Arrivederci Professore, la recensione

Dopo essere stato presentato allo Zurich Film Festival, lo scorso ottobre, Arrivederci Professore arriva nelle sale italiane il 20 giugno 2019, distribuito da Notorious Pictures.

Secondo film del regista e sceneggiatore Wayne Roberts, Arrivederci Professore è una storia di rinascita e consapevolezza, nonostante abbia come tema la morte incombente e inevitabile.

Richard Brown, interpretato da Johnny Depp, è uno stimato professore di letteratura al college che riceve una diagnosi che non lascia scampo: cancro terminale ai polmoni. Il tempo che ha da vivere è davvero poco, dai 6 mesi ad un anno, se si sottopone alle cure. Cosa che Richard non farà, decidendo di spendere i suoi ultimi giorni come non ha mai pensato di fare, vivendo una vita che, fino a questa tragica scoperta, non ha osato vivere a pieno.

Richard rinuncia alle apparenze e comincia a seguire solo le sue regole, dando il via ad una vera e propria crociata contro le ipocrisie che lo circondano, a partire dal suo matrimonio, non proprio rose e fiori, con una donna che lo tradisce da tempo. Il coraggio e libertà di dire e fare tutto ciò che vuole, che sono sempre mancati a Richard, si fanno strada nella sua vita tirandogli fuori un umorismo tagliente e una sana follia che lo porta a esplorare vizi da cui si è sempre tenuto lontano. Il mite professore si dà al fumo, all’alcool, alle droghe leggere e al sesso promiscuo, ma soprattutto sorprende amici, studenti e colleghi con il suo atteggiamento sopra le righe, mentre cerca di portare i suoi allievi sulla strada della libertà e della consapevolezza di sé stessi.

the professor

Arrivederci Professore è un film onesto e leggero, nonostante abbia un tema molto delicato. L’atteggiamento politicamente scorretto del suo protagonista guida lo spettatore a rendersi conto di quanto è importante vivere il proprio tempo, e che quest’ultimo non è infinito ma, anzi, può scadere da un momento all’altro. Vivere a pieno ogni singolo istante, quindi. Ok, non è certo un messaggio nuovo o originale, ma non è questo il punto. Non è semplicemente un messaggio buonista. Il regista prova, cavalcando questo tema, a spingersi oltre e andare in quei territori che in America è quasi vietato trattare. La negazione del femminismo, ad esempio, in cui Richard Brown non crede, ricusando le convinzioni di una sua allieva che pian piano abbraccerà il suo punto di vista. Oppure, l’accettazione dell’omosessualità e la sacrosanta libertà di amare chiunque. O ancora, l’uso della droga leggera. Ma anche il divertente rifiuto di insegnare qualcosa a chi si ostina a vestirsi con tute o a chi non legge libri se non per studio e mai per piacere.

Il film di Roberts ha una regia pulitissima, elegante ed essenziale, una narrazione altrettanto semplice. Così lineare da non aver bisogno della scansione in 6 capitoli, che sembrano accompagnarci nel percorso della malattia, o che richiamano l’amore per la letteratura, ma che sono assolutamente superflui per la trama.

Il racconto comincia con un uomo che scopre di stare per morire, continua con la presa di coscienza che il suo tempo sta per scadere, trasforma del tutto la sua vita, o quello che ne rimane, ma non mancano momenti irriverenti, cinici e spiritosi che fanno di Arrivederci Professore una vera e propria dark comedy che sfrutta i cliché della tematica.

Un punto a favore del film è anche, e soprattutto, l’interpretazione di Johnny Depp che finalmente si spoglia di ogni maschera e veste i panni di una persona normale, semplice, affascinante e lo fa con molta naturalezza, ricordandoci e ricordandosi di essere un ottimo attore che si muove con agilità e sapienza tra momenti comici e momenti drammatici.

the professor

Arrivederci Professore è, quindi, un film genuino, senza troppe pretese, con una messa in scena e una regia quasi prive di difetti e rigorose, che forse non lascerà il segno negli anni ma che almeno ci ha provato.

Rita Guitto

PRO CONTRO
  • Johnny Depp si spoglia di ogni maschera dando vita ad un personaggio autentico, e regge un intero film con molta naturalezza.
  • Il film riesce a dosare bene irriverenza, ironia e dramma.
  • Alla lunga è un po’ monotono.
  • La divisione in capitoli risulta un vezzo che non aggiunge nulla alla narrazione.
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)
Arrivederci Professore, la recensione, 6.5 out of 10 based on 2 ratings
Condividi questo articolo

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.