Archivio categorie: Horrorside
Return to Silent Hill, la recensione
La trasposizione cinematografica di un videogame è un territorio davvero spinoso da affrontare e la storia del cinema ce lo ha dimostrato di continuo con numerosi adattamenti fallimentari, sia da un punto di vista qualitativo che economico. Ma se oggi ricordiamo con piacere un film tratto da un videogioco, quel film è Silent Hill del 2006, che Christophe Gans aveva tratto dal capolavoro survival-horror della Konami.
Nonostante ci siano stati tentativi felici di adattamento da un videogame, anche di recente nel campo delle serie tv (basti pensare a The Last of Us e Fallout), quello di Gans continua ad essere l’esempio perfetto di trasposizione cinematografica di un videogioco per un semplice motivo: il regista francese aveva trovato la formula perfetta dell’adattamento, ovvero non rifare il videogame paro-paro, ma reinterpretarlo pur rimanendo fedelissimo al mood e all’atmosfera del prodotto d’origine.
The Beauty a Roma: il cast svela ambizioni, temi e ossessioni della nuova serie horror di Ryan Murphy
Roma è stata la cornice scelta per la presentazione italiana di The Beauty, la nuova serie horror ideata da Ryan Murphy in arrivo su Disney+ dal 22 gennaio con i primi tre episodi. In una conferenza stampa ricca di spunti e riflessioni, il cast internazionale ha parlato dei temi al centro della produzione, della propria esperienza sul set e delle motivazioni che li hanno spinti ad aderire a un progetto così ambizioso.
Tra i protagonisti presenti alla conferenza, ciascuno con un ruolo significativo nel racconto, Evan Peters, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Ashton Kutcher hanno condiviso con i giornalisti romani le loro impressioni sul lavoro con Murphy, sul significato della serie e su quel delicato equilibrio tra bellezza, perfezione e identità umana che The Beauty esplora.
Dellamorte Dellamore: una bellissima edizione combo 4K UHD + Blu-ray disc per l’ultimo vero cult del cinema horror italiano
Se ci venisse fatta a bruciapelo la domanda “quale è stato l’ultimo grande horror del cinema italiano?” non servirebbero molti secondi affinché il nostro cervello possa elaborare una risposta lucida e definitiva. E la risposta penderebbe inevitabilmente verso Dellamorte Dellamore, quarto lungometraggio diretto da Michele Soavi e tratto dall’omonimo romanzo di Tiziano Sclavi.
Interpretato magnificamente da Rupert Everett, François Hadji-Lazaro e Anna Falchi, Dellamorte Dellamore è un esempio più unico che raro di cinema italiano che riesce a mescolare in modo squisitamente perfetto commedia (umorismo nero) e horror, atmosfere scanzonate da fumetto con momenti fortemente poetici e struggenti. Un film stravagante, diverso da qualsiasi altra cosa fatta prima, che ancora oggi si fa carico di tutto l’immaginario creato da Scalvi risultando – pur senza esserlo – la cosa più vicina ad un perfetto live action del bonelliano Dylan Dog.
28 anni dopo: Il tempio delle ossa, la recensione
“Woe to you, Oh Earth and Sea, for the Devil sends the beast with wrath, because he knows the time is short…”
(Apocalisse di Giovanni 12:12 – The Number of the Beast, Iron Maiden)
Il secondo capitolo della trilogia 28 anni dopo – o quarto capitolo della saga iniziata con 28 giorni dopo, se preferite – arriva come un fulmine a ciel sereno non solo perché esce in sala a soli sei mesi dal precedente film, ma anche perché si mostra come una “parentesi” decisamente anomala nel contesto dei “28”.
28 anni dopo: Il tempio delle ossa inizia proprio lì dove terminava il precedente capitolo, ovvero con l’incontro tra il giovane Spike (Alfie Williams) e la gang dei Jimmy. Quel finale grottesco dà il “la” a un inizio decisamente cruento, che è poi il leitmotiv di tutto il film.
Dangerous Animals: arriva in Blu-ray il singolare shark-movie presentato all’ultimo Festival di Cannes
Ormai lo sanno praticamente tutti, anche chi non ama particolarmente il genere: da quando Steven Spielberg riuscì a terrorizzare il mondo nel 1975 con l’adattamento cinematografico del romanzo di Peter Benchley (Lo squalo), il grande predatore marino è diventato un protagonista ricorrente della settima arte. Dalla metà degli anni Settanta in poi, i film sugli squali assassini si sono moltiplicati senza sosta, ma raramente hanno anche solo sfiorato l’impatto e l’efficacia del capolavoro spielberghiano. Fatte salve poche eccezioni — dallo spettacolare Blu profondo di Renny Harlin all’essenziale Open Water di Chris Kentis, fino al tesissimo Paradise Beach – Dentro l’incubo di Jaume Collet-Serra — il filone si è spesso arenato su produzioni a basso budget, effetti speciali dozzinali e confezioni approssimative, pensate per il mercato televisivo o il direct-to-video (basti citare l’infinita schiera di titoli firmati The Asylum). Proprio per questo ha sorpreso la presentazione di Dangerous Animals di Sean Byrne, mostrato lo scorso maggio alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes: uno shark movie anomalo che ribalta le regole del genere e rimette in discussione la catena alimentare, suggerendo una domanda scomoda ma affascinante: chi è davvero il predatore più feroce, lo squalo o l’uomo? Il film è ora disponibile in alta definizione Blu-ray grazie a Blue Swan Entertainment e alla distribuzione Eagle Pictures.
