Mother Mary, la recensione
Il cinema di genere sta accendendo i riflettori sul mondo dello spettacolo raccontandoci un ambiente spietato, fatto di ombre, dolore, sofferenza, spesso un vero e proprio incubo a occhi aperti. Infatti, è proprio il genere thriller/horror a trarre beneficio da storie che si svolgono sui palchi e dietro le quinte, su vite di attori, performer, cantanti che sembrano aver venduto l’anima al diavolo per un successo che, a un certo punto, viene messo comunque in discussione. Da The Substance, che giocava sul tema dell’immagine abbracciando il filone body-horror, fino a Smile 2, che leggeva il successo come una vera e propria maledizione, passando per il più convenzionale Trap, che invece faceva incontrare quell’ambiente con uno psicopatico. Ora, un autore attento e personale come David Lowery decide di contribuire alla causa raccontando la storia di un riscatto artistico e morale nel mondo della musica pop e lo fa mescolando il dramma da camera con suggestioni soprannaturali in Mother Mary.
Ben – Rabbia animale: in Blu-ray l’horror con lo scimpanzé assassino
Scimpanzé, gorilla, oranghi, babbuini, scimmie cappuccine. Tutti primati che sono diventati protagonisti della scena horror grazie a film più o meno noti che le hanno incoronate a temibili villain. Ultimo film a mettere al centro della trama una scimmia letale è Ben – Rabbia animale (Primate, in originale), diretto dall’inglese Johannes Roberts, che Paramount Pictures ha portato al cinema a inizio 2026 e ora arriva in home video grazie ai canali distributivi di Plaion Pictures.
Pecore sotto copertura, la recensione
Negli ultimi anni, il giallo classico è tornato a far parlare di sé a livello cinematografico. Grazie a prodotti come la trilogia di Knives Out diretta da Rian Johnson, oppure a quella su Poirot di e con Kenneth Branagh, questo genere molto amato anche a livello letterario è tornato a risplendere e a raccontare storie dal sapore archetipico, con uno sguardo attento sul presente.
Conosciamo bene lo schema: un omicidio, un detective, dei sospettati, un’ambientazione perlopiù isolata. E la ricetta è pronta.
Ma se i detective fossero degli animali parlanti? E se questi animali fossero delle pecore con la passione per i romanzi gialli, alle prese con un vero caso di omicidio da risolvere?
Hercule Poirot, Benoit Blanc, Jessica Fletcher, fatevi da parte: è il turno di Pecore Sotto Copertura (The Sheep Detectives), che trovate in questi giorni al cinema con Eagle Pictures. Diretto da Kyle Balda (regista di film d’animazione come il bellissimo Lorax – Il Guardiano della Foresta, di Minions 1 e 2 e Cattivissimo Me 3) e scritto da Craig Mazin (proprio lui, quello di diversi capitoli di Scary Movie, di Chernobyl e The Last Of Us, non si può dire che non sia versatile!), la pellicola è tratta dal romanzo del 2005 GlennKILL dell’autrice tedesca Leonie Swann.
Generazione Fumetto, la recensione del documentario di Omar Rashid
Negli ultimi anni il fumetto in Italia ha conosciuto una crescita impressionante, sia in termini di vendite che di partecipazione del pubblico. Secondo i dati AIE, il settore ha superato stabilmente i 100 milioni di euro annui, con picchi significativi trainati da titoli come quelli di Zerocalcare, capace con graphic novel come Quando muori resta a me di vendere centinaia di migliaia di copie. Parallelamente, le fiere di settore sono diventate veri e propri eventi di massa: Lucca Comics & Games ha superato nelle ultime edizioni le 300.000 presenze, confermandosi tra le manifestazioni più partecipate d’Europa, mentre il Napoli Comicon ha raggiunto e superato quota 170.000 ingressi. Numeri che certificano un passaggio ormai definitivo: il fumetto non è più un medium di nicchia relegato a nerd e bambini (come si pensava un tempo), ma un linguaggio mainstream, capace di parlare a un pubblico vasto e trasversale.
