Archivio categorie: Horrorside

Soulm8te, la recensione del thriller fanta-erotico spin-off di M3GAN

La solitudine è un mercato straordinario. Soprattutto quando a occuparsene è un’industria tecnologica che promette di risolvere ogni problema attraverso un prodotto, possibilmente accompagnato da un abbonamento. Non sorprende, dunque, che dopo aver immaginato una bambola capace di sostituirsi all’affetto genitoriale, l’universo cinematografico di M3GAN abbia deciso di esplorare un’altra frontiera dell’intelligenza artificiale: quella sentimentale e sessuale. Nasce così Soulm8te, spin-off scritto e diretto dall’irlandese Kate Dolan (You Are Not My Mother), pensato per ampliare un franchise che, tuttavia, ha cominciato a mostrare qualche crepa prima ancora di riuscire a espandersi. Il clamoroso insuccesso commerciale di M3GAN 2.0 ha infatti spinto Universal a rinunciare alla prevista distribuzione cinematografica, destinando il film direttamente al mercato digitale. Una sorte forse ingenerosa per un prodotto che, pur senza inventare nulla, possiede una personalità più definita di quanto la sua travagliata vicenda distributiva potrebbe suggerire.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Exorcist: I Martiri, online il trailer italiano del nuovo horror di Mike Flanagan

Il male torna a manifestarsi, ma questa volta potrebbe nascondersi dietro una scia di omicidi che attraversa la storia del crimine americano. È online il trailer ufficiale italiano di The Exorcist: I Martiri, il nuovo film diretto e scritto da Mike Flanagan, chiamato a confrontarsi con uno dei franchise più importanti nella storia del cinema horror. Il film arriverà nelle sale statunitensi il 12 marzo 2027; per l’uscita italiana il distributore Universal Pictures si sta tenendo su un generico “prossimamente”, ma probabilmente da noi il film arriverà l’11 marzo, se non addirittura il 10 sfruttando la finestra del mercoledì. 

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The Nameless Ballad: online il trailer del nuovo horror di Federico Zampaglione

Arriverà nelle sale italiane il 5 novembre, distribuito da Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub, The Nameless Ballad, il nuovo film horror diretto da Federico Zampaglione e sceneggiato insieme a Barbara Baraldi, curatrice editoriale di Dylan Dog. In attesa dell’uscita, è stato diffuso il trailer ufficiale.

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Venezia 83. L’estranea, la recensione

Un patto col diavolo per raccontare l’orrore ben più terreno delle dinamiche famigliari: L’estranea è il nuovo lavoro di Paolo Strippoli, che dopo Piove e La Valle dei Sorrisi conclude un’ideale “trilogia della pioggia” con l’esordio in concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia.

Roma. Una giornata di pioggia battente. Anna (Jasmine Trinca) si presenta alla porta di casa di sua figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) dichiarando di doverle fare delle rivelazioni sconvolgenti sulla loro storia famigliare. Ricorda un evento dell’infanzia di Alice: da bambina era stata morsa dal cane di famiglia, rischiando di perdere la gamba.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Onslaught – Assalto finale, la recensione

Ci sono film che la critica ha contribuito a consegnare all’oblio e che, a distanza di quarant’anni, si sono invece rivelati fondamentali per capire il cinema contemporaneo. È una delle tante contraddizioni della storia del cinema di genere: i B-movie degli anni ’80, spesso liquidati all’epoca come prodotti rozzi, derivativi o apertamente trash, hanno in realtà costruito un immaginario potentissimo, formando una generazione di spettatori e, soprattutto, di cineasti. Sono quei film che hanno insegnato a guardare il cinema attraverso il cinema, a riconoscere un’inquadratura, un suono, un ritmo, una trovata e a trasformarli in materiale per una nuova generazione di racconti. Adam Wingard appartiene a quella generazione e, fin dai tempi di You’re Next e soprattutto di The Guest, ha dimostrato di avere un rapporto molto personale con quel cinema. Con Onslaught – Assalto finale compie quindi il suo più scoperto atto d’amore verso il genere degli anni ’80, riportando in vita l’action-horror muscolare, violento e sfrontato di un tempo. E lo fa con la benedizione di A24, realtà che negli ultimi anni ha costruito una delle identità più riconoscibili del cinema indipendente americano e che, pur essendo spesso associata a produzioni più autoriali, qui dimostra di poter sostenere anche un B-movie con ambizioni decisamente più sanguinolente.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Her Private Hell, la recensione dello stiloso film di Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn è uno di quegli autori che, nel bene e nel male, hanno costruito la propria carriera sulla riconoscibilità. All’inizio, però, quella riconoscibilità era soprattutto sinonimo di voce fuori dal coro: la trilogia di Pusher, Bronson e Valhalla Rising raccontavano un cinema sporco, violento e radicale, ma ogni volta diverso nel modo di affrontare il genere e i suoi personaggi. Poi arrivò Drive, la consacrazione internazionale e, subito dopo, il film che forse più di ogni altro ha rappresentato la sintesi perfetta del cinema di Refn, Solo Dio perdona: un’opera spesso sottovalutata dalla critica, ma capace di portare all’estremo la sua idea di cinema fatto di silenzi, violenza, simbolismo e geometrie visive. Da quel momento, però, quella che era stata una cifra stilistica ha cominciato progressivamente a trasformarsi in maniera. The Neon Demon sembrava già un esercizio di stile particolarmente compiaciuto e, dopo dieci anni di assenza dal grande schermo – intervallati da due serie televisive non particolarmente fortunate come Too Old to Die Young e Copenhagen Cowboy – Refn torna al cinema con Her Private Hell. E ciò che in The Neon Demon sembrava un eccesso viene qui ulteriormente amplificato, fino a fare del film non soltanto un’opera arthouse, ma quasi la definizione stessa di esercizio di stile.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il risveglio di Boiúna: trailer italiano e data d’uscita del monster movie di Mike P. Nelson

Il 26 novembre arriva nei cinema italiani Il risveglio di Boiúna, il nuovo survival horror diretto da Mike P. Nelson, già regista del reboot di Wrong Turn e del remake di Silent Night, Deadly Night. Distribuito da Vertice 360, il film è stato scelto come apertura del Fantastic Film Fest 2026 e promette di trascinare il pubblico nel cuore della foresta amazzonica, dove una gigantesca creatura ispirata al folklore sudamericano trasforma una missione umanitaria in una disperata lotta per la sopravvivenza. Nel frattempo è stato diffuso anche il trailer italiano. Eccolo!

