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The Long Walk, la recensione
È curioso pensare che Stephen King abbia scritto La lunga marcia nel lontano 1966, sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, ben prima di diventare il Re incontrastato dell’horror letterario. Eppure, già in quel primo romanzo, acerbo ma potentissimo, c’era tutto: la tensione, la costruzione dei personaggi, ma soprattutto una visione politica nerissima dell’America. Un Paese che cercava di rialzarsi ma trasformato in macchina di spettacolo e morte, dove l’intrattenimento coincide con il sacrificio umano. Un’idea che anticipa di decenni tanto il reality televisivo quanto una certa deriva culturale contemporanea. Non è un caso che oggi, in un momento storico particolarmente sensibile a questi temi, il romanzo trovi una nuova vita cinematografica con The Long Walk.
A portarlo sul grande schermo è Francis Lawrence, già avvezzo a distopie giovanili grazie alla saga di Hunger Games, su una sceneggiatura firmata da JT Mollner, talento emergente dietro l’ottimo Strange Darling. Le premesse sono solide, e il film lo dimostra fin dalle prime sequenze.
The Running Man: in 4K Ultra HD il fanta-action distopico con Glen Powell
Questi sono anni d’oro per il cinema del buon Stephen King, che sta tornando in pompa magna con una marea di trasposizioni dei suoi romanzi. E mentre sta per arrivare al cinema la prima versione filmica di The Long Walk (dal 23 aprile), in home video arriva con Paramount Pictures The Running Man di Edgar Wright, che è la seconda trasposizione di L’uomo in fuga, pubblicato nel 1982 sotto lo pseudonimo Richard Bachman e già portato al cinema nel 1987 da Paul Michael Glaser con L’implacabile, interpretato da Arnold Schwarzenegger.
The Life of Chuck: disponibile in Blu-ray il disaster-drama esistenziale tratto da Stephen King e diretto da Mike Flanagan
Presentato in anteprima mondiale nel settembre 2024 al 49° Toronto International Film Festival, The Life of Chuck ci ha messo un po’ a trovare la sua strada sul nostro mercato cinematografico. Uscito nei cinema italiani lo scorso settembre per mano di Eagle Pictures, The Life of Chuck è l’ultima collaborazione tra il Re del Brivido Stephen King e l’ormai affezionato kinghiano Mike Flanagan (che di King ha già adattato Il gioco di Gerald e Doctor Sleep). Ma occhio, perché questa volta lo spettacolo restituito non è un horror con tutti i crismi bensì un disaster-drama esistenziale che porta lo spettatore a riflettere su tematiche universali come la gioia, l’attesa, l’amore e la morte. Interpretato da Tom Hiddleston, Chiwetel Ejiofor, Karen Gillan e Mark Hamill, The Life of Chuck è da poco disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie ai canali distributivi Eagle Pictures.
IT: Welcome to Derry. Quando il Male torna a raccontarsi
IT: Welcome to Derry è un progetto ambizioso e per certi versi rischioso, perché va a infilarsi in uno degli immaginari horror più iconici di sempre, cercando di espanderlo invece di limitarsi a sfruttarlo. La serie HBO si colloca come prequel diretto dei due film di Andy Muschietti usciti nel 2017 e 2019, ma soprattutto come ulteriore tassello dell’universo creato da Stephen King nel romanzo IT. Un’operazione che guarda contemporaneamente al cinema recente e alla materia letteraria originale, cercando di colmare i vuoti, ampliare la mitologia e raccontare ciò che nel libro era solo accennato o filtrato dai ricordi dei Perdenti.
The Running Man, la recensione
Nel panorama distopico e della critica sociale, il romanzo The Running Man – L’uomo in fuga di Stephen King (pubblicato nel 1982 sotto lo pseudonimo Richard Bachman) occupa una posizione di rilievo. Ambientato in un 2025 immaginario, in cui l’America è precipitata in una crisi economica e morale profonda, il libro descrive un reality show mortale in cui i concorrenti devono fuggire per 30 giorni, braccati da assassini professionisti, per guadagnare la sopravvivenza e una vincita in denaro.
Nel 1987 il romanzo fu trasposto in pellicola con Arnold Schwarzenegger protagonista e un’impostazione action-gladiatoria intitolata anch’essa The Running Man (da noi diventato L’implacabile), diretta da Paul Michael Glaser, che però deviava fortemente dal testo originale.
Con questa nuova versione del 2025 (curiosamente proprio l’anno in cui si ambientava il libro!) affidata al talentuoso Edgar Wright e co-scritta da Wright insieme a Michael Bacall, l’intento è dichiaratamente quello di tornare al romanzo, riproporre il messaggio distopico originario, pur aggiornandolo al mezzo cinematografico contemporaneo.
