Casablanca, il numero 22 e la scena che rivela il vero volto di Rick

Nel capolavoro Casablanca di Michael Curtiz, il carattere di Rick Blaine emerge anche attraverso piccoli gesti. Il protagonista interpretato da Humphrey Bogart si presenta come un uomo disincantato, proprietario di un locale frequentato da persone che cercano un modo per lasciare il Marocco durante la Seconda guerra mondiale.

Eppure, una delle scene che raccontano meglio la sua personalità non riguarda direttamente il rapporto con Ilsa, il personaggio interpretato da Ingrid Bergman. Si svolge, piuttosto, davanti a un tavolo da gioco, coinvolge una giovane coppia bulgara e ruota attorno a un numero preciso, il 22.

Il Rick’s Café come crocevia di storie.

Gran parte del film diretto da Michael Curtiz nel 1942 si svolge all’interno del Rick’s Café Américain. Il locale riunisce ufficiali, rifugiati, commercianti e personaggi che cercano documenti per raggiungere altri Paesi.

Gli ambienti hanno funzioni differenti. La sala principale ospita conversazioni, incontri e musica, mentre in un’altra zona si trovano i tavoli da gioco. L’arredamento richiama l’immaginario del casinò, con croupier, fiches e superfici dedicate alle puntate.

Questa organizzazione degli spazi permette alla regia di passare rapidamente da una conversazione privata a un ambiente affollato. Rick attraversa le stanze con familiarità, conosce il personale e osserva ciò che accade nel suo locale.

Tra i frequentatori compare anche una giovane coppia bulgara. I due hanno bisogno di ottenere i documenti necessari per lasciare Casablanca, mentre il capitano Renault controlla una parte importante delle possibilità di partenza.

Due puntate sullo stesso numero.

Il marito, Jan, si trova al tavolo della roulette e ha quasi esaurito le sue fiches. Rick si avvicina e gli suggerisce di puntare alla ruota sul numero 22. Poi ripete l’indicazione guardando il croupier, che comprende il messaggio.

La regia concentra l’attenzione su pochi elementi. Le mani che sistemano le fiches, il movimento della ruota e gli sguardi tra i personaggi bastano a costruire la sequenza. Non occorre spiegare apertamente l’accordo tra Rick e il dipendente, perché il montaggio lascia intuire ciò che sta accadendo.

Il 22 esce una prima volta. Rick invita Jan a lasciare la vincita sullo stesso numero e, al giro successivo, il risultato si ripete.

La scena rivela così che Rick sta facendo ottenere alla coppia il denaro necessario per i documenti, senza consegnarglielo apertamente. L’intervento avviene sotto gli occhi degli altri clienti, ma soltanto il croupier e lo spettatore comprendono il ruolo del proprietario.

Una decisione raccontata attraverso gli sguardi.

La costruzione cinematografica è particolarmente interessante perché Rick non spiega il proprio piano. Lo spettatore lo ricostruisce attraverso il montaggio e le reazioni degli altri personaggi.

Quando il giovane raggiunge la somma necessaria, Rick gli indica di cambiare le fiches e lasciare il tavolo. Il gesto sembra sbrigativo, coerente con il carattere riservato del protagonista.

Poco dopo, Annina, la moglie di Jan, lo ringrazia. Rick minimizza l’accaduto, mantenendo quell’atteggiamento distaccato che lo caratterizza per buona parte del film.

È un momento importante per la sua evoluzione. La disponibilità ad aiutare due sconosciuti anticipa le decisioni che prenderà nella parte conclusiva della storia, quando dovrà scegliere tra il proprio desiderio personale e la possibilità di favorire la partenza di Ilsa e Victor Laszlo.

In pochi minuti, Casablanca utilizza un tavolo, un numero e uno scambio di sguardi per mostrare un cambiamento che il protagonista non è ancora disposto a dichiarare apertamente.

La Redazione

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