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Resident Evil di Zach Cregger, la recensione

Trent’anni sono un’eternità nel mondo dei videogiochi. Nel 1996, quando Capcom pubblicava il primo Resident Evil, il survival horror era ancora un territorio relativamente giovane e quella telecamera fissa che inquadrava corridoi bui, porte da aprire e mostri da evitare avrebbe contribuito a definire un genere. Tre decenni dopo, Resident Evil è diventato uno dei marchi più longevi e redditizi della storia del videogioco: la saga ha superato i 213 milioni di copie vendute nel mondo e continua a intercettare nuove generazioni di giocatori, dimostrando una capacità di rinnovarsi che molte altre franchise non hanno avuto.

L’esempio più recente è Resident Evil: Requiem, uscito nel febbraio 2026 e capace di raggiungere gli 8 milioni di copie vendute in appena pochi mesi, dopo essere diventato il capitolo più veloce della serie a superare prima i cinque e poi i sei milioni. Non è un dettaglio trascurabile: significa che una saga nata quando la prima PlayStation era ancora una macchina giovane continua a parlare anche a un pubblico che, nel 1996, probabilmente non era nemmeno nato.

E se il videogioco ha saputo cambiare pelle più volte senza rinunciare alla propria identità, anche il cinema ha provato nel corso degli anni a interpretare Resident Evil secondo sensibilità differenti. Abbiamo avuto i sei film con Milla Jovovich, quattro diretti da Paul W.S. Anderson, figli dell’action ipertrofico e della CGI dei primi anni Duemila, e poi il reboot Resident Evil: Welcome to Raccoon City di Johannes Roberts, che cercava un rapporto più diretto con l’immaginario dei videogame. Percorsi differenti, ma con un problema comune: nessuno dei due era riuscito davvero a restituire sul grande schermo ciò che rende Resident Evil così speciale. E, se oggi il primo film di Anderson può essere guardato con maggiore simpatia rispetto a quanto accadesse alla sua uscita, una vera trasposizione cinematografica capace di cogliere l’anima della saga, fino a oggi, era ancora mancata.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Non aprite quella porta: il capolavoro di Tobe Hooper in una bellissima Limited Edition Midnight Classics 6 dischi, 4K Ultra HD e Blu-ray

Non è la prima volta che vi parliamo di Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), il capolavoro diretto da Tobe Hooper nel 1974 che ha avuto la forza di ridisegnare la Storia dell’horror e cambiare per sempre certe regole del genere. Due anni fa infatti, nel settembre del 2024, non privi di entusiasmo vi abbiamo parlato del film in occasione della sua riuscita in sala – sempre per mano di Midnight Factory – in occasione del suo 50° anniversario. Un’occasione imperdibile che ci ha dato modo di (ri)vedere questa pietra miliare della settima arte sul grande schermo e in una nuova versione restaurata 4K. Ma Midnight Factory ha iniziato a manifestare interesse attorno a questo titolo già da molto tempo prima. Nel 2018 infatti, sempre all’interno della collana Midnight Classics, la label aveva editato per la prima volta il film di Hooper in un notevolissimo cofanetto a 3 dischi che comprendeva il film in formato 4K UHD + Blu-ray + Bonus Disc. Nel giugno del 2024, quindi ad anticipare l’uscita nelle sale cinematografiche, Midnight Factory ci ha offerto una seconda edizione home video di Non aprite quella porta per inaugurare la sua nuova linea Midnight Gold. Ancora 3 dischi (4K UHD + Blu-ray + Bonus Disc) ma con la differenza che questa volta il film di Hooper viene offerto con il più recente master 4K UHD HDR realizzato e fornito direttamente da MPI Media Group in occasione proprio del 50° anniversario. Come se non bastasse, per la serie “non c’è due senza tre”, lo scorso luglio Midnight Factory ha deciso di superarsi rieditano in home video Non aprite quella porta per la terza volta e in quella che possiamo definire la sua versione definitiva.

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Pitfall, la recensione

Da bambini, i nostri genitori e spesso i nonni ci allietano con fiabe ambientate nel bosco, locus amoenus per eccellenza e simbolo di un mondo incantato che, più per convenzione che per convinzione, fa da sfondo alla nostra infanzia. Crescendo, però, questo ritratto immaginario tende a sgretolarsi, soprattutto quando alcuni di noi scoprono il fascino irresistibile dell’horror. Innumerevoli racconti e film del terrore hanno infatti trasformato il bosco in qualcosa di radicalmente diverso: la sua fitta rete di alberi e cespugli diventa un’allegoria delle zone più oscure della mente umana, popolata da streghe, fantasmi e spietati killer mascherati. È qui che si innesca il più classico dei meccanismi del gatto col topo, una formula vincente che ha dato vita a un numero sterminato di film – dal recente In a Violent Nature al classico The Blair Witch Project – e che continua ad appassionare gli spettatori di ogni epoca, terrorizzati dalla capacità del bosco di celare minacce, trappole e paure capaci di lasciare il segno.

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