Aldo, Giovanni e Giacomo tornano in DVD con Attitudini: nessuna, il documentario dedicato al trio comico più amato d’Italia

Lo scorso dicembre, mentre nelle sale italiane si consumava la battaglia di botteghino tra Buen Camino con Checco Zalone e Avatar: Fuoco e cenere di James Cameron (una lotta a cui ci sentiamo di aggiungere anche il successo inaspettato di Norimberga con Russell Crowe), un po’ in sordina c’è stato anche il ritorno del trio comico più amato d’Italia: Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma è stato un ritorno inusuale perché, a tre anni di distanza da Il grande giorno, tornano protagonisti del documentario Attitudini: nessuna di Sophie Chiarello, un’opera che vuole mostrare il lato umano del trio partendo sin dai loro primissimi esordi teatrali (ovvero quando il trio era ancora un duo). Premiato pochi giorni fa con il Nastro d’Argento per il miglior documentario dell’anno, Attitudini: nessuna è da pochi giorni disponibile in DVD grazie a Mustang Entertainment e ai canali distributivi di Eagle Pictures.

Il viaggio di Aldo, Giovanni e Giacomo verso il successo!

Quando una personalità dello spettacolo – un trio, in questo caso – smette di essere soggetto per diventare oggetto dello sguardo di qualcun altro, assurgendo a protagonista di un documentario a carattere biografico, allora significa davvero che ogni parete è stata abbattuta e il passo nell’eternità è stato ufficialmente fatto.

Per quanto possa essere roseo il percorso di un attore/comico/artista, infatti, non è di certo scontato arrivare a diventare fulcro di un discorso. Decidere di realizzare un documentario su quella determinata personalità dello spettacolo non significa nemmeno offrire il riconoscimento massimo ad una lunga e fortunata carriera. Il documentario è un concetto che si spinge ben oltre il mero “successo”, viene elargito ad un artista non solamente se questo ha avuto un percorso costellato di vittorie bensì se è riuscito a diventare un fenomeno di costume, se ha avuto la capacità di influenzare le masse, generare un immaginario al punto tale da diventare icona pop.

E da questo punto di vista, tra vittorie e sconfitte, meravigliosi successi e clamorose cadute, Aldo, Giovanni e Giacomo hanno avuto la forza di arrivare in breve tempo lì dove molti non sono riusciti e, forse, mai riusciranno. Muovendosi tra teatro, televisione e cinema hanno creato un immaginario comico autentico, originale e robusto, che ha fortemente influenzato un’intera generazione tra sketch immortali ed espressioni verbali che sono diventate di dominio pubblico.

Anche se il trio ha smesso di brillare nei primi anni duemila (a parere di chi scrive nel 2004, subito dopo l’uscita di Tu la conosci Claudia? di Massimo Venier), non sorprende che nel 2025 ci sia stato qualcuno – Sophie Chiarello, collaboratrice storica del trio come assistente alla regia – che abbia avuto la voglia e la necessità di raccontare quel fenomenale trio attraverso un documentario.

Attitudini: nessuna sceglie di partire dall’inizio, quando Aldo Baglio e Giovanni Storti non avevano ancora intercettato Giacomo Poretti, la loro “parte mancante”, per citare con un pizzico di nostalgia il mito di Platone. Un percorso iniziato un po’ per gioco, attraverso piccoli spettacoli di provincia fatti d’una comicità tipicamente milanese, surreale e dal carattere fortemente fisico. Il successo arriva abbastanza velocemente, prima grazie allo Zelig e poi a Mai dire Gol, fino ad essere consacrato sul grande schermo grazie a film intramontabili come Tre uomini e una gamba, Così è la vita e Chiedimi se sono felice (quest’ultimo, senza se e senza ma, ad oggi l’ultima grande commedia del cinema italiano).

