La conseguenza, la recensione

Nella Germania del dopoguerra, Rachael (Keira Knightley) e suo marito, il colonnello Lewis  Morgan (Jason Clarke), raggiungono la loro nuova abitazione: si tratta di una villa confiscata dai britannici alla fine del secondo conflitto mondiale. In una fase di stallo iniziale, devono dividere casa con i vecchi proprietari mentre questi portano via i propri effetti personali. La casa è grande e il desiderio di ricominciare dopo un conflitto doloroso per molti, e in modo diverso per ciascuno di loro, spinge Lewis a invitare Lubert (Alexander Skarsgard) e sua figlia a restare. Dopo numerose ostilità, tra Rachael e Lubert nascerà un’intesa volta a rattoppare i resti di chi ha perso un figlio, forse anche il marito, e di chi ha perduto sua moglie nel corso dei bombardamenti.

Keira Knightley torna a interpretare un ruolo in costume. Il suo personaggio è  triste, inconsolabile, allo stesso tempo seducente: sempre deciso, riflessivo, non vendicativo, mai debole, alla ricerca di una toppa da mettere lì dove è rimasto un vuoto. Molto simile è il personaggio interpretato da Alexander Skarsgard, per ragioni diverse, meno ostile però. La comunicazione verbale è davvero “minima” in questa pellicola: la musica ricopre un ruolo ben più importante grazie alle note di un pianoforte, la cui esistenza ha un significato ben preciso per entrambe le famiglie, e a quella di un grammofono i cui temi d’amore rispecchiano un desiderio.

Jason Clarke è poco valorizzato, un ottimo interprete relegato come gli accade in realtà spesso a un ruolo quasi del tutto marginale, eppure in questa pellicola, il suo personaggio è parte integrante di un ricordo doloroso e di un dramma che ha cambiato per sempre le sorti della sua vita e di quella del personaggio di Rachael.

La piega presa dalla narrazione è tutt’altro che imprevedibile eppure l’opera diretta da James Kent funziona benissimo e scorre lineare dal primo all’ultimo minuto, perfino nelle storie “secondarie” ovvero quelle mostrate al di fuori del perimetro di villa Lubert, dove Amburgo è sommersa dalle macerie e dal malcontento di chi vorrebbe gli inglesi fuori dalla città. I cenni storici si rivelano abbastanza precisi, probabilmente anche grazie a quanto scritto da Rhidian Brook, autore del romanzo da cui è tratta la pellicola e giornalista britannico, ma sono solo una piccolissima parte del film, dove i risvolti sentimentali e drammatici personali dei protagonisti sono la parte più importante.

La prova di James Kent risulta nell’insieme riuscita ed efficace.

La Conseguenza (The Aftermath, in originale) esce nelle sale italiane il 21 marzo distribuito da 20th Century Fox, non potete perderlo!

Luca Lobuono

PRO CONTRO
●       Cast stellare perfettamente funzionale alla pellicola.

●       Cura dei dettagli dell’immagine e dei cenni storici.

●       Musiche fondamentali, più dei dialoghi in talune occasioni, lo rendono più interessante.

●       Jason Clarke è relegato ad un ruolo marginale e meriterebbe di più.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La conseguenza, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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