Da cattivo ad anti-eroe: il cambio di rotta di PREDATOR: BADLANDS

Predator: Badlands è un robusto action avventuroso con un gran senso del ritmo, ottimi effetti speciali e tanti momenti che si faranno ricordare; di contro, però, porta a un evidente addomesticamento il franchise di Predator. Continua »

Luc Besson reimmagina DRACULA

Besson realizza un Dracula personale, un film gotico d’intrattenimento puro che raccoglie e rielabora le passioni del regista: il romanticismo maledetto, l’azione spettacolare e l’attenzione per l’atmosfera. Continua »

THE UGLY STEPSISTER, ovvero Cenerentola in versione sadomaso e body horror!

Come accadeva anche in The Substance, il tema centrale è la necessità dell’accettazione sociale, declinata in modi che appartengono al contemporaneo: chirurgia estetica estrema, competizione femminile, corpi che mutano per un obiettivo esterno. Continua »

Piccolo, verde, radioattivo e incazzato: THE TOXIC AVENGER

Macon Blair tenta di riportare in sala Toxie ma aggiornato ai tempi del corporativismo farmaceutico e della salute privata americana. Continua »

Dalla TV al grande schermo: IO SONO ROSA RICCI

Con Io sono Rosa Ricci, la produzione prova a capitalizzare su quell’immagine forte, ma finisce per confezionare un film che, pur partendo da intenzioni sincere, si perde in un racconto chiuso, povero e ripetitivo, distante dal respiro corale che aveva reso di grande appeal la serie madre. Continua »

 

Buen Camino, la recensione del film che ha incassato di più nella storia storia del cinema in Italia

Buen Camino è un film del 2025 co-scritto, diretto e co-montato da Gennaro Nunziante. Questo è il sesto film con protagonista Checco Zalone e segna il ritorno della accoppiata Zalone-Nunziante dopo la separazione tra i due che c’era stata per Tolo Tolo (2020).

Buen Camino segue la vita di Checco (Checco Zalone), ricco e viziato erede di un impero di fabbricanti di divani. Quando improvvisamente la figlia adolescente scompare nel nulla, è costretto ad abbandonare la sua gabbia dorata per mettersi sulle sue tracce. Checco finisce suo malgrado sul Cammino di Santiago, ed è costretto a seguire il percorso di pellegrinaggio. Questo viaggio inaspettato, fatto di fatica, vesciche, incontri e scontri, diventa un’occasione unica per conoscersi davvero.
Lungo il cammino, Checco non solo cerca di ritrovare la figlia, ma è costretto anche ad affrontare se stesso, trasformando una disperata ricerca in un’opportunità di redenzione e di profonda riconciliazione.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Sentimental Value, la recensione

Negli ultimi anni il cinema scandinavo ha conosciuto una fortuna internazionale che fino a qualche decennio fa sarebbe stata impensabile. Un successo costruito su un equilibrio non sempre facile: film profondamente radicati nelle rispettive identità nazionali, ma confezionati con una forma e un respiro capaci di parlare a un pubblico globale. Dalla Danimarca alla Svezia, passando per la Norvegia, questa ondata ha sdoganato un immaginario fatto di introspezione, rigore emotivo e drammi familiari, spesso austeri ma sempre più “accessibili” grazie a una certa contaminazione con il linguaggio mainstream.

In questo contesto si inserisce perfettamente Joachim Trier, uno degli autori norvegesi più riconoscibili e interessanti degli ultimi anni. Regista e sceneggiatore, ha saputo muoversi con disinvoltura tra il dramma generazionale e l’horror d’autore (il buon Thelma), per poi raggiungere il successo mondiale con La persona peggiore del mondo, candidato agli Oscar nel 2022 e diventato un piccolo fenomeno. Ora Trier torna con Sentimental Value, film che lo ha riportato sotto i riflettori: Grand Prix della Giuria a Cannes 2025, Golden Globe a Stellan Skarsgård e addirittura nove candidature agli Oscar.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Sleeping Dogs e Old Guy: Russell Crowe e Christoph Waltz protagonisti di due thriller editi in Blu-ray da Blue Swan Entertainment

Giusto qualche settimana fa vi abbiamo parlato di Dangerous Animals, gustoso survival movie a base di squali diretto dall’australiano Sean Byrne e recentemente edito sul nostro mercato home video. Proprio in quell’occasione abbiamo avuto modo di notare – e apprezzare – questa recente tendenza da parte di Blue Swan Entertainment a dedicare finalmente maggiori attenzioni al supporto Blu-ray disc. Se qualche tempo fa le uscite ad alta definizione della label costituivano quasi un accadimento eccezionale (When Evil Lurks, In a Violent Nature), nell’ultimissimo periodo le cose sembra stiano fortunatamente cambiando. Grazie alla collaborazione con Minerva Pictures e ai canali distributivi Eagle Pictures, Blue Swan Entertainment ha recentemente portato in home video Sleeping Dogs e Old Guy, due thriller molto differenti tra loro per linguaggio ma accomunati dal singolare binomio “professione & malattia”, interpretati rispettivamente da Russell Crowe e Christoph Waltz. I due titoli sono disponibili in alta definizione Blu-ray disc.