È in questo contesto che si inserisce Generazione Fumetto, esordio nel lungometraggio documentario per Omar Rashid, già attivo nel mondo dei cortometraggi e nel VR. Un documentario che si propone di fotografare questo momento storico attraverso sette figure chiave del panorama italiano contemporaneo: Zerocalcare (al secolo Michele Rech), Sio (Simone Albrigi), Rita Petruccioli, Giacomo Bevilacqua, Maicol & Mirco (Michael Rocchetti), Mirka Andolfo e Sara Pichelli.
The Astronaut e Variant: nuove forme di invasioni aliene in DVD con Blue Swan Entertainment
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di The Loved Ones, piccolo cult australiano diretto da Sean Byrne nell’ormai lontano 2009 e finalmente approdato sul mercato italiano grazie a Blue Swan Entertainment. Una mossa inaspettata – ma assai gradita – da parte di un’etichetta solitamente interessata a distribuire in home video film contemporanei che spaziano un po’ in ogni genere. In questi giorni, oltre ad aver immesso sul mercato l’apprezzata opera prima del regista di Dangerous Animals, Blue Swan Entertainment ha deciso di arricchire il proprio listino sci-fi con due recenti film smaniosi di raccontare nuove forme di invasioni aliene che non risparmiano echi a carattere orrorifico. Arrivano sul mercato italiano, direttamente su supporto DVD, il minimalista The Astronaut interpretato da Kate Mara e Laurence Fishburne e Variant, ambizioso action fantascientifico di produzione cinese.
Tu Yaa Main, la recensione del film indiano con i coccodrilli assassini
Ricordate il film The Pool? Un valido croc movie thailandese del 2018 diretto da Ping Lumpraploeng, che vede una coppia intrappolata in una piscina senza possibilità di uscire, con un famelico coccodrillo a minacciare la loro sopravvivenza.
Ebbene, recentemente è approdato su Netflix un remake indiano, intitolato Tu Yaa Main, che tradotto in italiano significa “tu o io”. Diretto da Bejoy Nambiar, il film rivisita il film originale in lingua hindi, con una storia ben più diluita e dotata di una spiccata componente romantica.
Una di famiglia – The Housemaid: in combo 4K UHD + Blu-ray il thriller con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried
La carriera dello statunitense Paul Feig non è sicuramente stata caratterizzata da film memorabili, nonostante le due – ancora oggi inspiegabili – candidature agli Oscar per Le amiche della sposa. Eppure, il regista dell’odiato reboot al femminile di Ghostbusters sta seguendo un percorso incredibilmente vario, a tratti perfino schizofrenico, che dalla predilezione per la commedia sta progressivamente spostandosi verso il thriller. Un piccolo favore era l’ideale passaggio di testimone da un genere all’altro, vista la sua schietta contaminazione tra commedia al femminile e giallo/mistery, ma con Una di famiglia – The Housemaid, notiamo un ancora più deciso passo, visto che questo “bizzarro” thriller riesce perfino a mettere le mani nel torture porn senza tralasciare incredibilmente uno sguardo al romanzetto rosa. Uscito nelle nostre sale ad inizio anno abbracciando un inaspettato successo al botteghino (circa 3,6 milioni di euro), questo thriller con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried è da pochi giorni disponibile in edizione combo 4K UHD + Blu-ray grazie ai canali distributivi di Eagle Pictures.
Due Spicci: il trailer della nuova serie di Zerocalcare
Dopo il teaser dei giorni scorsi, Netflix alza il sipario su Due Spicci con il trailer ufficiale della serie che anticipa il ritorno dell’universo narrativo di Zerocalcare. La serie animata, composta da otto episodi, sarà disponibile dal 27 maggio in esclusiva sulla piattaforma.
Fin dalle prime sequenze, il trailer restituisce quell’equilibrio ormai riconoscibile tra quotidianità e inquietudine esistenziale, contraddistinta dall’immancabile ironia, che ha reso cult i precedenti lavori del fumettista romano, da Strappare lungo i bordi a Questo mondo non mi renderà cattivo. Ma Due Spicci sembra spostare il baricentro verso una dimensione ancora più concreta e, per certi versi, più amara.
















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