Uomini in fuga: un viaggio tra Stephen King e il The Running Man con Schwarzenegger
Con il nuovo The Running Man di Edgar Wright all’orizzonte, in arrivo al cinema il 13 novembre 2025 con Glen Powell nei panni del protagonista, il cerchio sembra chiudersi. Dopo quasi quarant’anni, la storia dell’uomo costretto a correre per la propria vita davanti a un pubblico assetato di spettacolo torna sul grande schermo. Wright, insieme allo sceneggiatore Michael Bacall, ha dichiarato di voler restituire alla vicenda la sua dimensione originaria, più fedele al romanzo di Stephen King (pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman), lasciando intendere che il nuovo film non sarà un rifacimento del classico con Schwarzenegger, bensì una sorta di ritorno alle radici. Ed è proprio da lì che conviene ripartire: dal libro e da quel film del 1987 che, pur tradendo lo spirito del romanzo, è rimasto nella memoria collettiva come un’icona pop del cinema d’azione distopico anni Ottanta.
The Life of Chuck, la recensione
Se i nomi in rilievo sul poster di un film sono quelli di Stephen King e Mike Flanagan, non si può far altro che pensare di imbarcarsi nella visione di un film horror con tutti i crismi.
Con The Life Of Chuck non è esattamente così ma, in fin dei conti, non ci si allontana poi di molto.
Sì, perché The Life Of Chuck, trasposizione cinematografica dell’omonimo racconto di King, dalla raccolta Se scorre il sangue del 2020, è un horror mascherato da film di fantascienza, drammatico, un racconto di formazione o una favola dark-fantasy.
È “una moltitudine” di generi che, però, non fa altro che metterci di fronte ad alcune delle paure più ancestrali dell’essere umano: la morte, l’attesa, l’ignoto, il peso della vita che tutti portiamo sulle spalle e il tempo che scorre inesorabile tra gioie e dolori.
The Monkey: in Blu-ray disc l’horror diretto da Osgood Perkins e tratto dal racconto di Stephen King
Stephen King, James Wan e Osgood Perkins. Tre nomi che gli amanti del genere horror di ieri e di oggi ben conoscono e stimano. Una Trinità che forse non avremmo mai immaginato raggruppata a dar vita ad un unico progetto che prende il titolo di The Monkey. Chi segue il “Re” del Maine ben sa a cosa si riferisce questo titolo, ovvero uno dei primi racconti lunghi di King, La scimmia, pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista Gallery nel 1980, è poi diventato parte dell’antologia Scheletri, ispirandone anche la copertina. Nel progetto cinematografico The Monkey, Stephen King è solo l’ispiratore mentre ad aver voluto il film, in veste di produttore con la sua casa Atomic Monster, è James Wan. Osgood Perkins invece, oggi salito alla ribalta tra i nomi più richiesti nel genere horror per il successo del mefistofelico Longlegs, sale a bordo del film come regista e sceneggiatore. Dopo essere uscito in sala lo scorso marzo, The Monkey è da pochi giorni disponibile in alta definizione Blu-ray disc grazie a Eagle Pictures.
Le notti di Salem, la recensione
Quello che ha affrontato Salem’s Lot è stato un percorso distributivo decisamente impervio che dal 2022, precisamente 9 settembre 2022, data in cui sarebbe dovuto uscire in tutto il mondo al cinema dopo alcuni rallentamenti dati dalla pandemia, è finito più di due anni dopo direttamente sulla piattaforma Max. In Italia lo vedremo direttamente su Sky e Now dal 22 maggio 2025 con il titolo Le notti di Salem.
Ben Mears (Lewis Pullman), scrittore di successo, ritorna nella sua città natale nel New England, Jerusalem’s Lot, per trovare ispirazione per il suo prossimo libro. Scopre che la città è minacciata da una serie di misteriosi decessi e da un antico male rappresentato dal vampiro Kurt Barlow (Alexander Ward), che stringe un accordo con l’enigmatico Straker (Pilou Asbæk). Con l’aiuto di alcuni alleati, tra cui il giovane Mark Petrie (Jordan Preston Carter), Ben cerca di fermare la diffusione del morbo vampiresco e salvare la sua comunità.
The Monkey, la recensione
Stephen King, James Wan e Osgood Perkins. Tre nomi che gli amanti del genere horror di ieri e di oggi ben conoscono e stimano. Una Trinità che forse non avremmo mai immaginato raggruppata a dar vita un unico progetto che prende il titolo di The Monkey.
Chi segue il “Re” del Maine ben sa a cosa si riferisce questo titolo, ovvero uno dei primi racconti lunghi di King, La scimmia, pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista Gallery nel 1980, è poi diventato parte dell’antologia Scheletri, ispirandone anche la copertina. Nel progetto cinematografico The Monkey, Stephen King è solo l’ispiratore. Ad aver voluto il film, invece, in veste di produttore con la sua casa Atomic Monster, è James Wan, nome oggi stra-noto del panorama horror per aver dato inizio al fenomeno Saw dirigendo il primo mitico capitolo e per aver diretto autentiche perle dell’horror contemporaneo come Dead Silence, The Conjuring, Malignant e Insidious. Osgood Perkins, invece, in The Monkey è regista e sceneggiatore, oggi salito alla ribalta tra i più richiesti nel genere horror per il successo del mefistofelico Longlegs ma in precedenza iniziatore della new-wave horror-arthouse con il trittico February, Sono la bella creatura che vive in questa casa e Gretel & Hansel.
Un’unione di talenti che, sulla carta, è l’orgasmo segreto di ogni horrorifilo e che, purtroppo, nei fatti si è tradotto in una grossa delusione.









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