Archivio tag: Marco Risi

Il branco torna in DVD: perché il film più feroce di Marco Risi continua a far male

A oltre trent’anni dalla sua uscita, Il branco diretto da Marco Risi nel 1994 torna disponibile in DVD grazie a Mustang Entertainment in una nuova edizione rimasterizzata che riporta finalmente sul mercato uno dei titoli più duri e importanti del cinema italiano degli anni Novanta.

L’ultima pubblicazione risaliva infatti al 2003, quando CG Entertainment ne realizzò un DVD ormai fuori catalogo da moltissimo tempo e diventato quasi introvabile per i collezionisti. La nuova edizione rappresenta quindi un ritorno importante, soprattutto perché propone un master video decisamente più pulito e definito rispetto al precedente disco, con una resa dell’immagine più stabile e dettagliata. Di contro, Mustang rinuncia completamente ai contenuti speciali presenti nell’edizione CG, che includeva una interessante intervista a Marco Risi capace di contestualizzare il film e il delicato lavoro svolto durante la realizzazione. Una perdita non trascurabile per chi ama approfondire la storia produttiva delle opere.

Al di là dell’aspetto editoriale, però, il vero motivo per recuperare Il branco resta naturalmente il film stesso.

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Natale a 5 stelle, la recensione

Quando ci parlarono di Netflix presentandocelo con prodotti seriali di incredibile qualità come Orange is the New Black, Stranger Things e Daredevil mai avremmo potuto immaginare che un giorno ci saremmo trovati a scrivere di Natale a 5 stelle, ovvero il primo cinepanettone italiano distribuito in esclusiva proprio dal colosso californiano dello streaming.

Puntuale nel mese natalizio, anticipando sul tempo l’attesissimo ritorno della coppia storica dei cinepanettoni Boldi/De Sica con Amici come prima, Natale a 5 stelle porta la firma in sceneggiatura di Enrico Vanzina, ovvero chi il cinepanettone l’ha inventato, e sarebbe dovuto essere diretto dal recentemente scomparso Carlo Vanzina, alla cui memoria il film è dedicato. Invece a firmarlo è stato Marco Risi che in barba ad autentici gioielli realizzati nel passato, come Mary per sempre, Ragazzi fuori, Il branco e Fortapàsc, dirige con la mano sinistra uno dei cinepanettoni più fiacchi e poveri degli ultimi anni.

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Roma 2014. Tre Tocchi, la recensione

Mai come oggi, la parola “crisi” è una tra le più usate nel linguaggio di tutti i giorni. La crisi della società, del lavoro e della famiglia sono argomenti che ci riguardano in prima persona, che smuovono le nostre coscienze e condizionano le nostre azioni. Allo stesso tempo, però, per alcuni, sembra che questa cosiddetta “crisi” non esista, e certe categorie di persone appaiono, agli occhi di altri, immuni da tale piaga sociale. Si pensi agli attori. Successo, soldi, donne. Sarebbe inconcepibile pensare che anche loro possano soffrire degli stessi problemi che affliggono noi persone comuni. Eppure, per il regista Marco Risi, non sembra essere così. Con il suo ultimo Tre tocchi, approdato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Gala, viene esplorata la condizione precaria di sei attori, e amici, che hanno in comune due grandi passioni: il calcio e la recitazione. Sei personaggi in cerca di un ruolo, potremmo dire. Nel lavoro, così come nella vita.

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