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Gli Oscar e l’horror: un secolo di diffidenza, un anno di rivoluzione

Con 16 nomination per I Peccatori (record storico per un unico film) e presenze multiple di film di genere come Frankenstein (9 candidature), Weapons (1 candidatura per Amy Madigan) e The Ugly Stepsister (1 candidatura per trucco e parrucco), gli Oscar 2026 segnano un punto di svolta nel modo in cui l’Academy guarda ai film horror. In passato la conquista di una statuetta da parte di un film appartenente al genere era rarissima, confinata spesso alle categorie tecniche o riconosciuta solo per performance individuali. In questa evoluzione c’è la storia più ampia di come paura, inquietudine e narrazione estrema abbiano lottato per ottenere rispetto nel più prestigioso premio cinematografico del mondo.

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La valle dei sorrisi, la recensione

Era il 2021 quando usciva su Netflix, senza troppi squilli di tromba, A Classic Horror Story, un film di paura made in Italy il cui grande merito non fu soltanto quello di essere molto ben fatto, ma soprattutto di aver portato una ventata d’aria fresca nel cinema dell’orrore nostrano, ormai appiattito. Un’opera dal respiro internazionale, capace di giocare con gli stilemi del genere contemporaneo.

Alla regia vi erano Roberto De Feo (già autore del meritevole The Nest) e Paolo Strippoli, che successivamente si è imposto anche in solitaria come autore interessante e ricco di idee, come dimostrato nel successivo lavoro Piove. Un lavoro, quest’ultimo, che ha evidenziato come il regista pugliese sia abile a prendere a pretesto l’horror e metterlo al servizio di una più ampia riflessione sull’animo umano e sulla società contemporanea.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Su Rarovideo Channel la più completa collection di David Lynch

A un anno dalla scomparsa di uno dei cineasti più influenti e visionari della storia del cinema, e in occasione dell’80esimo compleanno, Rarovideo Channel rende omaggio a David Lynch con una straordinaria collection esclusiva che raccoglie sette dei suoi dieci lungometraggi, una selezione dei cortometraggi più importanti e numerosi contenuti extra, tutti in doppia versione: doppiata e originale sottotitolata.
Un viaggio ipnotico e abissale nell’universo di un autore che ha riscritto le regole della narrazione cinematografica, dando forma a un immaginario disturbante, onirico e fortemente simbolico, capace di lasciare un segno indelebile nella storia del cinema contemporaneo.

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Mercy: Sotto accusa, la recensione

Negli ultimi mesi il cinema sembra aver trovato un nuovo grande territorio di esplorazione negli scenari futuri dettati dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Dai racconti più apertamente distopici alle riflessioni più sottili e ambigue, l’AI è diventata il nuovo specchio delle nostre paure: controllo, sorveglianza, delega delle responsabilità, perdita dell’umano. Mercy – Sotto accusa di Timur Bekmambetov si inserisce in questo filone, ma lo fa con un approccio più interessante di quanto si possa pensare. Non è l’ennesimo film che ripete fino allo sfinimento quanto l’AI sia pericolosa e quanto il futuro sia necessariamente un incubo: al contrario, Mercy sceglie una strada più sfumata, mostrando l’intelligenza artificiale come sistema fallace, sì, ma anche come possibile alleato. Non un demone, non un dio, ma uno strumento, potente e ambiguo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Return to Silent Hill, la recensione

La trasposizione cinematografica di un videogame è un territorio davvero spinoso da affrontare e la storia del cinema ce lo ha dimostrato di continuo con numerosi adattamenti fallimentari, sia da un punto di vista qualitativo che economico. Ma se oggi ricordiamo con piacere un film tratto da un videogioco, quel film è Silent Hill del 2006, che Christophe Gans aveva tratto dal capolavoro survival-horror della Konami.

Nonostante ci siano stati tentativi felici di adattamento da un videogame, anche di recente nel campo delle serie tv (basti pensare a The Last of Us e Fallout), quello di Gans continua ad essere l’esempio perfetto di trasposizione cinematografica di un videogioco per un semplice motivo: il regista francese aveva trovato la formula perfetta dell’adattamento, ovvero non rifare il videogame paro-paro, ma reinterpretarlo pur rimanendo fedelissimo al mood e all’atmosfera del prodotto d’origine.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

Marty Supreme, la recensione

Che i fratelli Safdie siano stati una delle voci più interessanti e riconoscibili del cinema americano indipendente dell’ultimo decennio è ormai un dato di fatto. Da Good Time a Diamanti grezzi, il loro cinema in coppia ha costruito un’estetica nervosa, claustrofobica, febbrile, capace di raccontare perdenti magnifici, uomini sempre sull’orlo del baratro, inghiottiti da un mondo più grande e più feroce di loro. La separazione artistica dei due, però, non ha significato una vera rottura: entrambi sono rimasti sotto l’ala protettrice della A24 e, curiosamente, entrambi hanno scelto di raccontare storie sportive. Benny Safdie ha puntato sull’MMA e sulla fisicità di Dwayne Johnson in The Smashing Machine; Josh, invece, ha fatto una scelta apparentemente bizzarra, prendendo uno sport poco cinematografico come il ping pong e costruendoci attorno Marty Supreme, affidando tutto il peso del film a Timothée Chalamet.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

In libreria “Le storie della buona morte” di Tony Crynight: fiabe macabre e incubi da leggere tutto d’un fiato

È disponibile da oggi, 21 gennaio 2026, Le storie della buona morte, la nuova raccolta di racconti di Tony Crynight pubblicata da Edizioni Clandestine per la collana Narrazioni Clandestine. Il libro si segnala per un tono che combina fantasia, ironia nera e suggestioni inquietanti, proponendo al lettore un viaggio tra fiaba e incubo in cui la morte assume forme sorprendenti.

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