Whistle – Il richiamo della morte: ecco il trailer italiano dell’horror sul fischio che uccide
Dopo Return to Silent Hill, Midnight Factory sgancia un’altra bomba e distribuirà nei cinema italiani dal 19 febbraio un altro atteso horror: Whistle – Il richiamo della morte, il nuovo angosciante film diretto da Corin Hardy, regista di The Nun e già autore di The Hallow e della serie Gangs of London.
Con Whistle – Il richiamo della morte, Hardy firma un film che fonde l’adrenalinica corsa contro la morte di Final Destination con il ritratto generazionale e le paure adolescenziali di Talk To Me, dando vita a un concept tanto originale quanto disturbante. In occasione del lancio, Midnight Factory diffonde anche il teaser poster e il teaser trailer italiano del film, offrendo un primo assaggio di un incubo che nasce dall’incontro tra mito ancestrale e orrore contemporaneo.
IT: Welcome to Derry. Quando il Male torna a raccontarsi
IT: Welcome to Derry è un progetto ambizioso e per certi versi rischioso, perché va a infilarsi in uno degli immaginari horror più iconici di sempre, cercando di espanderlo invece di limitarsi a sfruttarlo. La serie HBO si colloca come prequel diretto dei due film di Andy Muschietti usciti nel 2017 e 2019, ma soprattutto come ulteriore tassello dell’universo creato da Stephen King nel romanzo IT. Un’operazione che guarda contemporaneamente al cinema recente e alla materia letteraria originale, cercando di colmare i vuoti, ampliare la mitologia e raccontare ciò che nel libro era solo accennato o filtrato dai ricordi dei Perdenti.
Il Cartaio: il thriller di Dario Argento arriva per la prima volta sul mercato italiano in alta definizione Blu-ray
Nei mesi scorsi, con cadenza più o meno regolare, abbiamo colto l’occasione per tornare a parlare del cinema di Dario Argento. Ma non del suo cinema in generale, bensì di quella parte della sua filmografia considerata minore e che per molti coincide con l’inizio del suo reale decadimento artistico: la fine degli anni ‘90 e i primissimi anni duemila. Vi abbiamo perciò parlato de Il fantasma dell’Opera, di Non ho sonno e de La Terza Madre. Oggi andiamo ad aggiungere un ulteriore piccolo tassello a questo mosaico argentiano e vi parliamo de Il Cartaio, ovvero uno dei titoli più attaccati nella filmografia del regista di Profondo rosso. Interpretato da Stefania Rocca, Claudio Santamaria, Silvio Muccino e Liam Cunningham, Il Cartaio torna finalmente disponibile sul nostro mercato home video e per la prima volta in alta definizione Blu-ray disc, in un’edizione restaurata dall’Istituto Luce-Cinecittà a partire dai negativi originali.
I Play Mother e Le donne al balcone: l’horror europeo che non si accontenta di essere horror
L’horror è un genere trasversale e può essere plasmato e modellato a piacere degli autori che decidono di sperimentarne i codici e i linguaggi. Non sorprende, dunque, veder utilizzati i topoi del cinema dell’orrore in film che, in fin dei conti, horror non sono, o comunque non del tutto. Come è accaduto nel britannico I Play Mother – Il gioco del male (2024) di Brad Watson e Le donne al balcone – The Balconettes (2024) di Noémie Merlant, due film che attraverso i dettami della ghost story o dello splatter grottesco parlano di disagi concreti, di istituzione famigliare e di tematiche sociali complesse e contemporanee come la violenza sulle donne.
The Krampus Rises, la recensione
Figura folkloristica radicata nelle tradizioni alpine, il Krampus è da secoli l’ombra oscura del Natale: un demone caprino che punisce i bambini cattivi, iconograficamente opposto a San Nicola e incarnazione del lato selvaggio e incontrollabile dell’inverno. Un personaggio che il cinema horror ha riscoperto solo negli ultimi dieci anni, soprattutto in chiave ironica o antinatalizia: Krampus di Michael Dougherty è l’esempio più noto, ma non mancano variazioni più feroci come Krampus: The Reckoning o A Christmas Horror Story. In questo solco si inserisce The Krampus Rises di Andrea Dalfino, ed è sorprendente come un’opera tutta italiana riesca a piazzarsi con così tanta sicurezza nel panorama del cinema di genere internazionale, dimostrando un’ambizione produttiva e un coraggio creativo rarissimi nel nostro territorio.








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