Attraverso interviste dirette al trio e a molti dei loro collaboratori, parenti e docenti di recitazione che hanno formato il loro carattere comico, Aldo, Giovanni e Giacomo si raccontano mettendo a nudo le loro fragilità e mostrando, all’occorrenza, anche sfumature caratteriali squisitamente umane capaci di renderli – ancora oggi – insicuri, deboli e perfino infantili. A tal proposito, il momento più alto di tutto il lavoro di Sophie Chiarello è il confronto sincero tra il trio e Marina Massironi, un momento molto delicato e che porta in luce la fine (ad oggi) di una collaborazione artistica avvenuta a causa di parole non dette e scelte date per scontate o mai comunicate all’altro.

Ma ciò che più colpisce del trio, ascoltando quello che ci viene raccontato nel corso del documentario, è la loro capacità di riconoscere le sconfitte e ammettere ogni singolo sbaglio senza mai cercare giustificazioni di sorta. La pigrizia dettata dal successo ha colpito anche loro, come afferma Aldo durante un’intervista, li ha confinati in una posizione di irreale onnipotenza e ha condotto a film come Fuga da Reuma Park, errori che hanno significato tanto, che hanno compromesso la loro verve comica (e anche il loro affiatamento) e che i tre continuano – a denti stretti – ancora a pagare.

Se si è fan del trio non si può certo rimanere indifferenti davanti al lavoro di Sophie Chiarello ma, al tempo stesso, bisogna riconoscere che Attitudini: nessuna è un documentario tutt’altro che perfetto.

Il primo limite è di natura strutturale. La narrazione appare troppo sbilanciata in favore delle origini, quindi della loro attività teatrale a matrice amatoriale. Una scelta comprensibile, certo, perché è l’aspetto del trio che si conosce meno ma, al tempo stesso, è anche il meno interessante. Questo conduce verso un inevitabile corsa narrativa nel momento in cui si approcciano i loro veri successi, sia televisivi che cinematografici (molti dei loro film non vengono neppure menzionati), conferendo al documentario anche una certa superficialità su aspetti che avrebbero meritato qualche riflessione in più.

Il secondo limite del lavoro di Chiarello è di carattere empatico. Si percepisce una certa freddezza durante la visione di Attitudini: nessuna, soprattutto da parte di Aldo, Giovanni e Giacomo. Quasi una resistenza ad aprirsi su certi aspetti, quasi una mancata voglia di essere raccontati all’interno di un documentario. Pur nei momenti in cui il trio si apre, riflettendo come si diceva su successi e sbagli, si percepisce comunque un estremo controllo da parte dell’intervistato così come dell’intervistatore.

L’edizione DVD di Attitudini: nessuna.

Uscito in sala la prima settimana di dicembre 2025, Attitudini: nessuna ha saputo difendersi piuttosto bene al botteghino (per essere un documentario) anche se inevitabilmente ha dovuto trovare il suo spazietto in questa lotta tra titani che ha messo a confronto Zalone, i Na’vi ed Hermann Göring. Da qualche giorno il lavoro di Sophie Chiarello è stato reso disponibile sul mercato home video grazie a Medusa, Mustang Entertainment e ai canali distributivi di Eagle Pictures.

Purtroppo si è optato per un rilascio solamente su supporto DVD, una scelta che continua ad apparirci sempre fortemente discutibile anche in casi come questo (un documentario molto canonico) in cui l’assenza dell’alta definizione non va a depotenziare chissà quanto la fruizione dell’opera.

Quello rilasciato da Mustang Entertainment è un DVD perfettamente nella norma che deve accontentarsi di poter arrivare lì dove è concesso ad un Digital Versatile Disc. Il quadro video restituisce un’immagine buona, seppur depotenziata nella qualità del dettaglio visivo, e l’audio offre un ascolto di qualità in italiano 5.1. Dolby Digital. Tra i contenuti extra troviamo un backstage promozionale di 4 minuti e il canonico trailer del documentario.

Giuliano Giacomelli

ATTITUDINI: NESSUNA di Sophie Chiarello

Label: Mustang Entertainment, Eagle Pictures

Formato: DVD

Video: 16/9 – 2.00:1

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 / Audiodescrizione 2.0 Dolby Digital

Sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese

Extra: Backstage, Trailer

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