American Animals, la recensione

The Birds of America è un volume ottocentesco realizzato dal naturalista e pittore John James Audobon, contenente le illustrazioni della maggior parte degli uccelli presenti negli Stati Uniti. Ovviamente ha un valore inestimabile e se dovesse essere conservato in una biblioteca senza troppe misure di sicurezza qualcuno potrebbe intravedere il colpo della vita a portata di mano.

American Animals racconta esattamente il tentativo di quattro ragazzi di rapinare la biblioteca della Transylvania University di Lexington in Kentucky, nella quale il libro e tante altre opere di grande valore sono custoditi. Un altro heist movie? Un altro figlio illegittimo di Ocean’s Eleven? Nemmeno lontanamente.

Per il suo primo film di finzione, il regista di Bart Layton pesca a piene mani in quel serbatoio senza troppi complimenti, ma tenendo ben presente il suo passato da documentarista (L’impostore). Come dare linfa nuova ad uno schema narrativo ampiamente esplorato? Semplice, basta far entrare la realtà dei fatti senza filtri. Parallelamente alle ottime interpretazioni di Evan Peters e Barry Keoghan, ecco spuntare di tanto in tanto il commento di Warren Lipka e Spencer Rheinhard degli autentici protagonisti della paradossale rapina effettuata nel 2004. È una sensazione strana, leggermente disturbante, ma che rende la storia più complessa e sfaccettata.

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Warren/Peters è una testa calda, ha tatuato un T-Rex che cerca di spegne un condizionatore. Non è esattamente equlibrato, ma proprio per questo cattura inevitabilmente l’attenzione. Spencer/Keoghan è un artista insoddisfatto dalla sua vita piatta e monotona. Entrambi sono stati cresciuti nella convinzione di avere qualcosa di speciale rispetto agli altri, ma la realtà non tiene spesso conto delle proiezioni degli adulti sui propri figli.

L’alternanza di interviste e motivi classici dei caper movies è brillante. La preparazione del piano è infatti frutto di un attento studio della filmografia relativa a rapine varie mentre l’assegnazione dei soprannomi per il colpo è una citazione diretta del lavoro di Quentin Tarantino. Questo gioco di rimandi, di irruzioni nella realtà e ritorno alla finzione, richiedono allo spettatore un’attenzione a dettagli e sfumature sollecitata in continuazione dallo stile e dal registro narrativo.

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Non è facile ormai vedere un film che cerca di trovare una strada nuova nel raccontare una storia ed è interessante vedere per una volta che la soluzione venga direttamente dalla realtà. Non c’è bisogno di strafare, non c’è bisogno di inventarsi granchè, se si trova la formula che valorizzi tutte le componenti.

Andrea De Vinco

PRO CONTRO
  • L’interpretazione di Evan Peters.
  • Per certi versi, il genere.
  • L’approccio originale alla narrazione.
 
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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American Animals, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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