40 anni di Dèmoni al Lucca Film Festival 2025: Intervista a Lamberto Bava

Nella cornice del Lucca Film Festival 2025 è andato di scena l’orrore. L’orrore che ci piace tanto, quello legato al cinema più cult, quello che ha fatto storia. Infatti, domenica 28 settembre, come evento di chiusura, è stato proiettato il classico dell’horror italiano Dèmoni, che quest’anno ha celebrato il suo 40° anniversario. Il film, proiettato nella sua versione restaurata in 4K, è stato introdotto dal mitico regista e sceneggiatore Lamberto Bava, che al Festival di Lucca ha parlato anche del suo ultimo romanzo, fatalmente legato proprio al suo franchise horror, Dèmoni – La rinascita.

Prima della proiezione abbiamo incontrato Lamberto Bava, che ci ha risposto brevemente ad alcune domande.

Siamo arrivati a spegnere ben 40 candeline per il bellissimo Dèmoni. Gli anni ’80 erano un decennio molto creativo e audace per il cinema horror, ma se lei dovesse realizzare oggi Dèmoni, lo farebbe esattamente come quarant’anni fa oppure cambierebbe qualcosa?

Credo che neanche il giorno dopo l’avrei fatto esattamente come l’ho fatto! Tante cose ti influenzano sul come realizzare un film. Ogni scena è influenzata dal momento, dal tempo e se cambi ambiente lo faresti diversamente. Oggi sicuramente m’influenzerebbe l’età, ma sono sicuro che sarei più cattivo di allora.

In questi anni, Dèmoni è stato celebrato, omaggiato, copiato e ad oggi è uno degli horror italiani più amati nel mondo. Secondo lei, quale è stato il segreto del successo di questo film?

Facile, si dice proprio in poche parole: degli spettatori vanno al cinema a vedere un film e quello che accade sullo schermo comincia ad accadere in sala. In pratica è il sogno (o l’incubo) di ogni spettatore dei film horror.

Da poco più di dieci anni si sta dedicando alla narrativa e dopo i romanzi Solo per noi vampiri e Il terzo giorno, arriva Dèmoni – La rinascita, che prosegue proprio la saga cinematografica di Dèmoni. Come è cambiato il suo approccio all’argomento passando da un medium come il cinema al romanzo?

Con l’età, non avendo più la voglia di stare sul set, ho cominciato a scrivere. Prima ho scritto per dare forma a soggetti e sceneggiature che avevo in mente, adesso mi dedico a racconti; anche se per me è abbastanza simile, perché in un modo o nell’altro vedo quello che scrivo.

Ormai sono passati diciotto anni dal suo ultimo film per il cinema, Ghost Son, e tredici dalla serie antologica di film tv 6 passi nel giallo. Pensa di tornare alla regia di un film, magari alternando con la scrittura di romanzi?

Non è mai troppo tardi. Ho anche avuto qualche proposta negli ultimi tempi. Poi non dimentichiamo che c’è un film finito e mai uscito per ragioni burocratiche, che prima o poi credo che si sbloccherà. Ma preferisco non parlarne al momento, forse per scaramanzia. Perché parla del Diavolo e il Diavolo va trattato con rispetto.

C’è un film, non necessariamente horror, di qualche altro autore che le piacerebbe aver realizzato lei?

No, io non sono quel tipo di artista che pensa “quel film avrei voluto farlo io! Vorrei che quell’idea fosse venuta a me!”. Non è nel mio carattere.

Oggi, da spettatore cinematografico e televisivo, cosa le piace guardare?

Io sono un grande amante del cinema e ci vado sempre quando posso. Ma sottolineo, quando posso. Perché dove abito adesso per raggiungere il cinema più vicino devo fare 60 km, quindi ci penso bene. In televisione oggi guardo anche le serie, ho superato un po’ la resistenza che avevo una volta, quando preferivo guardare storie chiuse che si esaurivano nella durata di un film. Però, di solito, guardo i primi due episodi delle serie per capire se vale la pena continuare, se non mi convincono, al massimo, passo direttamente all’ultimo episodio.

E cosa pensa dello stato di salute del cinema horror, italiano e internazionale?

[Ride] Meglio non parlarne. Ci troviamo in una fase di Medioevo, speriamo che un giorno possiamo entrare in un nuovo Rinascimento.

Vi lasciamo con un frammento video della presentazione che Lamberto Bava ha fatto di Dèmoni prima della proiezione al Cinema Centrale di Lucca.

 

A cura di Roberto Giacomelli

Si ringrazia l’ufficio stampa Carlo Dutto per l’intervista a Lamberto Bava, per le foto e il video.

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