Primitive War, la recensione

Era il 1993 quando il maestro Steven Spielberg realizzava Jurassic Park, considerato tutt’oggi uno dei suoi più grandi capolavori. Un film la cui portata inestimabile risiede non solo nel suo valore artistico, ma anche nella sua capacità di elevare e portare alla sua sublimazione il filone “monster-movie”, in particolare i film con protagonisti Dinosauri. Quest’ultimi, infatti, abbandonano i libri e le lezioni di paleontologia per mettersi a servizio di un cinema spettacolare, fantascientifico e di pura azione in cui a farla da padrone sono spietati cacciatori inferociti e affamati di scienziati in cerca di gloria. Un canovaccio perfetto che non poteva non generare sequenze pronte ad entrare nell’immaginario collettivo: come dimenticare la famosa scena dei bambini all’interno della jeep aggrediti dal T-Rex?. Insomma, un lavoro epocale e capostipite di un genere cinematografico remunerativo sotto ogni punto di vista.

Come sempre accade in questi casi, infatti, il successo del capostipite stimola la realizzazione di tantissime imitazioni (Carnosaur), parodie (Chicken Park) e perfino una vera e propria saga; tutti prodotti che tendono a emulare l’archetipo di riferimento con risultati altalenanti, ma mai simili all’originale.

Primitive War, nuovo lavoro di Luke Sparke, si unisce alla grande famiglia derivata dal film del 1993 e lo fa con un approccio originale non tanto nello stile, piuttosto elementare e asciutto ma non per questo poco spettacolare, bensì nella trama mutuata dall’omonimo romanzo di Ethan Pettus. Stavolta, infatti, i Dinosauri vengono inseriti in un contesto crudo e spietato quale la guerra in Vietnam.

Ciò che ne viene fuori è un film dall’alto tasso testosteronico nel quale il regista australiano si diverte a portare sullo schermo scene d’azione mirabolanti e violente, duelli furenti con mostri ben realizzati e molto crudeli, oltre a sparatorie ed esplosioni entusiasmanti che solleticano il palato degli amanti del genere.

Niente di nuovo sotto il sole sia chiaro, ma Sparke conferma la sua dimestichezza con i B-movie e riesce a realizzare un’opera efficace e capace di intrattenere, nonostante a conti fatti siano più le ombre che le luci, e alla quale non si riesce a non voler bene.

Vietnam, 1968. Una squadra speciale dell’esercito americano viene reclutata per andare a recuperare un plotone disperso nei boschi e del quale si è persa ogni forma di contatto. Il gruppo di soldati coraggiosi e spregiudicati si approccia a questa impresa con entusiasmo e voglia di liquidare la pratica quanto prima, ma ben presto si renderanno conto che il destino a cui i dispersi sono andati incontro va oltre ogni immaginazione. I militari, infatti, sono stati uccisi ma non dai nemici sul campo, ma da branchi di spietati dinosauri riportati in vita per colpa di esperimenti audaci e condotti con le peggiori intenzioni.

L’obiettivo di Sparke è chiaro e lo si intuisce fin dalla lettura della trama: offrire un film con protagonisti dinosauri cattivi e uomini duri che non conoscono alcun linguaggio al di fuori dei fucili e delle pistole. Tali premesse, come è facile ipotizzare, rendono Primitive War un’opera rivolta solo ed esclusivamente agli amanti dei b-movie e in particolare dei monster movie, con un lavoro di scrittura – dello stesso Sparke e dell’autore del romanzo Ethan Pettus – impostato proprio in questa direzione. Lo spettatore assiste, dunque, ad una carrellata di tutti gli stilemi del genere quali scene gratuitamente truculente, sangue a volontà, dialoghi semplicistici e personaggi ridotti a macchiette. L’autore australiano sa; comunque, come gestire la tensione e dimostra di saperci fare con il cinema di genere soprattutto quando si tratta di girare scene d’azione che non sfigurerebbero dinanzi a film con budget molto più elevati.

Il vero limite di Primitive War, tuttavia, sta nella durata eccessiva (si va oltre le due ore) che appare del tutto incoerente con quello che la storia ha da dire e che non fa altro che enfatizzare e mettere ancora di più in mostra i difetti di scrittura e le debolezze di cui si accennava sopra. La sensazione, infatti, è che il plot con il passare dei minuti perda di freschezza e finisca per arrovellarsi su sè stesso, perdendo ritmo e accusando battute a vuoto che rendono il tutto poco accattivante e addirittura noioso. Quest’ultimo aggettivo, in forte contrasto con quello che dovrebbe trasmettere un film di genere, riassume alla perfezione la riuscita non del tutto sufficiente di un film che non si accontenta di rimanere nei ranghi, ma prova a strafare con esiti poco brillanti.

Primitive War, a conti fatti, è consigliato per gli amanti del genere monster-movie, decisamente evitabile per chi non è avvezzo a questo tipo di visioni.

Vincenzo de Divitiis

PRO CONTRO
  • Storia che fonde dinamiche di guerra con i dinosauri.
  • Scena d’azione girate con bravura e dinosauri ben realizzati.
  • La durata eccessiva.
  • Sceneggiatura troppo fiacca, piatta e con troppi cliché del genere.
  • Dialoghi elementari.
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)
Primitive War, la recensione, 5.5 out of 10 based on 2 ratings

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.