia, la Pixar Animation Studios ha dimostrato più volte come il cinema d’animazione possa essere molto più di un semplice intrattenimento per famiglie. Fin dai suoi primi anni, lo studio ha intrecciato il racconto fantastico con tematiche sociali e psicologiche di grande rilevanza: la riflessione ecologista e sul consumismo di WALL·E, l’elaborazione del lutto e della memoria in Coco, o l’esplorazione della complessità emotiva dell’adolescenza in Inside Out. In questa tradizione si inserisce anche Jumpers – Un salto tra gli animali, che sceglie di affrontare il tema della sensibilizzazione ambientale e della salvaguardia delle specie animali, declinandolo però attraverso una storia brillante, ironica e sorprendentemente sfumata.
La Sposa!, la recensione
Quando nel 1818 Mary Shelley pubblicò il suo celebre romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo, inserì già tra le pieghe della storia un’idea destinata a diventare leggendaria: la possibilità di creare una compagna per la Creatura. Nel libro questa intuizione resta solo un innesco narrativo, perché Victor Frankenstein decide di non portare a termine l’esperimento. L’idea rimane sospesa, come se fosse una promessa. Sarà il cinema a raccoglierla davvero.
Nel 1935 James Whale realizzò il sequel del suo Frankenstein con Bride of Frankenstein, trasformando proprio quella suggestione nel cuore del racconto. La Sposa appare in scena per pochi minuti, interpretata da Elsa Lanchester, eppure tanto basta per creare una delle immagini più iconiche dell’intera storia del cinema horror: il volto pallido, i capelli elettrici a strisce bianche e nere, l’urlo animalesco davanti al mostro. Una presenza breve ma potentissima che ha consegnato la Sposa all’Olimpo dei Mostri classici Universal.














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