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Half Man: il dramma della mascolinità tossica spiegato bene
Nel 2024, il semi-sconosciuto Richard Gadd ha regalato al pubblico la sua personale fiaba hollywoodiana: l’artista scozzese è riuscito a trasformare la drammatica esperienza di abusi e stalking nel monologo teatrale Baby Reindeer, divenuto poi l’omonima e pluripremiata serie Netflix. Dopo premesse così brillanti, restava l’incognita del secondo lavoro: capire se Gadd fosse soltanto una meteora o se il suo talento andasse oltre il colpo di genio. Con i sei capitoli di Half Man, distribuiti settimanalmente su HBO Max ad aprile 2026, arriva la conferma definitiva: la sua è una vena narrativa autentica, capace di rielaborare in modo originale i topoi più in voga.
Questa volta al centro dell’opera c’è il dibattuto tema della mascolinità tossica, affrontato con la medesima dignità artistica che aveva decretato il successo del suo esordio.
A Knight of the Seven Kingdoms: un’adorabile chanson de geste
Sono passati quindici anni da quando Game of Thrones debuttò su HBO, il 17 aprile 2011, innescando un fenomeno mondiale che non accenna a esaurirsi. Dopo l’epilogo dell’ottava stagione (19 maggio 2019) e lo spin-off House of the Dragon (2022), di cui sta per partire la terza stagione, la rete non ha alcuna intenzione di abbandonare Westeros. Seguendo il modello Disney+ con Star Wars, sono in sviluppo altri tre progetti ambientati nei Sette Regni e persino un film su Aegon il Conquistatore. Tra queste novità, spicca A Knight of the Seven Kingdoms, la cui prima stagione è stata rilasciata lo scorso 18 gennaio sulla piattaforma HBO Max.
I Recuperoni: I Soprano, la serie che ha fatto scuola
Il 13 gennaio scorso la piattaforma HBO Max è sbarcata in Italia, proprio mentre nel resto del mondo era al centro di accesi dibattiti sul suo futuro. In quel periodo, infatti, Netflix e Paramount Pictures avevano ingaggiato una sfida all’ultimo miliardo per acquisire Warner Bros, puntando a un catalogo sterminato e ai suoi canali secondari, tra cui figura appunto HBO. L’ipotesi che Netflix potesse assicurarsi i diritti, piegando la storica casa di produzione de Il Trono di Spade alla sua tipica narrativa del “volemose bene” e a personaggi grigi solo in superficie — come la Mercoledì di Tim Burton — aveva fatto tremare molti fan. Alla fine, però, l’emergente Paramount è riuscita a mettere sul piatto i due miliardi in più necessari per vincere la contesa e far decollare il proprio impero mediatico.
I puristi del “realismo sporco” hanno quindi potuto tirare un sospiro di sollievo: dopotutto, è stata proprio la scrittura senza filtri di HBO a elevare la serialità da semplice svago a forma d’arte.
Un esempio calzante è la serie cult I Soprano, considerata dalla critica illustre — ancor più del criptico Twin Peaks o dell’onnipresente Breaking Bad — la prima vera opera di qualità cinematografica per il piccolo schermo.
DC FanDome. Zack Snyder ha presentato la sua versione di Justice League
Tra i panel più attesi dai fan all’interno dell’evento DC FanDome c’è senza dubbio quello dedicato alla Snyder’s Cut di Justice League, il leggendario montaggio “lungo” e d’autore scartato da Warner Bros. nel 2017 in favore della poco amata versione rimaneggiata da Joss Whedon. Innanzitutto Zack Snyder ha confermato che la sua versione del film sul popolare gruppo di supereroi arriverà il prossimo anno su HBO Max sotto forma di miniserie: 4 episodi da un’ora l’uno, ma anche in un’unica soluzione da 4 ore.









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