Assassinio sull’Orient Express, la recensione

Assassinio sull’Orient Express è, senza dubbio, uno dei romanzi gialli più amati, partoriti dalla mente della grande Agatha Christie nel 1934. Torna sul grande schermo e in grande stile il 30 novembre 2017, dopo ben più di 40 anni dalla versione cinematografica di Sidney Lumet, in pieno stile Kenneth Branagh che lo ha diretto, co-prodotto e interpretato insieme ad un cast da far drizzare i capelli.

La storia la conosciamo tutti: Hercule Poirot, il celebre investigatore belga più bravo e perspicace del mondo, è in viaggio, insieme a 13 sconosciuti, verso Calais nella prima classe del lussuosissimo Orient Express in partenza da Istanbul. Un viaggio di tre giorni, durante i quali conosce più o meno approfonditamente ogni passeggero, compreso Samuel Edward Rathcett (interpretato da un Johnny Depp che si è ricordato di essere un attore validissimo), un turpe uomo d’affari che cerca protezione dopo aver ricevuto messaggi anonimi pieni di minacce. L’Orient Express si blocca lungo il tragitto per una tempesta fortissima che ne causa il deragliamento, tutti devono allontanarsi temporaneamente dal treno ma Rathcett manca all’appello: sarà ritrovato barbaramente ucciso nella sua cabina. È ora per Poirot di scovare la verità e trovare il colpevole tra tutti i passeggeri del treno.

Nonostante la grande aderenza al romanzo originale, la creatura di Branagh non è mai succube di quest’ultimo, e si fa forte di una regia molto teatrale, ma allo stesso tempo dinamicissima, che valorizza nel modo giusto tutti gli interpreti.

L’impianto narrativo, già perfetto in origine, non viene per fortuna tradito ma, anzi, viene sottolineato da una fotografia luminosa, di altri tempi, ottenuta grazie alla scelta di girare il film in pellicola formato 65 mm. L’atmosfera vintage, poi, è rimarcata dalle lussureggianti scenografie e la cura maniacale degli interni del bellissimo Orient Express e dai costumi d’epoca elaboratissimi.

Il fascino di questa nuova trasposizione cinematografica di Orient Express deve molto anche al magnifico cast corale formato dallo stesso Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley. Un cast che non fa sicuramente rimpiangere quello del vecchio film con Albert Finney, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Sean Connery e Vanessa Redgrave.

Il Poirot di Branagh è un po’ diverso da come è solitamente rappresentato, è molto più portato all’action, più giovane e atletico, non più quasi calvo e moro ma biondo e con tanti capelli pettinati alla perfezione e con baffi super lunghi. Un aspetto, quindi, decisamente più teatrale, in linea con lo stile che Branagh ha voluto per il suo film. Nonostante tutto, l’attore britannico ci regala una performance misurata e molto convincente.

In conclusione, si può dire che Assassinio sull’Orient Express è pienamente godibile per un pubblico che non conosce la celebre storia della Christie e per chi, invece, ne è un estimatore. Non a caso il film sta riscuotendo un grande successo in tutto il mondo che ha portato alla decisione della 20th Century Fox di andare avanti con la saga e produrre Assassinio sul Nilo, con Kenneth Branagh di nuovo nei panni di Poirot e dietro la macchina da presa.

Rita Guitto

PRO CONTRO
  • Lo stile molto cool della messa in scena e della fotografia, vantaggio dato probabilmente dallo girare in pellicola.
  • Un cast eccezionale. Gli attori hanno tutti poco spazio, tranne ovviamente Branagh, ma riescono a dare un contributo molto incisivo alla narrazione.
  • Una grande aderenza al romanzo, capolavoro di Agatha Christie.
  • La struttura corale della pellicola impedisce una buona caratterizzazione dei personaggi, che sembrano scritti con troppa superficialità.
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Assassinio sull'Orient Express, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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