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The Others torna a spaventare in blu-ray con Midnight Factory

Oggi che sembra essere tornato in voga il classico di Henry James Il giro di vite, trasposto nell’arco di pochi mesi con poca convinzione sia nel film di Floria Sigismondi The Turning – La casa del Male che nella miniserie Netflix The Haunting of Bly Manor, Koch Media per la collana Midnight Factory riporta in home video uno dei più riusciti adattamenti del racconto di James, The Others. A dire il vero, il film diretto nel 2001 da Alejandro Amenábar non è una trasposizione ufficiale dell’opera letteraria del 1898, ma ne prende palesemente diversi elementi rielaborandoli in funzione di una visione personalissima del racconto gotico del genere ghost story. Il risultato è eccezionale e The Others, oltre ad essere stato un incredibile successo commerciale con i suoi 210 milioni di dollari di incasso worldwide, rappresenta ad oggi una delle più riuscite (se non LA più riuscita) ghost story cinematografiche del terzo millennio.

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The Haunting of Bly Manor: la soap opera che credeva di essere una ghost story

The Haunting of Bly Manor

Pronta ad inaugurare le uggiose giornate di ottobre che conducono lo spettatore verso lugubri bingewatching a tema Halloween, The Haunting of Bly Manor approda su Netflix il 9 ottobre confermando l’appeal che le storie di fantasmi hanno in questi anni sul pubblico generalista voglioso di brividi.

Cavalcando il grande successo di critica e spettatori che ha avuto due anni fa The Haunting of Hill House, Netflix prosegue su quella via trasformando “The Haunting…” in un brand antologico per delle miniserie e tiene la gallina dalle uova d’oro Mike Flanagan come regista del pilot e supervisore generale.

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The Turning – La casa del Male, la recensione

Se la caratteristica principale di un’opera d’arte è la capacità di essere riprodotta e di vivere in più forme, anche a costo di vedere svalutata la sua aura e il suo valore come asseriva il filosofo tedesco Walter Benjamin, l’espressione artistica che può godere di più vite è per distacco la letteratura il cui rapporto col cinema è da sempre strettissimo e molto redditizio. Nel mondo horror questo connubio fa rima con gotico e il relativo immaginario di tematiche ed ambientazioni, descritte sia nelle pagine dei romanzi che sul grande schermo, fatto di castelli antichi e maestosi, passaggi segreti, ragnatele, fantasmi e storie rese torbide da maledizioni, vendette e personaggi dall’etica discutibile e tormentati da un terribile passato che ritorna.

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Quel che sapeva Maisie, la recensione

Quel che sapeva Maisie, trasposizione del romanzo di Henry James pubblicato a fine Ottocento, appena due anni fa si distingueva al Toronto International Film Festival. Oggi, arriva finalmente anche nei cinema italiani, pronto a commuovere e colpire il pubblico in virtù della sua drammatica eleganza e della sua incisiva narrazione. La pellicola indipendente, diretta da Scott McGehee e David Siegel, è ambientata ai giorni nostri e racconta la difficile vicenda di una adorabile bimba, ottimamente interpretata dalla giovanissima esordiente Onata Aprile, contesa dai genitori più per dispetto che per amore.

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