Hans Beckert (M, il mostro di Düsseldorf)

HANS BECKERT

M (nome in codice di Hans Beckert) è un un giovane uomo dagli evidenti disturbi psicologici, vive a Berlino ed è ossessionato dalle bambine del posto, che prima adesca e successivamente uccide senza pietà.
Col tempo, in città, il terribile mostro è visto sempre più come una minaccia incombente: i genitori sono preoccupati che questo orco possa rapire ed uccidere i propri figli, e le autorità vigilano al massimo per catturarlo ed estirpare questa grande minaccia.La cosa allarma al tempo stesso la mafia locale: il mostro è introvabile e ciò porta le autorità a militarizzare la città rendendo in questo modo ben più difficili i traffici criminali della mafia stessa, che in ogni angolo di strada si trova un poliziotto intento a scovare questo assassino di bambine.
La mafia locale, dunque, col suo capo giunto in città appositamente, decide di mettersi alla caccia dell’assassinio in modo da mettere fine a questo controllo spasmodico della città da parte delle forze dell’ordine.
Per ottenere questo risultato ci si affida al racket dei mendicanti, quanto mai utile sia per controllare tutti i quartieri della città sia per verificare movimenti sospetti utili ad acciuffare il terribile assassino.
Per paradosso proprio un mendicante cieco (che però riconosce il mostro in quanto fischietta il motivetto “Nell’antro del re della montagna” di Edvard Grieg, suo “tic” conosciuto ai più) individuerà l’assassino proprio mentre tenta di adescare una bambina.
Pur non potendolo vedere, riesce però a segnare la sua giacca con una “M” (da qui il suo soprannome) ed avvisa tutti i suoi colleghi mendicanti e la mafia che il mostro è stato finalmente individuato.
Parte una forsennata caccia all’uomo in cui finalmente i criminali della mafia hanno la meglio sul criminale-assassino di bambine.
Catturato, l’assassino viene portato nel covo dei mafiosi e viene inscenato un terribile processo in cui tutti i principali esponenti della malavita cittadina accusano l’orco di terribili malefatte e di essere un assassinio di giovani vite innocenti.
M, poco prima che venga deliberata dall’autorganizzato tribunale la sua condanna a morte, inscena un lungo monologo a scopo difensivo. In cui si definisce una vittima del sistema e si dichiara sinceramente prigioniero dei suoi terribili spiriti e dunque impossibilitato a non uccidere le giovani vittime.
Pochi secondi prima che la sentenza di morte venga eseguita, una luce si diffonde all’interno del covo dei malavitosi: è la polizia cittadina.
Che in nome della legge, condanna M all’arresto.

Film: M – Il mostro di Düsseldorf (F. Lang) 1931

Nome completo: Hans Beckert

Alias: M

Età: Verosimilmente sui 27 anni

Nazionalità: tedesca

Occupazione: assassino

Armi: nessuna in particolare

Poteri: nessuno

Obiettivi: adescare bambine e successivamente ucciderle

Nemesi: nessuna in particolare

Multimedia: i delitti commessi da Fritz Haarmann e Peter Kürten nella Germania degli anni ’20

Prima comparsa sullo schermo: 1931

Attore che lo interpreta: Peter Lorre

Frase: “Chi può mai sapere come sono fatto dentro, che cos’è che sento urlare nel mio cervello e come uccido? Non voglio! Devo! Non voglio! Devo!”.

Scheda a cura di Livio Ricciardelli

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